venerdì 6 ottobre 2017

Scienziato o ciarlatano? Ce lo dice la scienza.

Come facciamo a sapere se bere l'estratto di una pianta ci farà passare un dolore?
E come potremmo capire se una pillola farà passare il mal di testa?
E se qualcuno ci propone una "medicina", come possiamo sapere se questa è vera o in realtà non serve a nulla?
Potremmo fidarci delle sensazioni, dell'intuito ma questo spesso sbaglia, anzi, molte volte la sensazione è condizionata da ciò che desideriamo, se vogliamo fortemente far passare un dolore, anche se una cosa non funziona, un po' ci sentiremo meglio, perché lo vorremmo, perché lo speriamo. Oppure quella pillola per il mal di testa funziona davvero ma i suoi effetti potrebbero essere nascosti da una persona che vende sciroppi contro il mal di testa, un concorrente, se la pillola funzionasse, perderebbe tanti soldi.
E se invece la pillola non funzionasse e fosse tutta una bufala inventata da chi la vende?

Allora, se vogliamo dati oggettivi, notizie credibili, non possiamo che provare sul campo quell'estratto o quella pillola. Evitiamo "sensazioni", "invidie", "pressioni" e la proviamo direttamente. Prendiamo tante persone con il dolore.
Dividiamo queste persone in tre gruppi, ad uno diamo la pillola, all'altro una pillola di zucchero (si chiamerà placebo, cioè qualcosa che potrebbe avere un effetto ma solo psicologico perché lo zucchero a quelle quantità non ha effetti), all'ultimo non diamo niente. Questo esperimento si chiama "controllato", perché abbiamo messo in mezzo un gruppo di persone alle quali non daremo niente, così potremmo controllare se gli effetti dipendano dalla pillola o da altro (le malattie banali, quasi tutte, passano da sole). Però c'è un particolare in più: per rendere più attendibile l'esperimento i gruppi li formiamo per sorteggio, mescolando le persone, così da "simulare" la normale popolazione senza rischiare di mettere in un gruppo persone simili, persone "a caso" quindi in ogni gruppo, "random" in inglese e per questo il test sarà chiamato "randomizzato".

Oltretutto nessuno, né le persone né noi, dovremmo sapere se la pillola che diamo sarà quella vera o lo zucchero, così si eviterà ogni condizionamento, a volte il semplice atteggiamento "ottimista" di chi somministra la pillola può condizionare i risultati e così saremo come "ciechi", non sapremo per niente a chi avremo dato la pillola, a chi lo zuccherino (il placebo), a chi niente, sarà un test chiamato "cieco" e se vogliamo renderlo più preciso lo renderemo "doppio cieco", non solo chi somministrerà ma nemmeno i pazienti sapranno cosa stanno prendendo, così da non farsi condizionare.
Questo è un esperimento ben fatto: controllato, randomizzato, doppio cieco con placebo.

James Lind, uno dei primi medici ad applicare un primitivo metodo scientifico

Non ci permetterà di avere "la verità in tasca" (come qualcuno, disprezzandole, chiama le conoscenze scientifiche), non darà risposte definitive o sicure al 100% ma ci fornirà delle notizie, dei dati, numeri sui quali possiamo ragionare, un risultato plausibile ed oggettivo. In ultima analisi sarà un'alternativa alle "sensazioni" al "mi sembra che". Sarà pure una buona opportunità di discutere su dati, sui fatti e non sulle opinioni, perché le opinioni sono condizionate da tanti fattori.

Alla fine dell'esperimento vedremo SE la pillola ha funzionato. Ma sapremo tante altre cose. Per esempio su quante persone ha funzionato, quanto ha funzionato più dello zucchero, se chi ne ha tratto beneficio aveva caratteristiche particolari (età, sesso, istruzione?) ed altro. Ecco, la medicina si basa su questo. Ogni conclusione e decisione si basa su un metodo (si chiama "metodo scientifico").

