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lunedì 2 dicembre 2013

La comunicazione persuasiva nella pseudomedicina: due casi a confronto.

Nota: L'articolo è molto lungo, stavo per dividerlo in due parti ma mi sono reso conto che avrebbe perso d'impatto e continuità. Consiglio quindi di leggerlo con calma (per questo motivo lo lascerò in homepage per più giorni del solito) o di stamparlo. Grazie.

Per chi volesse conoscere i particolari (tanti) delle due vicende può leggere qui relativamente al "caso Di Bella" e qui per il "caso Stamina".
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La comunicazione persuasiva è un tipo di interazione tra uomini che ha lo scopo di influenzare l'opinione del prossimo tramite messaggi costruiti apposta per lo scopo. Si tratta di una tecnica utilizzata in molti campi e con delle regole ben precise. Vi sono diversi esempi quotidiani di questo tipo di tecnica, tanto sottile quanto pericolosa se conduce a decisioni errate e che spesso è rivolta non al singolo individuo ma ad interi gruppi, anche popolazioni.
L'argomento non è strettamente medico ma parla di vicende che si sono incrociate con la medicina, la scienza e la percezione di questa presso la società. Tutto è scaturito da considerazioni personali che poi mi hanno appassionato durante un approfondimento e così ho deciso di farne un articolo.

La recente vicenda Stamina ha molto a che fare con la comunicazione persuasiva, primo perché è stata un esempio di come una storia "televisiva" senza alcuna valenza medica sia diventata in brevissimo tempo "virale", abbia coinvolto l'ambiente scientifico anche ad alto livello ed abbia smosso le coscienze e le masse.
In secondo luogo, il protagonista di questa storia, Davide Vannoni, docente di ergonomia cognitiva all'università di Udine, ha scritto un libro proprio sull'argomento: "Manuale di Psicologia della comunicazione persuasiva", Utet Libreria, Torino, 2001, ovvero di come si caratterizza, si sfrutta e si manipola la comunicazione con lo scopo di "convincere" il prossimo. La persuasione è un mezzo molto utilizzato, soprattutto in campo pubblicitario (il marketing pesca a piene mani dalle regole della persuasione) ma anche nella "quotidiana" informazione (specie quella politica e militare). L'esperimento Stamina quindi, può essere visto come un gigantesco test di persuasione delle masse che ha avuto successo ma che non è andato oltre al fenomeno di costume (da certi punti di vista però con risvolti gravi).
In Italia di storie simili ce ne sono state tante e non solo in campo medico, hanno coinvolto numerose persone e sono state sfruttate quasi sempre per scopi economici, la vicenda Stamina, in particolare, è stata accostata e quella Di Bella, una storia simile ma che invece della cura per tutte le malattie neurodegenerative parlava di una cura per tutti i tumori (e di tante altre malattie). Anche in quel caso avvennero manifestazioni di piazza, si mossero politici e magistrati, si crearono fazioni, associazioni, trasmissioni televisive che erano occasione di scontro e polemiche a non finire. Anche in quel caso, ci si accorse, solo alla fine, che si era caduti tutti in un enorme isteria collettiva, originata da un umano desiderio di speranza ma poi sfuggito al controllo per l'amplificazione regalata dai media e per l'interferenza di politici e personaggi pubblici (che con la salute c'entrerebbero poco ma che in tema di "consenso popolare" sono spesso protagonisti).
Sembrerà strano, ma nonostante Vannoni sia un esperto di comunicazione di massa e persuasione, in questo caso ha sbagliato molte azioni, una in particolare e nel paragone tra lui e Di Bella ne esce completamente sconfitto. Vediamo perché?
Potrebbe essere un'occasione per scoprire i trucchi della persuasione e le vie più "semplici" per convincere le masse di aver trovato la salvezza per tutti.

Di Bella Vannoni, che differenze?

Le storie delle due vicende hanno alcuni punti in comune ma poi si differenziano per altri. Luigi Di Bella era un docente universitario di fisiologia, Davide Vannoni un docente universitario di psicologia (ad Udine). Il primo affermò di aver scoperto la cura sicura per tutti i tumori (ma anche per altre malattie), il secondo la cura per tutte le malattie neurodegenerative (ed altre). Il primo non pubblicò nessun lavoro scientifico sulla sua ipotesi, il secondo nemmeno, nessuno dei due ha sperimentato la sua idea per controllarne la correttezza e nessuno dei due ha mostrato dei risultati (anche personali) da sottoporre al controllo scientifico, così come il primo sosteneva che le sue idee fossero "insabbiate" per colpa di un complotto mondiale (dei medici, scienziati, magistrati, esperti, le case farmaceutiche) e lo stesso fa il secondo. Nello stesso momento il primo usava farmaci prodotti e venduti da case farmaceutiche (quindi perché le stesse avrebbero dovuto "insabbiare" una scoperta che le avrebbe favorite?), il secondo ha ricevuto sovvenzioni e denaro da una casa farmaceutica (quindi perché parlare di "complotto" delle case farmaceutiche se una di queste fornisce denaro?).
Passiamo agli effetti delle due cure.
Quella di Di Bella avrebbe guarito (ai tempi della storia) più di 10.000 persone (si parlava di oltre 20.000 pazienti curati già negli anni '90): all'analisi delle cartelle cliniche nello studio del professore però emerse un numero ben preciso di guariti: zero.
La cura di Vannoni, praticata da anni (e per la quale c'è un'inchiesta in corso), avrebbe guarito diverse persone e molte starebbero migliorando (ma se la cura è somministrata da anni, dove sono questi "guariti" o "migliorati"?). Alla richiesta di prove (mostrare un guarito da una malattia inguaribile è semplice...) questi "miracolati" sono scomparsi, mostrando un tasso di guarigione molto chiaro: zero.
Infine il giudizio degli esperti che hanno esaminato le due cure: la prima, quella di Di Bella non funzionò, la sperimentazione nazionale diede un esito indiscutibile: zero sopravvissuti. Nel caso di Vannoni la sperimentazione non è stata avviata perché gli esperti hanno notato parecchie lacune nel "metodo" che dovevano esaminare, non vi era addirittura chiarezza nemmeno nel tipo di cellule che si dovevano infondere nei pazienti.
A queste analisi i due hanno obiettato: Di Bella dicendo che il metodo applicato non era il suo originale ed era stato stravolto, Vannoni dicendo che il metodo analizzato non era il suo originale ed era stato stravolto per poterlo presentare agli esperti.
Sembra una fotocopia in effetti.
Gli argomenti dell'uno somigliano in maniera clamorosa a quelli dell'altro, le scuse del primo sono identiche a quelle del secondo.
Ma c'è un particolare che ha fatto la differenza e che nel campo della persuasione è fondamentale, per questo stupisce che proprio Davide Vannoni non lo abbia capito subito.

Il manuale sulla persuasione delle masse scritto da Vannoni che ha sperimentato sul campo con la vicenda Stamina
La comunicazione persuasiva si poggia (secondo Hovland et al.) sopra tre fondamenti: la fonte (colui che tenta di persuadere), il messaggio (il contenuto della comunicazione), il pubblico (chi riceve il messaggio).

La fonte: il "guru"

In ogni operazione di persuasione di massa è necessaria la figura del "guru", ovvero di una persona (a volte di un ideale) che permetta alla gente un'identificazione, un trasporto, la possibilità di riscatto e salvezza, la fonte deve essere credibile. Le grandi dittature, che della persuasione delle masse ne hanno fatto (e ne fanno) una regola, creano attorno al dittatore un mito, una figura mistica, inavvicinabile ed imbattibile, così nei casi che stiamo analizzando un ruolo fondamentale è dovuto alla figura dell'"inventore" della cura, il guru, appunto, che può essere l'elemento "vincente" di qualsiasi operazione di marketing (in piccolo, nella pubblicità, il "guru" è rappresentato dal testimonial).
In questo senso è fondamentale l'atteggiamento di chi "invia il messaggio", ma di questo ne parleremo dopo.
Il guru deve costruire attorno a sè il mito, sulla sua persona devono circolare voci tra il reale ed il fantasioso, deve trasformare qualsiasi fatto negativo in un fatto che sostiene le sue idee e chi lo critica o lo sottovaluta diventa automaticamente nemico di tutti, non solo suo.
Partiamo dalla figura di Di Bella.
Luigi Di Bella era un professore associato universitario di fisiologia, nessuna carriera o carica particolarmente prestigiosa, nessun riconoscimento mondiale particolare, pur se pienamente inserito nel mondo accademico si trattava di un docente, dignitosissimo, ma che non raggiunse mai fama scientifica particolare (anche la sua produzione bibliografica è irrilevante e non pubblicò mai uno studio di oncologia).
Così Vannoni: professore di psicologia (nonostante la sua laurea, in lettere), si occupava di ricerche di mercato, non era particolarmente noto e di lui le uniche gesta conosciute erano quelle relative ad un'inchiesta della magistratura.