Questo fa uno scienziato ma se lo scienziato fosse disonesto o disattento ed avesse sbagliato (volontariamente o meno) qualcosa?
Se il risultato non fosse vero?
Non tutto è perduto.
Lo scienziato pubblica tutte le fasi del suo esperimento, dall'inizio alla fine, dall'ipotesi alle conclusioni, su una rivista scientifica.
Questo serve non solo per fare conoscere a tutti quei risultati ma anche perché così chiunque potrà controllare quei calcoli e quelle conclusioni e quindi chiunque potrà trovare errori o sviste, anzi, l'autore dell'esperimento annoterà minuziosamente ogni particolare: il colore delle pillole, l'età dei partecipanti all'esperimento, la loro salute ed altro, mettendo tutto in una parte dello studio che si chiamerà "materiali e metodi".

Questo perché così, chi fosse curioso e volesse ripetere l'esperimento, sa in quali condizioni è stato fatto il primo e così ripeterlo.
Niente trucchi né inganni, è un modo per ridurre al minimo gli errori.
Tutto il resto, le cose non dimostrate, le opinioni, possono essere affascinanti, intriganti ma non avendo nessuna prova di esistenza non sono basate sul metodo scientifico quindi, fino a prova contraria, sono bufale, invenzioni, sono fenomeni paranormali, cose che nessuno ha mai dimostrato. Chi dice in campo scientifico "io ho notato che..." senza farlo confermare agli altri suoi colleghi molto probabilmente (quasi sicuramente) sta dicendo una bugia, oppure è semplicemente un incompetente.
La maggioranza dei ciarlatani usa dei trucchi, negli anni passati, proprio in questo blog, ne ho raccontati alcuni. Nel passato si trattava di semplici trucchi da baraccone (false diagnosi, falsi malati, falsi documenti) oggi...anche. Nonostante possa sembrare strano, i trucchi dei ciarlatani non sono cambiati molto nel tempo ed assomigliano tantissimo ai trucchi dei prestigiatori: semplici illusioni, magie, imbrogli, solo che il prestigiatore lo fa per fare spettacolo. Per questo motivo il ciarlatano non pubblicherà mai le sue idee su riviste scientifiche o, se riuscirà a pubblicarle, userà trucchi e stratagemmi per ottenere il risultato che vuole.
Esistono anche riviste scientifiche scadenti che, senza controllare, pubblicano qualsiasi cosa per motivi economici (pagando si pubblica qualsiasi studio, anche scadente o sbagliato).

Per questo, quando prendiamo una decisione sulla salute, dobbiamo sapere se quello che ci propongono è scienza o paranormale, la prima ci offre dei dati, il secondo delle illusioni, i medici seri si basano sugli esperimenti e sulla scienza, chi invece si basa sulle "sensazioni" o sui fenomeni paranormali si chiama "ciarlatano".

Ovviamente "fatta la legge trovato l'inganno" e gli uomini sono stati bravi a trovare dei trucchi per superare tutti gli ostacoli di un esperimento o di volgerlo a loro vantaggio. Spesso è proprio la sete di fama o di denaro che induce chi fa gli esperimenti a barare o giocare sporco ma abbiamo almeno la minima sicurezza di un controllo.
Un esperimento scientifico che viene messo in pubblico (pubblicato su rivista scientifica seria) diventa un documento ufficiale che chiunque potrà approvare, smentire, correggere, ripetere.
Per lo stesso motivo ed anche perché ormai i mezzi di comunicazione sono diffusi, una cura, una terapia, non sarà disponibile solo in un ospedale o una città ma la troveremo dovunque, anche nell'ospedale più vicino a noi.
I medici, in tutto il mondo, usano le stesse cure perché sono quelle che, esperimenti alla mano, funzionano meglio. Non è detto che funzionino sempre ma meglio.

Se ognuno curasse a modo suo troveremmo in ogni città, in ogni ospedale, una cura diversa, basata su opinioni, ipotesi, idee personali, il caos insomma.

Invece ci curiamo tutti in modo simile proprio perché è il modo migliore.