Come trasformare l'anonimo professionista in trascinatore di folle? Il "guru" deve essere diverso dagli altri, dai "concorrenti" (in questo caso da chi cura le stesse malattie), deve elevarsi.
Ci sono diverse tattiche ed i due ne hanno scelta una simile.
Di Bella era un accademico e quindi la sua "esaltazione" doveva per forza passare da quel mondo, dalla medicina, di lui quindi si diceva che fosse candidato al premio Nobel per la medicina, che aveva pubblicato studi eclatanti, fosse chiamato "il padre della melatonina", che passasse le sue giornate piegato su un microscopio in un suo "laboratorio privato" dove poteva studiare i suoi "teoremi". Una sorta di incredibile genio che nessuno riuscì ad eguagliare. Un genio ineguagliabile, per forza di cose, fa scoperte eccezionali.

Vannoni, non essendo medico ha scelto la via dell'illuminazione: affetto da un'emiparalisi al volto, dopo aver tentato inutilmente una risoluzione, parte per l'Ucraina dove, in un laboratorio locale, si sottopone ad una cura con staminali e, contro ogni aspettativa "ne trae giovamento".
Di Bella diceva che i "baroni" universitari e le aziende farmaceutiche ce l'avevano con lui per le sue eccezionali scoperte, addirittura descrive diversi "tentativi di omicidio" a suo danno (tutti sventati!), Vannoni dice che tutti ce l'hanno con lui perché sono invidiosi e vogliono rubargli l'idea, soprattutto le case farmaceutiche. L'attentato, l'invidia, la gelosia, la cattiveria del prossimo, contribuiscono a cotruire il "mito", la figura dell'eroe buono contro tutti e contemporaneamente, chiunque ne parli male o semplicemente chieda spiegazioni, è un nemico da abbattere e se è nemico del guru è nemico di tutti (se qualcuno vuole eliminare l'eroe buono, dev'essere di una cattiveria incredibile!), un nemico del popolo, insomma.

Sono leggende, chiaramente, Di Bella non è mai stato candidato al Nobel, era praticamente sconosciuto in ambiente medico e non è certamente colui che ha scoperto la melatonina. Vannoni non è certo guarito dalla sua malattia e il "laboratorio ucraino" non ha guarito nessun altro con le sue metodiche, nessuno ha avvelenato Di Bella e nessuno ha rubato l'idea a Vannoni, che invece l'ha venduta ad una casa farmaceutica.
Eccoli i miti.

Sai Baba, guru indiano molto discusso che raccoglieva milioni di fedeli con semplici giochi di prestigio spacciati per miracoli.
Il messaggio: la compassione

Punto decisivo.
Per risultare convincente, il persuasore deve toccare gli aspetti più intimi e profondi dell'animo umano, in ambito medico il lavoro è molto semplice, parlare di malattie, a maggior ragione se gravi ed inguaribili, rende tutto più semplice e per ottenere il risultato più potente, l'arma dei bambini sofferenti senza speranza è infallibile. Il messaggio non deve presentare solo l'idea del guru ma anche le altre, quelle opposte, deve però fare in modo che quelle del guru siano considerate "chiaramente migliori", indiscutibili. Si tratta del fenomeno detto delle "banalità scintillanti" ovvero degli "specchietti per le allodole", le "buone parole" cariche di emotività ed il confronto deve essere spietato: l'idea del "guru" deve avere il potere di "compiacere" il destinatario (in questo caso di guarire i malati) (cfr.: Vannoni "Manuale di psicologia della comunicazione persuasiva", UTET) mentre la tesi opposta non ci riesce. Questo causa adesione alla causa del messaggero, in parole povere è il messaggio stesso, esagerato, definitivo (io guarisco, loro no) che, anche se poco credibile, arriva direttamente al destinatario causando un sentimento positivo. Non a caso la mossa che ha scatenato questa isteria di massa a proposito della vicenda Stamina è partita con la figura di una bambina malata in braccio ai propri genitori supplicanti, con le cure attuali nessuna speranza, con la pseudocura guarigione: infallibile, la pietà fattasi messaggio commerciale.

I due si sono dimostrati abbastanza abili in quest'attività.
Di Bella diceva di poter curare tutti i tumori, quasi sempre ed a qualsiasi stadio, ma con una via d'uscita (ricordate, la via d'uscita serve per rispondere a chi chiederà conto degli immancabili insuccessi). Vannoni dice che "da certe malattie si può guarire" (non ha specificato quali, ma quel "da certe" lascia aperta la speranza per qualsiasi malattia e nel sito della sua fondazione sono elencate decine di malattie "trattate"). Questo atteggiamento è l'anticamera della figura del "salvatore dell'umanità".
L'altra possibilità, nel caso di Di Bella era la chemioterapia (sempre inutile, dannosa, pesante, pericolosa), nel caso di Vannoni sono le cure attuali (sempre inutili, costose, illusorie). Chiaramente i due non sottolineavano che la chemioterapia, che è solo una delle armi contro i tumori, per quanto a volte pesante, permetteva di avere una speranza di salvezza reale di fronte a nessuna possibilità offerta dalla pseudocura e così Vannoni, non sottolinea che le attuali cure sono le uniche che permettono a quei bambini di vivere e non sono nemmeno paragonabili con il nulla da lui mostrato, gli stessi bambini sono vivi perché usano i rimedi creati per loro non da uno stregone di passaggio ma dal progresso tecnico e medico. C'è un particolare affascinante che Hovland (lo studioso che ha ipotizzato le categorie che compongono il messaggio persuasivo) ha riformulato in studi successivi, il cosiddetto "sleeper effect" (più o meno "effetto del sonno"), che avviene quando un'affermazione proviene da una fonte poco credibile e che rischia di non essere presa in considerazione perché eccessiva, esagerata ("guarisco tutte le malattie!", "La mia è l'unica cura efficace!").

Dopo un certo periodo di tempo la stessa affermazione sarà considerata più credibile semplicemente perché il destinatario del messaggio gradualmente dimentica il livello di credibilità del messaggero e non ricorda neanche la provenienza precisa del messaggio dandogli una dignità che prima neanche lui gli dava. Un esempio riguardante i due casi che sto esaminando: Di Bella sosteneva di aver guarito migliaia di persone dai tumori. Dopo l'ispezione ministeriale del suo archivio che notò che non vi era nemmeno un guarito l'affermazione non fu più ripetuta, ma nell'immaginario aleggiano quei "migliaia di guariti" nati chissà come e quando ma che nell'immaginario colletivo esistono ancora.
Lo stesso Vannoni. All'inizio della vicenda che lo riguarda, si parlava chiaramente di guarigione e di decine di persone curate definitivamente dalla sua pseudocura che d'altronde somministra da anni. Con l'evolversi della storia e con la conseguente necessità di mostrare quei risultati annunciati, i "guariti" scompaiono per essere sostituiti da "migliorati", le decine di persone diventano casi singoli (1-2) ma per parte dell'opinione pubblica resta il ricordo delle "guarigioni" in numero eccezionale, mai dimostrate. Se Vannoni avesse annunciato di aver lievemente migliorato due persone in decenni di cura su centinaia di pazienti, la sua affermazione sarebbe suonata sicuramente come irrilevante.

Il ricevente: la massa.

Se posso salvare quasi tutte le persone dalle malattie e se guarisco "certe" malattie, chiunque metterà in dubbio quelle affermazioni, non è "nemico del guru" ma "nemico dei malati". Questo è falso, ma il guru lo trasforma in verità: "non volete fare guarire queste persone, le volete morte".
Naturalmente il guru salta molti passaggi fondamentali e che chiunque conosce: prima di dire che una cura, qualsiasi cura, "guarisca" qualcuno, bisognerebbe dimostrarlo e non sarà certo un video o un servizio televisivo a fare testo ma un controllo medico, una statistica, una valutazione scientifica. In questi casi che stiamo esaminando le valutazioni scientifiche e mediche parlavano chiaro: non vi è alcuna evidenza di effetti positivi di queste cure. Non restava quindi che saltare, da parte dei guru, tutta questa fase e passare direttamente a quella dell'odio: chi ci ostacola non è nemico nostro ma dei malati.
E' un gioco facile, chi è nemico dei malati, ne converrete, è un criminale, un disonesto, cattivo e crudele, non si riflette però sul fatto che, al massimo, si può essere nemici degli pseudoscienziati, ma mai dei malati.
La persuasione a questo punto è quasi completa, la mente della massa ormai non segue più il filo della logica e del buon senso ma entra in un tunnel scavato dal guru che divide in due le uniche possibilità di ragionamento (tutte le altre, guidate dal buon senso, dalla scienza, dalla logica scompaiono del tutto): lui ha ragione, gli altri hanno torto.