Potrà esserci differenza di organizzazione, di mezzi e strutture ma le cure sono le stesse in tutto il mondo. A parità di condizioni economiche (è chiaro che un ospedale di un paese molto povero probabilmente non avrà le attrezzature di quello di un paese molto ricco) le cure, le medicine e le tecniche, saranno identiche.
Lo stesso vale per gli interventi chirurgici. Le tecniche sono identiche, potrà esserci il chirurgo più bravo o quello meno capace ma un intervento si farà allo stesso modo in tutto il mondo.

Per questo i ciarlatani, in genere, sono facilmente riconoscibili. Esistono quindi alcune regole che distinguono il medico serio dal ciarlatano.

1) Usa terapie e metodi che usano e conoscono tutti gli altri suoi colleghi.
2) Non usa un "metodo personale".
3) Usa terapie e metodi che in genere si usano anche nelle strutture pubbliche.
4) Non si definisce o presenta come "boicottato" dalla sua comunità, non ci sarebbe motivo.
5) Non sostiene che solo la sua tecnica e la sua terapia sia quella efficace, non esiste "cura" personale, un medico cura con ciò che il mondo conosce.
6) Non dice di ottenere risultati eccezionali, maggiori di quelli di altri medici.

Non per niente il ciarlatano si "inventa" un mercato. Avrà la "sua cura", la "sua dieta", ogni ciarlatano ha il "suo metodo": tutte bufale.
Ci sono poi alcuni trucchi che servono più che altro a creare il "personaggio" ad avvolgerlo di fascino, fumo, come quello sul palco dei maghi, sono trucchi tipici dei ciarlatani che vogliono apparire grandi scienziati e che sono usati proprio nei confronti della gente che non ha molta dimestichezza con la scienza. Uno dei più frequenti è la creazione di una finta controversia, una "fintoversia".
L'esempio più tipico è quello dell'omeopatia: nonostante sia basata su un rito magico, non abbia basi scientifiche, nonostante sia basata sulla somministrazione di sostanze senza effetti e gli studi dimostrino ovviamente che non ci siano effetti, gli omeopati continuano a discuterne come fosse una cosa vera, quasi una medicina.

Esistendo la libertà di scelta, sta ad ognuno di noi cercare informazioni serie, competenti, scientifiche. Se poi siamo affascinati dal paranormale o ci vogliamo affidare ai ciarlatani, sono ovviamente problemi nostri.

Ecco, io lo ripeto continuamente e continuamente rispondo così a chi insiste nel credere a sciocchezze (ovviamente dal punto di vista scientifico) come l'omeopatia o le medicine alternative, se si pensa di essere davvero informati, se si crede di aver preso informazioni da fonti serie ed attendibili, si proceda. Salute e soldi sono beni personali e nessuno potrà convincere nessuno di qualcosa di cui non vogliamo essere convinti.
Ricordate però che se qualcuno vi mette in guardia, il dubbio stiate sbagliando potrebbe salvarvi la vita.

Alla prossima.

24 commenti:

  1. Salvo hai testato le tue "regole" con un medico abile che sta studiando una terapia sperimentale?
    Ad esempio questo.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Barry_Marshall
    1- la sua terapia era avversata dai suoi colleghi
    2- Era un metodo personale
    3- Il suo metodo non era utilizzato in nessuna struttura pubblica o privata
    4 - https://www.csicop.org/si/show/bacteria_ulcers_and_ostracism_h._pylori_and_the_making_of_a_myth
    5- Sosteneva che la sua tecnica era più efficace e che tutti gli altri sbagliavano.
    6- Riteneva che la sua metodologia risolvesse il problema, mentre le cure conosciute all'epoca erano sintomatiche.

    Forse la differenza vera è che Marshall ha pubblicato, con il metodo scientifico, ha dimostrato con i fatti di avere ragione e ha preso il Nobel.

    Saluti

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    1. Forse la differenza vera è che Marshall ha pubblicato, con il metodo scientifico, ha dimostrato con i fatti di avere ragione e ha preso il Nobel.

      Certo, infatti questo è un esempio di come, se dici la verità, la dimostri e vinci. Infatti l'esempio lo uso in molte mie conferenze (e pure nei miei libri). Tutte le novità della scienza sono, appunto, novità, bisogna però dimostrarle. Il ciarlatano non lo fa (ma dice di averlo fatto).

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    2. Esatto.
      Devi saper dimostrare con esperimenti ripetibili, controllabili e falsificabili, che hai ragione.
      E non pretendere che gli altri dimostrino che hai torto.

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  2. Non conoscevo Barry Marshall e ho letto i due link da lei riportati.
    In nessuno dei due si parla di un metodo e in nessuno dei due si dice che la comunità si opponeva alle sue idee.
    Semplicemente è stato seguito con lui lo stesso percorso che si segue per qualunque ricerca: è necessario presentare prove sufficienti affinché la teoria formulata venga accettata. E così è stato.

    Non è stato sviluppato alcun metodo, ma semplicemente mentre prima si utilizzavano "antiacidi" (non saprei come chiamarli tecnicamente) per trattare particolari tipi di ulcere, dopo gli studi di Marshall si è iniziato a usare antibiotici.

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    1. Diciamo che la sua idea non fu ben accettata (sembrava troppo banale per essere vera) dai vertici della gastroenterologia dell'epoca.
      Da qualche parte c'è la lettera con la quale la società mondiale di gastroenterologia trova la scusa che non ci sarebbe più posto per evitare che Marshall venga al congresso per presentare le sue idee.

      Però lui, testardo, le prova, le pubblica (su Lancet!) e dimostra di avere ragione...e vince il Nobel.
      Niente male.

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  3. Dal primo link
    It has been claimed that the H. pylori theory was ridiculed by the establishment scientists and doctors, who did not believe that any bacteria could live in the acidic environment of the stomach. Marshall has been quoted as saying in 1998 that "(e)veryone was against me, but I knew I was right."[10] On the other hand, it has also been argued that medical researchers showed a proper degree of scientific scepticism until the H. pylori hypothesis could be supported by evidence.[11]

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  4. Il caso di James Lind è emblematico anche del fatto che persone che fanno scoperte geniali possono, magari in buona fede,finire a vendere olio di serpente. Se non ricordo male Lind ha provato i limoni contro lo scorbuto perché erano stati casualmente imbarcati, senza un'ipotesi eziopatogenica. Finì col vendere un elisir contro lo scorbuto fatto a partire dai limoni con un metodo che però distruggeva la vitamina C... che ovviamente non funzionava e diffuse l'idea che l'intuizione di Lind fosse errata. La Marina Inglese invece la vide lunga e fece imbarcare in segreto agrumi sulle sue navi, ottenendo la supremazia negli assedi e nelle missioni di lunga durata. Il resto è storia... che non è fatta solo da virus e batteri.

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  5. Dott. Di Grazia,
    È sempre un piacere leggerla.
    Ed i suoi articoli li metterei come lettura obbligatoria a scuola, dalla materna!
    Io sono così frustrata ad avere, intorno a me persone (anche laureate) che credono a tutto...agli omeopati, ai no vax...agli astrologi (e li pagano pure tanto!).
    Sa quante volte gli ho consigliato il suo sito? Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
    Scusi lo sfogo ed il commento poco utile alla discussione.
    Ammiro sempre la sua tenacia.
    Grazie!
    Sara

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  6. Paradossalmente sono proprio le persone con maggiore formazione, laureate, che,per questo, credono di saperne più degli altri anche su tematiche che esulano dal campo di studi a cadere nei tranelli più banali dei ciarlatani.
    E quindi non apprezzano di essere smentiti....

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  7. Ma la cosa assurda è che loro non si accorgono di cadere nei tranelli!
    Mi dicono che sono io "chiusa di mente" perché non voglio accettare idee diverse dalla scienza...(sigh!)

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    1. Non è una cosa assurda: è una cosa assolutamente normale.

      Il doppio cieco è stato inventato proprio per affrontare questo comportamento normalmente umano e comune anche agli sperimentatori.