Il fatto di rivolgersi all'opinione pubblica non è un caso e non lo è neanche il fatto di sfruttare il mezzo televisivo (come fecero entrambi gli pseudoscienziati), come dice il professor L.J. Shrum esperto di marketing: chi usa la televisione per farsi un'opinione ha più possibilità di avere una visione distorta della realtà. A freddo: se uno di noi facesse una scoperta scientifica cosa farebbe? Insomma, immaginate di scoprire una nuova legge della fisica, una nuova medicina, un nuovo carburante, andreste da un professore universitario a parlargliene, chiedereste informazioni al vostro amico studioso o andreste al telegiornale parlando di "scoperta epocale"? Dipende da cosa si vuole ottenere.

Rivolgendosi direttamente all'opinione pubblica si elimina il filtro della credibilità, della professionalità, si evita l'obbligo della cautela, degli studi, delle prove e del confronto, si passa direttamente al consumatore ed il consumatore, si sa, spesso si fa abbindolare dalle parole della pubblicità e non a caso in tutte e due le storie, il ruolo dei media e di giornalisti incauti (ed a volte in malafede) è stato fondamentale per la loro diffusione. In questo contesto è fondamentale l'utilizzo di "collanti", ovvero di mezzi che permettano di unire empaticamente persone distanti fisicamente e così nasce l'uso di slogan, che accomunano e dirigono l'opinione nella direzione voluta (nel caso Stamina: "Sì alla vita sì a Stamina", un vero e proprio slogan pubblicitario che significa che Stamina=vita e che chi è contro è "contro la vita", non ci sono altri significati). I media trasformano una notizia medica (scientifica), un argomento delicato, in "gossip", "telenovela" con i protagonisti buoni e cattivi e questo fa il gioco del programma televisivo che deve accontentare la morbosità degli spettatori ed indirettamente quello del "guaritore" che vive di pubblico, di fama da piazza, di applausi di pancia.
Nel caso di Di Bella si è assistito addirittura al "marketing" del guaritore (con calendari e canzoni che celebravano la gloria del defunto professore), nel caso di Vannoni esiste addirittura la pagina Facebook dei fans, esattamente come per una rockstar.

Tutto questo provoca una reazione a catena, il pubblico coinvolge le sue tante piccole comunità (amicizie, scuola, sport, gruppi di conoscenti...) per iniziare un processo che si autoalimenta e sostiene.
Nei due casi in esame sono avvenuti fenomeni incredibilmente identici (forse anche per questo si tende a paragonarli): oltre ad essere argomento quotidiano dei mezzi di comunicazione, i "sostenitori" dei due "metodi" spostarono la discussione in piazza (con le manifestazioni, avvenute in ambedue i casi), negli stadi (con gli striscioni "a favore della somatostatina" ed "a favore delle staminali") e...particolare curioso, in ambedue i casi una "pornostar" si espose pubblicamente per sostenere le pseudocure (nel caso Di Bella una certa Jessica Rizzo, nel caso Vannoni una certa Giglian) così come fecero altri personaggi pubblici (cantanti, attori, "vip" ormai sbiaditi e giornalisti). Sorge naturalmente il dubbio di quanto sia sincera questa esposizione e quanto sia motivata dalla ricerca di pubblicità, visto il tema attuale e discusso. La divisione in "schieramenti" e "tifoserie" rende poi immediata l'identificazione e la scelta di "una parte" da "sostenere" e quando si assiste a scontri tra tifoserie, si sa, la discussione non è certo utile o costruttiva (e questo va a favore di chi non ha alcun interesse a fare chiarezza sulla vicenda, che si sposta sul piano "emotivo" ed umano cancellando ogni validazione scientifica o legale) e diventa uno scontro nel quale vince chi urla più forte i propri slogan.

Questi "scontri" sono alla fine un modo per creare il "processo di validazione sociale" (Vannoni "Manuale di psicologia della comunicazione persuasiva", UTET, pagg. 45-49) ovvero quel fenomeno che si autoalimenta perché socialmente condiviso. Un partito politico che annunciasse di essere in vantaggio nei sondaggi pre elettorali guadagna più voti perché molti elettori tendono a favorire il candidato "vincente", l'artista di strada mette delle monetine nel suo cappello per far notare che già altri hanno apprezzato il suo spettacolo. Si usa la fama per darsi credibilità, così Di Bella aveva guarito 20.000 malati (in realtà nessuno), Vannoni ha ricevuto 20.000 richieste per la sua cura (in realtà i ricorsi in tribunale sono meno di 200), il "popolo" è dalla loro parte (nelle manifestazioni però si vedono poche decine di persone) e così via.

C'è un punto che molti sottovalutano e che credo sia abbastanza tipico dei "guru" qui in Italia. Il modo di porsi, l'immagine.

L'atteggiamento.

L'atteggiamento, il modo di porsi di chi lancia il messaggio persuasivo fa parte del primo fondamento della persuasione ma lo tratto separatamente perché risiede proprio qui, secondo me, l'errore di Vannoni.
Luigi Di Bella si presentava con abiti fuori moda ma portati dignitosamente, un atteggiamento di altri tempi, con la voce bassa, a volte incomprensibile talmente era "biascicata". Parlava di cancro come se parlasse ad un bambino e spiegava la sua "ricetta" come si spiega una ricetta culinaria. Le persone erano affascinate ed attirate da lui, suscitava tenerezza e simpatia. Di Bella riservava i suoi scatti d'ira e le sue polemice agli incontri ufficiali, ai rappresentanti del ministero della salute o agli accademici, ma nei confronti del pubblico, quello che in definitiva "decideva" se la sua cura dovesse essere provata (e così è stato, la sperimentazione fu fatta per "volere del popolo") non perdeva mai la calma, mai una parola violenta o fuori posto. Era quasi scontato "parteggiare" per lui e sospettare di tutti quelli che lo criticavano, i famosi "professoroni" che commentavano freddamente, senza trasporto e con tecnicismi incomprensibili le contraddizioni della cura per tutti i mali.
Era la stessa vita del professore modenese a trasformarlo in mito: Luigi Di Bella era un docente universitario, perfettamente inserito nel mondo accademico fatto anche di quel potere, immobilismo e corruzione che egli stesso denunciava: egli era un "professorone", esattamente come lui, velatamente disprezzante, amava definire i suoi pari grado. Per "piacere al popolo" il personaggio Di Bella si era trasformato in quello di uno di tanti figli di una povera famiglia di provincia meridionale, smagrito e con le scarpe larghe, che studiando sotto la luce di un lampione, curvo ed affamato, arrivò dove nessuno pensava, il vecchio barone universitario diventò così il "povero medico incompreso dalla parte dell'umanità".
Davide Vannoni invece ha scelto un'altra linea e questo secondo me è stato uno dei suoi più grandi errori. Forse obbligato dal non essere un esperto o un medico e quindi costretto ad usare termini ed argomenti non scientifici (nel quale campo sarebbe stato "battuto" inesorabilmente), ha posto tutto su un altro piano, quello dell'invettiva, dell'aggressività e della violenza verbale. Attacchi frontali verso chi ha usato argomenti scientifici per criticare l'inconsistenza della sua "cura", minacce, comunicati tesi ad aizzare la folla contro i critici, insinuazioni, persino volgarità. Davide Vannoni non si è curato della sua immagine e questo per un esperto di "comunicazione persuasiva" è stato un grande errore. Anche il suo aspetto, dimesso, anonimo, inelegante, ha rispecchiato la scelta del docente piemontese, quella di porsi più come un "rivoluzionario" da strada più che da "studioso ostacolato" dai poteri forti. Se Di Bella si faceva ritrarre davanti al suo microscopio (probabilmente inutilizzato, ma non era l'uso che voleva sottolineare l'iconografia quanto l'idea), da perfetto "scienziato", Vannoni si fa fotografare in mezzo alla folla da perfetto "capopopolo".

Luigi Di Bella
Davide Vannoni
La massa gli ha certamente dato ascolto ma è rimasta disorientata dalle sue continue contraddizioni, dalle dichiarazioni poi dimostratesi false (i brevetti che non esistevano, le foto copiate, i guariti mai mostrati...) e persino dal lato economico della sua vicenda. Mentre Di Bella nascondeva le sue ricchezze e rendeva leggendario il suo passato dentro le aule universitarie (andava in bici sfidando il freddo, si diceva), Vannoni esce in Porsche, si descrive come "ricco di famiglia", minaccia tutti dicendo che ha già pronte 60 querele con pesantissime richieste di danni, si definisce addirittura "scienziato" (ma è laureato in lettere). Insomma, un personaggio da favola, di altri tempi, contro un discusso imprenditore, scaltro e deciso. Simpatia (umiltà) contro aggressività (presunzione).
Ecco i due personaggi a confronto, due ritratti surreali (come disse qualcuno su Di Bella) in vicende surreali, ognuna a modo suo...

Mentre Di Bella dichiarava di non pretendere denaro dai suoi pazienti (che glielo davano lo stesso, ma ufficialmente sotto forma di donazione libera), Vannoni ha dichiarato la stessa cosa ma ha dovuto ammettere che ha fatto delle richieste di denaro su cui sta indagando la magistratura (giustificandosi con il fatto di dover "pagare le cure per chi non poteva permettersele"), mentre Di Bella dichiarava che le aziende farmaceutiche lo contrastavano perché avrebbero perso introiti (minimizzando il fatto che i prodotti che prescriveva erano a tutti gli effetti farmaci in vendita, anche costosi), Vannoni ha dichiarato lo stesso ma ha stipulato un accordo proprio con un'azienda farmaceutica. Pensate ad un Di Bella quasi piegato sulla sedia a confronto di Vannoni su uno scalino che parla alle folle, oppure al primo che camminava con il pettine in tasca con il quale ogni tanto ordinava i capelli ed al secondo che li ha disordinati ed al massimo li raccoglie in una coda. Questi aspetti, apparentemente secondari, in questo campo sono invece decisivi. L'identificazione con il guru, il sentirsi attratti dalla sua persona è il primo passo della persuasione: sentimentalmente siamo molto più portati a favorire il "debole" e l'indifeso piuttosto che il presuntuoso ed aggressivo. Si badi bene, anche Di Bella fu presuntuoso (dichiarava di poter guarire tutti i cancri senza averlo mai dimostrato neanche per uno) ed aggressivo (chiunque lo criticasse era un ignorante o peggio corrotto e fu pure condannato per diffamazione) ma "sapeva dirlo meglio", con più eleganza, quasi sussurrandolo. L'immagine del "messaggero" che plagia le masse d'altronde è la colonna portante della persuasione politica (il politico da votare è sempre rappresentato come "dinamico", sportivo, in salute, "bello", quello avversario è goffo, "brutto", vecchio...). I grandi dittatori puntavano tantissimo sui loro atteggiamenti "maschi" e sulle prove di forza fisica perché sapevano che "la massa" apprezza tantissimo una guida in salute più che una poco efficente e prestante e per questo anche la formalità (un insieme di comportamenti e stili fortemente controllati e regolamentati) è parte integrante della propaganda politica. Non a caso Di Bella si presentava da solo, Vannoni fa coppia con un pediatra dal passato autorevole ma ormai del tutto infilatosi nella pseudoscienza.

Insomma, per uno strano gioco del destino, il professore esperto di persuasione si è lasciato scappare proprio il "trucco" più semplice, quello di maggior presa, rappresentare la figura del "martire" della scienza, piccolo, povero e contro tutti che può salvare il mondo che nel suo caso si è trasformato nell'imprenditore che sfugge ai controlli per poi finire nelle braccia rassicuranti dell'industria farmaceutica con finanziamenti milionari, nessun "atto eroico", nessun misticismo, Vannoni ha fatto il venditore, né più né meno.

Questo segnerà la fine della vicenda Stamina?

Non è detto, perché come per Di Bella, anche per Vannoni sono nate una miriade di piccole associazioni, Onlus, comitati e gruppi di sostegno. Sono organizzati ed agguerriti, usano gli stessi mezzi del guru ed hanno un solo scopo: raccogliere denaro.
Se il futuro di Vannoni sarà quello delle decine di cliniche dei miracoli sparse per il mondo, quello delle associazioni sarà qui da noi, in Italia, di organizzare collette e partite di beneficienza, sponsorizzate da qualche "vip" incauto che tra lacrime e lamenti crederà di fare del bene quando invece entrerà solo nel complicato ingranaggio degli "sciacalli del dolore".
Questo fino al prossimo guru con la prossima cura miracolosa, perché è una storia che non finirà mai e ciclicamente si ripete, negli anni '70 si parlava della cura Bonifacio per tutti i tumori, negli anni '90 fu la volta di Di Bella, nel 2013 di Vannoni, ogni venti anni, periodo che scandisce perfettamente una generazione di esseri umani evidentemente di memoria pericolosamente molto corta.
Qui un'opera teatrale che racconta la vicenda Di Bella. Notate quante similitudini tra i due fenomeni mediatici.

"Se sei in possesso di questo rivoluzionario segreto della scienza, perché non lo provi diventando il nuovo Newton? Naturalmente noi sappiamo la risposta. Non puoi farlo." Richard Dawkins



Alla prossima.

Bibliografia
  • Vannoni D. Manuale di Psicologia della comunicazione persuasiva", Utet Libreria, Torino, 2001
  • Portolano M, Evans RB. The experimental psychology of attitude change and the tradition of classical rhetoric. Am J Psychol. 2005;118(1):123-40.
  • Briley, Donnel, L. J. Shrum, and Robert S. Wyer, Jr. (2013), “Factors Affecting Judgments of Prevalence and Representation: Implications for Public Policy and Marketing,” Journal of Public Policy & Marketing
  • Hovland, Janis, Kelly, The Hovland-Yale model.  1953
  • Morris D., I gesti: origini e diffusione Mondadori, Milano 1983.
  • Romina Sinosich: Strategie di persuasione nella comunicazione pubblicitaria. Università di Trieste, tesi.
  • Cavazza N., Comunicazione e persuasione il Mulino, Bologna 1997.
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Commenti (89)
Ander Elessedil ha commentato...
Un articolo eccellente.
Adesso non posso esimermi dal divulgarlo dove posso (anche a costo di fare spamming).
Grezzo ha commentato...
Non definirei quello di Vannoni un vero e proprio errore, di certo non ha raggiunto la notorietà che ebbe il suo più illustre "collega" Di Bella (ricordo ancora la vicenda, ero molto giovane e tutta la questione mi prese per il naso), ma bisogna anche considerare che si tratta di due epoche differenti e un differente target al quale il messaggio è indirizzato. Il pubblico al quale si rivolge Vannoni è quello che si lascia abbindolare dall'uomo forte e sicuro di sé, che attacca tutto e tutti, e non a caso fino ad oggi un tizio che ha costruito le sue fondamenta proprio su questa figura sia stato cacciato dal parlamento di recente solo per decisione della magistratura, e non del "volere popolare". Cambiano i tempi e cambiano gli idoli delle folle, e da questo punto di vista credo che Vannoni lo abbia capito alla perfezione.
Grezzo ha commentato...
Allargando di più il discorso, direi che Di Bella ha avuto anche una cassa di risonanza a senso unico, in cui la versione raccontata alla gente era sempre e solo quella di Di Bella stesso, mentre i pareri contrari difficilmente trovavano posto. Oggi è differente, fonti scientifiche possono essere consultate online anziché come un tempo comprare riviste dedicate ad una nicchia ristretta.
Luca Cavalieri ha commentato...
Dopo il caso dell'Elixir sulfanilamide del 1937 con "morti a pioggia" è cresciuta la consapevolezza dei rischi collegati ai farmaci in generale, si sono prese delle contromisure e non vi sono più stati casi catastrofici come quello.
Dopo il caso talidomide con i nascituri focomelici è cresciuta la consapevolezza dei rischi collegati ai farmaci somministrati durante la gravidanza, si sono prese delle contromisure e non vi sono più stati casi catastrofici come quello.
Ci sono ancora stati grossi problemi, si pensi al caso Vioxx, ma qualcosa si è imparato.
Cambiamo scenario.
Il 30 ottobre 1938, una trasmissione radiofonica diretta dal ventitreenne Welles che prende spunto da La guerra dei mondi, romanzo di fantascienza di H. G. Wells, scatena il panico in gran parte degli Stati Uniti, dato che molti radioascoltatori credono che la Terra stia effettivamente subendo l'invasione da parte di una bellicosa flotta di astronavi marziane.
Dopo questo caso è cresciuta la consapevolezza dei rischi collegati ai mass media e non vi sono più stati casi catastrofici come quello.
Cioè, talvolta sembra proprio che l'Uomo impari - almeno in parte - dai propri errori.
Ho la vaga impressione che il caso Di Bella sia (in un qualche modo che non saprei ben definire) più "grosso", più isterico, più coinvolgente, più pervasivo a livello di popolazione rispetto a quello Stamina.
Ad esempio, ricordo un minuscolo sondaggio effettuato fra i 20 rappresentanti regionali di una associazione di primari di medicina interna e solo due respinsero senza "se" e senza "ma" la scelta di effettuare la sperimentazione sul metodo Di Bella, ma oggi mi sembra che si respiri qualcosa di diverso nella classe medica.
Ad esempio, ricordo con orrore che nel caso Di Bella prese di posizioni cerchiobottiste finanche il giornale "Le Scienze", che, in un editoriale ignobile, plaudiva la scelta del ministro della sanità di allora (Rosy Bindi) di effettuare una sperimentazione clinica sul metodo Di Bella "per fare in modo che tutto ciò rientrasse nell'alveo della Scienza".
Oggi "Le Scienze" si scaglia senza "se" e senza "ma" contro il metodo Stamina e contro l'opportunità di effettuare una qualsiasi sperimentazione.
In conclusione, mi piace pensare che fra vent'anni se ci sarà un altro caso come quello Di Bella o Stamina, sarà ancora più "piccolo".
E forse - chissà! - magari non ci sarà neppure!
Ciao a tutti
Gubbio5stelle ha commentato...
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Gubbio5stelle ha commentato...
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Rodolfo ha commentato...
Condivido al 100% l'analisi che fa delle "cure" dei due personaggi.