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    2. La "scienza" non esiste.
      Esiste un corpus condiviso di conoscenze in ciascuna disciplina, sviluppatosi grazie alla ricerca.
      In medicina il criterio di validità è la prova sperimentale controllata, randomizzata e in doppio cieco.
      In altre discipline ci sono altri criteri, ma in generale "se funziona e spiega le cose nella maggior parte dei casi, possiamo prenderlo per vero".
      Se la cura alternativa porta a risultati oggettivi e misurabili, bene! Si facciano ulteriori indagini e sperimentazioni.
      Se non ci sono prove dei risultati positivi.... ok, grazie, avanti il prossimo.

      Non esistono medicina ufficiale e medicina alternativa.
      Se funziona è medicina, se non funziona è fantasia.

      Prova ad applicare la logica "alternativa" al loro campo di competenza. Vedrai che si dimostreranno mooolto "chiusi di mente".

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    3. "La scienza non esiste.
      Esiste un corpus condiviso di conoscenze in ciascuna disciplina, sviluppatosi grazie alla ricerca."

      Quello che lei definisce come "Esiste un corpus condiviso di conoscenze in ciascuna disciplina, sviluppatosi grazie alla ricerca" ha un nome: scienza.






      "In generale se funziona e spiega le cose nella maggior parte dei casi, possiamo prenderlo per vero".

      Assolutamente no: questo è un errore fondamentale di pensiero.
      Se, in campo scientifico, "una cosa funziona" allora non è vera: è corretta, cioè sortisce risultati prevedibili in determinate condizioni.

      La gravità newtoniana non è "vera": è solo corretta in assenza di forti curvature dello spaziotempo.
      La fisica classica non è "vera": è solo corretta in ambiti in cui non diventano significativi gli effetti quantistici.


      E' fondamentale capire che "verità" non è mai (ripeto: mai) una proprietà di una teoria scientifica.

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    4. Quello che io trovo non accettabile è che medici e farmacisti praticano e consigliano rimedi omeopatici dicendo che funzionano. Non so se lo fanno in buona o cattiva fede, ma credo che non prendano sul serio la loro professione. In questo caso diventa difficile argomentare contro questa pratica se ti dicono: anche il medico/farmacista la consiglia non saranno mica tutti stupidi?
      Di fronte a questa argomentazione la mia risposta sarebbe SI! oppure sono in mala fede, ma è una risposta che non funziona detta in questo modo.
      Marco

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    5. Quello che intendevo dire con "la scienza non esiste" è che non esiste un insieme monolitico di verità scientifiche che possiamo solo accogliere.
      Esiste un corpus di conoscenze in continua evoluzione, continuamente sottoposto a critiche e miglioramenti.
      Non esistono "idee diverse dalla Scienza". Esistono teorie che sono considerate corrette in quanto in grado di spiegare in maniera coerente la maggior parte dei fenomeni. Ed esistono teorie non ancora "provate", che saranno alla base delle conoscenze future oppure, se si riveleranno non in grado di spiegare in maniera migliore i relativi fenomeni, saranno rigettate.
      Se chi si occupa di ricerca fosse "chiuso di mente", la sua ricerca farebbe molta poca strada.

      Hai ragione. Mi sono espresso male. Con "possiamo prenderlo per vero" intendevo dire che è corretto nei limiti dell'ambito di validità della teoria.

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  8. mi riferisco alle terapie alternative ,in uso da parecchi anni a questa parte in merito a diete strambe basate su invenzioni di qualche nutrizionista o presunto tale , con integratori a base di sostanze che non hanno nessun potere , se non arricchire chi le produce e le commercializza .quello che sto leggendo per me è tutto vero e scientificamente provato e controllato nelle varie fasi dell' esperimento .chiudo dicendo anche la mia ,una alimentazione a base di frutta ,verdura ,carboidrati da pasta integrale zero zuccheri aggiunti ,legumi di qualunque tipo,carne fresca ,non preparazione carnea ,con dentro di tutto di più una volta alla settimana è sufficiente ,vale anche x i formaggi e le uova .consumiamo materia prima la migliore che troviamo sul mercato .vino in modo occasionale può anche venire utile ,aggiungo olio extra v.noci non clorate e mandorle in guscio .Mia moglie è 8 anni a cui e stata diagnosticata la sclerosi multipla recidivante .con questi accorgimenti ,va avanti e neanche troppo male con una scala di eeds 1 .cordiali saluti aldo

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  9. Aldo:
    -cos'hanno i cardoidrati da pasta integrale di diverso dagli altri carboidrati?
    -perché gli zuccheri aggiunti dovrebbero essere evitati mente gli altri no?
    -cos'hanno di male le mandorle già sgusciate? Mangi anche il guscio, non ti rimane fra i denti?