Attribuirgli però una strategia che avrebbero seguito è un errore.
Si tratta di personaggi che hanno sperimentato una loro idea sbagliata e ad un certo punto si trovano in mezzo ad una cosa che è più grande di loro, dalla quale non potrebbero uscire senza perdere completamente la faccia.
Solo allora inizia il meccanismo che lei descrive e che serve a creare un castello di carte per sostenere il nulla.

Inoltre ha dimenticato un aspetto: la plausibilità.
Queste cure hanno dei sostenitori anche tra altri scienziati (medici, solo medici).
La medicina infatti ha un aspetto curioso: a breve termine non è una vera scienza (come ad esempio la fisica) perché la sua riproducibilità è impossibile e solo la statistica (in tempi medi o lunghi) da delle risposte.
Quindi è sufficiente che la spiegazione della cura sia plausibile per coinvolgere anche di altri medici che passano dal "perché no" al prescrivere anch'essi la cura, ingannati dal fenomeno ben noto (concreto e reale) detto placebo, fenomeno che non si riscontra in nessuna altra disciplina scientifica.
Medicina e illusioni ha commentato...
Di Bella (a parte l'indiscutibile disinteresse economico) aveva, a differenza di Vannoni, accuratamente descritto il proprio metodo. Sbagliò per la sua ignoranza delle prove cliniche randomizzate e controllate, vedi:
http://medicinaeillusioni.blogspot.it/2013/06/grillo-e-la-medicina-iii-la-cura-di_28.html
Maurizio Pandolfi
Bra Vo ha commentato...
Malgrado in questo post si stia parlando di altro e cioe' dei meccanismi di comunicazione, ho letto un inesattezza. L'analisi della Buiatti non rilevo' zero casi, ma uno ancora in vita (non dice se guarito). Non solo, i casi trattati solo con MDB furono 4, e le cartelle prese in considerazione erano circa 300. Ripeto di queste 300 solo 4 avevano fatto solo MDB, ed uno ancora in vita. Nell'archivio vi erano circa 3000 cartelle. da queste, x vari motivi metodologici si arrivo' al numero che ho riportato. Insomma, Salvo lo sai, x me lo studio della Buiatti, con tutto il rispetto, e' come una corazzata citata in un film di fantozzi....
Salvo Di Grazia ha commentato...
@ Bra Vo:

Non voglio imbarcarmi in discussioni infinite su un argomento che ci porterebbe molto lontano dal tema del post, ma allego le conclusioni dell'analisi dell'archivio di Di Bella, così che ognuno possa leggerlo, i "freddi numeri" sono più oggettivi delle opinioni:

La dottoressa Eva Buiatti analizzò le cartelle presenti nell'archivio del prof. Di Bella che parlava di migliaia (20.000) di casi trattati:

furono rinvenute 3076 cartelle, moltissime delle quali senza alcuna diagnosi (988) o con diagnosi di malattie NON tumorali (565), molte delle cartelle (291) non riportavano inoltre nessuna documentazione sul loro utilizzo del MDB. Tutti questi casi furono naturalmente esclusi dall'analisi assieme a quelle di persone residenti all'estero e quindi non rintracciabili nei registri tumori in Italia e dei pazienti "persi" nei controlli successivi (quindi dei quali non si conosceva l'esito della "cura"). Furono analizzate le rimanenti cartelle (248)

Su 248 casi selezionati che avevano effettuato la cura, un solo paziente era ancora vivo dopo due anni dalla diagnosi di tumore.

Del totale, solo 4 pazienti avevano effettuato unicamente il MDB senza altre cure, i risultati furono i seguenti:

-Un paziente con leucemia mieloide cronica diagnosticata a 31 anni, deceduto a 34 anni.

-Un paziente con tumore al fegato diagnosticato a 61 anni, deceduto a 62 anni.

-Un paziente con tumore del colon-retto (con probabili metastasi epatiche) diagnosticato a 47 anni, deceduto a 48 anni.

-Un paziente con tumore polmonare diagnosticato a 75 anni, vivo al controllo (dopo 2 anni).

Ora, con i numeri ognuno può leggere se questi risultati corrispondono o meno ai "zero guariti" che ho citato io o ai 20.000 casi curati che citava Di Bella, evitando "pareri" che possono portare fuori strada.

Il lavoro finale si trova pubblicato qui:

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/%28SICI%291097-0142%2819991115%2986:10%3C2143::AID-CNCR37%3E3.0.CO;2-5/full
Fabio ha commentato...
Grazie Salvo per la comparazione molto interessante.
Segnalo qualche refuso, nel caso avessi tempo di curare anche questi dettagli.
- "permettono a quei bambini di vivere che non sono nemmeno paragonabili" -> andrebbe sostituito "che" con "e"

- " e coì nasce l'uso di slogan"
- di "una parte" da sostenere"
- i "popolo"
- o peggio corrotto fu pure -> e fu pure
Salvo Di Grazia ha commentato...
@Rodolfo:

Quindi è sufficiente che la spiegazione della cura sia plausibile per coinvolgere anche di altri medici che passano dal "perché no" al prescrivere anch'essi la cura, ingannati dal fenomeno ben noto (concreto e reale) detto placebo

Ti dirò di più. Conosco alcuni medici che credono ad una o all'altra "cura" alternativa. Mi è capitato di voler discutere con loro ed il particolare curioso che ho notato è stato che al momento di discutere i dati clinici, i meccanismi d'azione, la parte diciamo più "scientifica" del tema (non quella "sociale" o "umana"), loro evitavano accuratamente la discussione.

Per esempio, ho parlato con un collega del metodo Vannoni, finché si discuteva di "speranza", "disperazione", "famiglie" abbiamo discusso serenamente, appena ho iniziato a chiedergli conto delle tante "stranezze" scientifiche e soprattutto del metodo, ha chiuso il discorso.
Questo mi fa pensare che anche i medici (essendo esseri umani) possono mettere davanti al ragionamento scientifico ed alle loro stesse conoscenze professionali, le emozioni e con queste, si sa, si rischia di giungere a conclusioni sbagliate. Il mio vecchio prof. ripeteva "il medico pietoso fece la piaga purulenta" che più o meno significa "sii umano, ma non esserlo con la malattia, ma solo con il malato". Così un medico può certo dire "capisco umanamente chi si affida ai santoni per guarire ma questo non mi impedisce di dire che quel santone propone una cura bufala".
Salvo Di Grazia ha commentato...
Corretti gli errori, grazie Fabio.
Bra Vo ha commentato...
la mia era solo una precisazione. La cosa che accomuna Stamina e MDb e' banalmente l'incapacita' dello stato di rispondere in modo semplice. In entrambi i casi lo stato ha sbagliato nella comunicazione. In particolare con stamina dove Vannoni invece sa come usare la comunicazione e lo si vede benissimo. trovo incredibile che per capirci qualcosa si debba leggere questo blog (lo dico con grande rispetto). Dove sono gli addetti stampa?
Emiliano Bruni ha commentato...
Gli ottimi articoli vanno sempre pubblicizzati :-) http://blog.ebruni.it/blog/2013/12/analogie-tra-stamina-e-di-bella.html
Nicholas ha commentato...
Letto tutto, che dire a parte: complimenti!
Ma ormai sono di default per ogni tuo post.
Aggiungo che a uno con la faccia di Vannoni non gli affiderei nemmeno la mia spazzatura, figuriamoci la vita di un bambino, Lombroso ha detto tante fregnacciate ma qui ci avrebbe preso :)
Giovanni ha commentato...
Scusate l'OffTopic
X LucaCavalieri: ti linko un articolo dal blog di PaoloAttivissimo che spiega come quella del programma radiofonico di H. G. Wells sia una legenda metropolitana.
Giovanni ha commentato...
Scusate ho dimenticato il link
http://attivissimo.blogspot.it/2013/11/antibufala-il-leggendario-panico.html
Val ha commentato...
I miei nonni si rivolsero a Di Bella, nel 1998, per la sua cura: mio nonno era stato dato per spacciato da chiunque l'avesse visitato, in preda alla disperazione provarono anche questo.
Dovrei chiedere a mia madre, ma mi pare la cifra sborsata sia attorno ai 40.000.000 di lire.
E, credo, queste "donazioni libere" fossero poste come pagamenti dovuti.
IlPomo1989 ha commentato...
Non credo sia un totale errore quello di Vannoni, semplicemente si è ispirato all'altro guru che adesso va tanto di moda ovvero Beppe Grillo al quale assomiglia anche per il taglio di capelli oltre che per il mondo di presentarsi
alexsbar ha commentato...
Evidentemente il disinteresse del Professor Luigi Di Bella per il denaro e per ogni forma di potere fu così trasgressivo e rivoluzionario da apparire inconcepibile ancora oggi.
Ringrazio il dottor Di Grazia per questo suo post, che mi ha finalmente chiarito le idee sul suo conto: questa descrizione di un Di Bella che “nascondeva le sue ricchezze” e che “si faceva ritrarre davanti al suo microscopio (probabilmente inutilizzato)” appare così galatticamente lontana dalla realtà a chiunque si sia minimamente informato sulla vita del Professor Di Bella, o lo abbia conosciuto personalmente, da risultare, ai miei occhi, un clamoroso autogol.
Alessandro Sbarbada
André ha commentato...
Post da diffondere immediatamente…tutti devono aprire gli occhi, tutti si devono interessare, tutti noi dobbiamo crescere, imparare dai nostri errori e soprattutto non dimenticare. Complimenti per il tempo che passi a divulgare in modo chiaro e preciso.
Grezzo ha commentato...
>appare così galatticamente lontana dalla realtà a chiunque si sia minimamente informato sulla vita del Professor Di Bella

Tu dove ti sei informato sulla vita di Di Bella?
Medicina e illusioni ha commentato...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Salvo Di Grazia ha commentato...
@ Maurizio Pandolfi: hai già segnalato il tuo blog, sei pregato di non farlo di nuovo o i tuoi commenti diventano spam.
Grazie.
andrea ha commentato...
Sarebbe interessante approfondire anche le motivazioni che portano le persone a credere ai santoni; secondo me, a parte rari casi di persone veramente ignoranti(totalmente analfabeti, privi di mezzi per informarsi), anche le cosiddette "vittime" i realtà sono complici, colpevoli tanto quanto il santone stesso, altro che vittime!
Io se fossi un giudice, al genitore che dovesse danneggiare la salute del figlio minorenne con qualche cura alternativa, gli darei la stessa identica pena che spetta al ciarlatano.
Oggi, che non ci sono più analfabeti totali, e grazie a internet, tutti hanno a disposizione una enorme biblioteca gratis(e senza neanche dover uscire di casa), e tonnellate di informazione autorevole di tutti i tipi, e interi archivi di ricerca scientifica(pubmed e simili), non c'è più scusa che possa assolvere gli adepti dei santoni!
Mauro Locati ha commentato...
Sembrava una vicenda pronta ad avviarsi alla sua conclusione ed invece....
http://www.lastampa.it/2013/12/04/italia/cronache/stamina-il-tar-stoppa-il-governo-sospesa-la-bocciatura-del-metodo-GQ4UZgpTI7kofYnTMptT8I/pagina.html

Sigh...
Alessandro Bocchi ha commentato...
@Salvo Di Grazia: cosa ne pensi?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/04/stamina-il-tar-accoglie-ricorso-vannoni-contro-commissione-ministero/800480/
Salvo Di Grazia ha commentato...
cosa ne pensi?

Che come sempre accade la legge e le norme seguono strade completamente differenti dalla scienza, quindi probabilmente si ricomincerà a parlare di una storia che ormai ha annoiato. Curiosa l'annotazione del TAR (domani dovrebbe essere pubblicata on line l'ordinanza) che chiede una commissione tecnica che accolga in pari numero esperti "pro" ed esperti "contro" Stamina, come se in una commissione sui rischi ambientali si sedessero in pari numero dei geologi e degli inquinatori, così, per par condicio...
leonidam ha commentato...
Se sono vere le cose trapelate riguardo il protocollo presentato da Vannoni, che uno Scienziato sia favorevole o contrario credo cambi poco, non penso che l'esito sarebbe molto diverso da quello già visto.
Ma ciò che più è interessante e che sinceramente mi fa più piacere è sapere che pare ci si sta avviando verso una valutazione più scientifica della questione, vediamo alla fine di gennaio cosa verrà fuori dalle analisi di Ricordi...
Salvo Di Grazia ha commentato...
Guarda, fermo restando che "sperimentazioni" e controlli dovrebbero essere fatti PRIMA di decidere se qualcosa è terapia o meno, che si analizzino quelle cellule, che si cerchi di approfondire, per me è solo positivo. In realtà abbiamo travisato tutto. Si sta somministrando una "terapia" in ospedale della quale non si conosce nemmeno la composizione. Il fatto stesso che sia necessario un controllo a Miami (una "caratterizzazione", ovvero devono andare a vedere cosa c'è in quelle infusioni e se sono sterili!), significa che qui non è mai stato fatto. Solo che questo sembra non stupire nessuno...

Qui il decreto del TAR:

http://www.sanita.ilsole24ore.com/pdf2010/Sanita2/_Oggetti_Correlati/Documenti/Giurisprudenza/tar_stamina.pdf?uuid=87909056-5cdd-11e3-a2c8-21ecae600b22
Alessandro Mattedi ha commentato...
In realtà l'atteggiamento double face di Vannoni potrebbe essere in realtà il motico per cui ha almeno gli attuali sostenitori e non di meno; da un lato fa l'arrogante con la lingua lunga e biforcuta, e piace perché le persone sono istintivamente attratte da chi ha carisma duro e autoritario; dall'altro proprio orq capeggia sulla sua pagina una foto di lui che abbraccia un bambino malato, che ci manca solo gli dipingano l'aureola per quanto è stereotipata come mossa (eppur funziona sempre).
Salvo Di Grazia ha commentato...
Certo Alessandro. In realtà ognuno può leggere quello che lo colpisce nei vari atteggiamenti, io ho elencato delle regole generali e poi ho provato ad adattarle ai personaggi, è un esercizio che mi ha appassionato (sociologico? Boh...). Nelle cronache ho sentito spesso accostare Vannoni a Di Bella e così ho cercato di paragonarli. Non so perché alla fine mi è apparso come evidente che l'errore principale di Vannoni sia legato proprio alla sua immagine, passata la sbornia iniziale infatti, i suoi "sostenitori" più accesi sono rimasti pochissimi, ai tempi di Di Bella invece (lo ricordo benissimo) chi lo criticava era la minoranza e quasi tutti appartenenti al mondo della scienza. In quel caso il "popolo" sembrava davvero con lui...
Claudio (l'altro) ha commentato...
Salvo, mi ha preceduto ''Grezzo'', ma anche io non condivido al 100% la tua analisi: non penso che Vannoni abbia sbagliato strategia, credo che piuttosto che abbia adattato la strategia adatta al contesto attuale. La vicenda Di Bella si è sviluppata negli anni '90: nel periodo di Tangentopoli, non esisteva internet (nella pratica) e non esistevano i social network. L'opinione pubblica si informava sulla stampa quotidiana e settimanale e sui telegiornali. Nella comunicazione di allora vinceva la figura rassicurante del "buon vecchio medico", possibilmente disinteressato al denaro. Il caso Vannoni scoppia venti anni dopo. Internet e i social network sono la cassa di risonanza attuale. La nuova generazione si è formata su 20 anni di trasmissioni televisive basate su risse e insulti anche gratuiti. Se non ricordo male ai tempi di Di Bella era di moda la cosiddetta "TV del dolore", soprattutto il pomeriggio, mentre gli ultimi anni sono andati di moda i reality e gli pseudo-talk-show con insulti: il pubblico ignorante passa il tempo a vedere questi o su facebook, non a vedere trasmissioni culturali. Sicuramente c'entra anche un certo modo di fare politica del dopo-tangentopoli. Ora il personaggio che funziona meglio è il figlio di papà di successo che urla e insulta, non il nonnino rassicurante. Secondo me è cambiata la comunicazione, un Vannoni mite non avrebbe funzionato.
Salvo Di Grazia ha commentato...
Secondo me è cambiata la comunicazione, un Vannoni mite non avrebbe funzionato.