    Vorrei chiedere altre cose ma intanto mi basta chiarirmi le idee su queste... saluti

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  10. Premetto che non sono medico ma sono abbastanza ferrato in alimentazione sportiva, quindi provo a rispondere
    -i carboidrati da pasta integrale sono gli stessi della pasta normale, ma nella pasta integrale c'è più fibra quindi si ha un indice glicemico (leggermente) più basso.
    -idem come sopra, gli zuccheri aggiunti in quanto carboidrati semplici e raffinati, e soprattutto non accompagnati da fibra, hanno un indice glicemico altissimo (e quindi provocano una risposta ipoglicemica dell'organismo, per andare a ridurre il glucosio nel sangue).
    La "via degli zuccheri" influisce sul funzionamento della FOXP3 e quindi sulla produzione delle cellule T, e l'eccesso di zuccheri secondo certi studi sarebbe causa di tumori e malattie autoimmuni, nonchè della sclerosi multipla.
    -mandorle in guscio per evitare i procedimenti industriali di sgusciamento delle stesse... Ma questo mi sembra eccessivo dato che è un procedimento puramente meccanico

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    1. -Se l'indice glicemico è "leggermente più basso" e se, come la stragrande maggioranza della popolazione, non sono diabetico, perché mai dovrei preferire la pasta integrale quando trovo molta più fibra in una porzione di verdura?
      -gli zuccheri semplici sono ovunque. Quindi dovrei evitare anche di mangiare mele, banane e uva...? Ma cosa cambia se assumo questi zuccheri semplici abbinati a fibre (che sono sempre carboidrati alla fine) oppure no?
      Definisca "raffinato", a me suona come purificato, migliorato...non mi sembra un accezione negativa.
      -potrebbe indicare gli studi che collegano zuccheri e tumori/sclerosi multipla? Vista la mia dieta varia credo di essere a forte rischio: assumo zuccheri semplici ad ogni pasto.
      -sono felice che condivida con me almeno le perplessità sullo sgusciamento delle mandorle. Ah! che gran comodità! :-)

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  11. sei molto bene informato ,bene , le mandorle sgusciate sono tostate ad una alta temperatura x quei prodotti ,come ben si sa le alte temperature vanificano le vit. e le sostanze benefiche cordiali saluti aldo .

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  12. A parte che normalmente non mangio le mandorle per "le sostanze bebefiche" ma perché mi piacciono, e basta.
    Visto che le mandorle sgusciate non sono necessariamente tostate, immagino che scegliere quelle crude sia equivalente a sgusciarle manualmente, a parte lo sbattimento...s'intende.
    Ma questo blog non parla di frutta secca quindi non abuserò oltremodo della pazienza del dott. Di Grazia.
    Saluti.

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  13. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  14. Anche lei è un po' disattento, non ha notato che nella pagina postata è presente anche un link alle numerose pubblicazioni del Professore? Poi forse le è sfuggito il corposo curriculum, di certo non meritevole della sua semplicistica definizione.
    Le chiedo invece di non cancellare questa conversazione di modo che chi la segue possa valutare autonomamente. Per quanto mi riguarda, non si preoccupi, non frequenterò mai più questo blog.

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    1. Per quanto mi riguarda, non si preoccupi, non frequenterò mai più questo
      blog


      Certo che c'è gente strana in giro eh?
      Entra a casa mia senza salutare, non rispetta le regole, dice che non verrà più e chiede pure di non cancellare la conversazione?
      Ma che roba hanno aggiunto nelle scie chimiche?

      PS: Ovviamente, visto che lei non ha rispettato nemmeno la mia richiesta, il suo commento lo elimino io (e lei è bannato).

      Saluti!

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