Possibile (anche in campo politico, in effetti...), ma ripeto che la mia analisi è chiaramente personale, è stata il pretesto per parlare di persuasione nel campo delle pseudoscienze. Aggiungo comunque che ancora oggi Di Bella ha tanti "fans" e mantiene quell'aura di "santità" che portava allora.
:)
andrea ha commentato...
Io sono d'accordo con Salvo di Grazia, Vannoni ha un'immagine da rivoluzionario sovversivo-violento(violento a livello verbale), il frutto perfetto dell'università italiana post '68(la fantasia al potere, la creatività in antitesi alla scienza e al nozionismo...in pratica il '68 a livello scolastico è stata l'esaltazione della fuffologia, a scapito dello studio serio delle nozioni, indispensabili per comprendere qualunque materia in maniera approfondita), ma una cosa del genere può piacere solo alle persone inclini al fanatismo politico( estrema sinistra, o estrema destra), e ai vecchi nostalgici del comunismo.
Mentre la mistica del benefattore "umile", semplice e bonario, con richiami e somiglianze alla santità cristiana, può attrarre le simpatie di tutti gli irrazionali accecati dal pietismo per i malati, in maniera trasversale(soprattutto le persone semplici, senza titoli di studio, credenti nella religione cattolica popolare incentrata nel culto dei santi), uno come Vannoni invece attrae soprattutto una fascia culturale e sociale particolare(diciamo soprattutto classe media/ formazione umanistica), con una certa formazione/visione politica(approssimativamente marxismo, fascismo o M5S), una tendenza a subire la fascinazione di capipopolo e leader rivoluzionari, e una rabbia/frustrazione di fondo contro la medicina in particolare, o contro la società moderna in generale(insomma persone frustrate che pensano di meritare di più dalla vita, ma di essere penalizzate da una società ingiusta e malvagia....per questo odiano le persone felici, realizzate e di grande successo come il professor Veronesi...Vannoni per loro rappresenta la rivincita degli sfigati incompetenti e arroganti, dei "bulletti ", a scapito dei "secchioni", delle persone intelligenti, geniali, competenti, e volenterose che hanno avuto successo per merito personale- la ricerca scientifica è un settore molto meritocratico)
Irene ha commentato...
Articolo interessantissimo. Ma come ti spieghi che non tutti ci cascano come balocchi??? Esistono degli anticorpi contro la propaganda? E se sì, quali?
Luca Cavalieri ha commentato...
Ringrazio Giovanni: segnalazione interessante. Stop. Ciao a tutti.
LuciaP ha commentato...
Il proclama che oggi Vannoni ha pubblicato sulla sua pagina facebook contiene tutto ciò che è descritto in questa approfondita e razionale analisi. Davvero tutto.Incommentabile l'accusa che lancia al ministero e alla commissione di esperti di aver bloccato le cure e per questo aver potenzialmente aggravato o ucciso qualcuno. Dunque è una cura compassionevole come dice a volte o miracolosa, da come traspare in queste insinuazioni? Senza parole.
Riccardo (D.O.C.) ha commentato...
@andrea
secondo me, la tua analisi contiene talmente tanti errori e luoghi comuni che non so proprio da che parte cominciare a confutarla. Per cui mi limiterò a questa osservazione: tempo fa, parlando con un collega polacco, mi manifestava il suo disappunto per aver visto perdere prestigio e soprattutto importanza strategica la ricerca scientifica nel suo Paese dopo la caduta del regime comunista (che d'altra parte col comunismo non c'entra molto). E lo stesso abbiamo potuto vedere in tutti, dico tutti i Paesi che sono passati da un'economia marxista a una del cosiddetto libero mercato.
Quanto all'appeal dei personaggi sui vari ceti sociali, credo che un minimo di documentazione potrebbe essere utile a capire come stanno veramente le cose.
Il vero problema è che a quelli che strillano pro o contro Vannoni di Vannoni non importa proprio nulla: per loro (e non a caso sono sempre le stesse persone l'importante è dare addosso o sostenere qualcosa, ma che sia TAV, MUOS o Stamina non cambia proprio nulla).
Come direbbe un matematico, io credo che l'intersezione fra l'insieme di quelli che credono a Stamina e quelli che strillano per "difenderla" sia pressoché nulla. La mentalità dei complottisti è troppo contorta per poterla esprimere in un modello semplice.
alexsbar ha commentato...
Rispondo a “Grezzo” che mi chiede dove mi sono informato sulla vita del Professor Luigi Di Bella. L'articolo è molto lungo, stavo per dividerlo in due parti ma mi sono reso conto che avrebbe perso d'impatto e continuità. Consiglio quindi di leggerlo con calma. Scherzi a parte... ci vorrebbe un libro intero. Ho scelto di limitarmi alle informazioni risalenti a tempi non sospetti, ovvero prima del 1997, anno del boom mediatico.
Una mia cugina prima, constatato il fallimento delle chemio che l’avevano flagellata, oramai giudicata inguaribile dagli oncologi dopo l’ennesima recidiva, bussò le porte dello Studio di Via Marianini. Visse un anno e mezzo in più rispetto alle previsioni dei medici, con eccellente qualità della vita (tranne ovviamente nelle ultime settimane del tracollo). Ho ancora la sua cartolina spedita dalle vacanze in Grecia, non molto prima di morire. Ricordo bene quello che diceva del medico che la stava curando, della sua umiltà, del suo disinteresse per il denaro. Quando una sua amica, e mia collega di lavoro, si trovò con la figlia ammalata, di un male di cui nessuno, tra gli Ospedali e gli specialisti consultati, aveva capito sostanzialmente nulla (e la bambina continuava a stare male) pensò di rivolgersi al Professor Di Bella. Due ore di visita, una diagnosi e una terapia centrate al primo colpo, con guarigione della bambina. “Quanto le devo, dottore?” – “Lei mi offende, se pensa che possa ricevere del denaro per una bambina che soffre”. Sono passati 20 anni, la mia amica ha ancora il ritratto di Luigi Di Bella all’ingresso di casa sua, la figlia sta benissimo. Poco tempo dopo un’altra amica della mia collega, di fronte a un problema di salute del figlio, non sa più che pesci pigliare. La mia collega gli indica lo Studio del Professor Di Bella. Questa volta bastano pochi minuti per diagnosi e terapia, centrate al primo colpo. La parcella? Per un bambino? Non se ne parla nemmeno. Un amico medico con cui collaboro da anni è stato allievo del Professor Luigi Di Bella, e mi conferma la cultura enciclopedica, la modestia, il disinteresse per il denaro e per il potere. Come si vede, fino al 1997 non ho conosciuto personalmente nessun caso di remissione dal cancro da MDB, né ho incontrato di persona Luigi Di Bella: all’epoca del boom mediatico avevo solamente molte informazioni – tra loro coerenti - sull’uomo e sul medico. Dopo di allora mi sono capitate molte altre vicende, che hanno portato me e persone che conosco a contatto diretto con Luigi Di Bella e con la sua famiglia. Ogni episodio, ogni notizia avuta direttamente o da fonte diretta ha confermato la limpidezza di quest’uomo, limpidezza a un livello tale da apparire incredibile – lo capisco - a chi ne parla per sentito dire.
Non mi sono perso poi una riga della lettera D della Bibliografia sul Caso Di Bella (da “Di Bella” a “Di Grazia”), e mi sono fatto un’idea abbastanza precisa sui protagonisti della vicenda e su chi ne ha scritto.
Oggi sono divenuto uno di quegli sprovveduti, ingenui e un po’ ignoranti sostenitori del Metodo Di Bella, e ho avuto modo di conoscere dal vero molte persone che sono divenute protagoniste di guarigioni (leggi “remissioni”)… spontanee. O forse era la diagnosi ad essere sbagliata. O forse era l’effetto a lungo termine delle cure precedenti. Non si sa. L’unica cosa certa, che costoro hanno in comune, è essersi curati con il Metodo Di Bella.
Alessandro Sbarbada
Salvo Di Grazia ha commentato...
Ma come ti spieghi che non tutti ci cascano come balocchi???

Capacità critica, razionalità, equilibrio. Non è per niente facile ma queste qualità aiutano a mantenere integra la capacità di giudizio.
Edward-san ha commentato...
Nuovi risultati arrivano dalle ricerche sulle cause dell'autismo: il problema potrebbe nascere dall'intestino (inglese, sarebbe giusto tradurlo, imho). Spero che con questo si possano tranquillizzare i genitori per le vaccinazioni...
Irene ha commentato...
"Capacità critica, razionalità, equilibrio."

Ci deve essere per forza dell'altro. Forse una buona dose di santommasismo.
leonidam ha commentato...
@alexsbar
conosco tante persone guarite dall'influenza. L'unica cosa certa, che costoro hanno in comune, è che mangiavano tanta nutella...

Perdonami la provocazione, ma stabilire un rapporto di causa-effetto non è importante, è fondamentale.

Il mondo è anche pieno di persone che, affette dalle più disparate malattie, vive più di quanto previsto dai medici anche se seguono terapie standard.

La tua è una testimonianza, rispettabilissima, hai riportato la tua personale esperienza e va bene, ma non aggiunge molto di nuovo, resta il fatto che, se parliamo di scienza, ciò che uno afferma va dimostrato con rigore scientifico.
Nicholas ha commentato...
Mi piace la causa-effetto della Nutella: sai se cura anche altri mali?
Anzi sarebbe ancora meglio se rinforzasse le difese dell'organismo così non mi sentirei più in colpa...
alexsbar ha commentato...
Gentile Leonidam,
ai miei occhi di credulone il suo parallelo con i mangiatori di Nutella guariti dall’influenza non regge.
Io la vedo così.
C’è un medico-ricercatore con tre lauree, medicina, chimica e farmacia, persona di cui hai informazioni tra loro coerenti riguardo alle capacità, alla cultura, all’essere integerrimo dal punto di vista morale, disinteressato al denaro ed al potere.
Quest’uomo afferma di avere scoperto, e ti descrive nel dettaglio, l’azione combinata di alexsbarina, medbunkerina cetriolata, nutellamina e leonidamina nella cura della schitombite, una grave patologia, spesso con esito infausto.
Ci sono numerose persone, affette da schitombite – di diagnosi certa – curate in prima linea – o in seconda linea dopo il fallimento certificato di altre cure, con l’azione combinata di alexsbarina, medbunkerina cetriolata, nutellamina e leonidamina.
Queste persone, con questa cura, vedono che l’evoluzione degenerativa della loro schitombite si è prima arrestata, per poi regredire, e non dare più segno alcuno dopo anni e anni.
Intanto in tutto il mondo aumentano sempre più gli studi sugli effetti della alexsbarina, della medbunkerina cetriolata, della nutellamina e della leonidamina sulla schitombite.
In sintesi, non c’è una relazione casuale tra un comportamento e un effetto: c’è una cura, il cui razionale scientifico è stato descritto nel dettaglio dal suo scopritore, che applicata sull’uomo mostra di funzionare, così come previsto a livello teorico.
E’ molto differente.
Alessandro Sbarbada
boboviz ha commentato...
E intanto Capo Verde....
http://medbunker.blogspot.it/2013/12/la-comunicazione-persuasiva-nella.html
leonidam ha commentato...
@alexsbar

ecco, bene a questa persona basta semplicemente dimostrare, con rigore scientifico, quello che dice, che vede e che la cura "mostra di funzionare, così come previsto a livello teorico."

Io non dico che non funzioni, dico che se funziona lo deve dimostrare.

In ogni caso il mio non era affatto un paragone, ma più una provocazione il cui senso era quello di far notare che per quanto possa essere facile mettere in relazione due fenomeni apparentemente distanti o apparentemente strettamente correlati, tale indipendenza o correlazione necessità di una valutazione critica, oggettiva e se esprimo un dubbio su tale valutazione devo ricevere una risposta NEL MERITO, che fughi i miei dubbi, e non ricevere accuse di eresia.
PS: quest'ultima è una considerazione di carattere generale, non riferita esplicitamente al caso Di Bella.
Luca ha commentato...
Ottimo articolo di piacevole e interessante lettura - come sempre del resto! - ma al di là dell'approfondita analisi dei fenomeni, la differenza di "successo" tra i due, non potrebbe essere (Occam insegna) semplicemente imputata alla diversa percezione che ha la popolazione intesa come volgo, da un lato, del "cancro" e dall'altro di "sclerosi laterale amiotrofica" (un esempio di malattia neurodegenerativa)? Chiunque di noi ha avuto a che fare con un malato di cancro, ma penso che pochissimi abbiano avuto a che fare con un malato di SLA, con il diverso, sia pur terribile, bagaglio di paure che porta questa dissimmetria nell'esperienza personale.
Raffolo ha commentato...
Dottore ho letto la discussione con Marco Occhipinti, onde evitare discussioni e dubbi non può lei mostrare la conversazione avuta con Villanova?
Per il resto, le faccio i complimenti per questo articolo, e per tutti gli altri...Grazie ;)
Salvo Di Grazia ha commentato...
non può lei mostrare la conversazione avuta con Villanova?

No, è uno scambio di messaggi privati e non posso diffonderlo. Però a me è servito per sapere chi ho di fronte, anche la discussione su Twitter. Avevo dei dubbi, ora ne ho molti in meno.
lufo88 ha commentato...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
lufo88 ha commentato...
Sul sole24 c'è la sentenza del tar che ri-autorizza il metodo vannoni.
http://www.sanita.ilsole24ore.com/pdf2010/Sanita2/_Oggetti_Correlati/Documenti/Giurisprudenza/tar_stamina.pdf?uuid=87909056-5cdd-11e3-a2c8-21ecae600b22
Tra pagina 6 e 7 c'è una contraddizione paurosa, prima Vannoni dice che non si può modificare il metodo, la commissione doveva discutere di modificarlo (!?) e dopo che Vannoni aveva tutto il diritto e ragione a non volerlo modificare (wut?). Diritto l'ho solo studiato, ma trovo assurda una sentenza del genere.
valeria sesenna ha commentato...
Infatti per legge avviene più o meno come lei auspica: se io porto mio figlio malato da un mago invece che all'ospedale e mio figlio muore, la legge interviene e giustamente.
Da un punto di vista umano peró ho pietà di quei genitori che di fronte a una malattia incurabile si rivolgono a gente che lucra sulla loro disperazione. Purtroppo un problema di internet é che ci si può sì informare, ma si trova di tutto, verità e bufale stratosferiche.
Antoine ha commentato...
Andrea ha pienamente ragione, ma devo aggiungere una cosa: l'atteggiamento volgare, verbalmente aggressivo e arrogante PAGA. Basta lavorare un minimo nell'ambito della vendita per rendersi conto che un venditore deve essere cosi' se vuole vendere. Il venditore pacato e gentile ricevera' tanti sorrisi e tante strette di mano, ma non vendera' mai niente...
Salvo Di Grazia ha commentato...
Basta lavorare un minimo nell'ambito della vendita per rendersi conto che un venditore deve essere cosi' se vuole vendere.

Io da ragazzo ho lavorato nelle vendite (per pagarmi la prima chitarra elettrica, sigh...) e mi spiegavano l'esatto contrario, lo stesso dicevano i testi che mi avevano dato per prepararmi: l'empatia con il cliente è la prima arma per vendere. Sarà che i tempi sono cambiati...
:)
Massy Biagio ha commentato...
bell'articolo, peccato non ci sia anche il tasto per condividere su Google plus...
samuele tonon ha commentato...
Sicuramente Vannoni come di Bella hanno avuto successo anche grazie all'ignoranza totale che c'e' sui metodi scientifici e, come anche gia' scritto, sul fatto che gli scienziati appaiono il piu' delle volte come noiosi baroni che parlano un linguaggio incomprensibile.

Pero' e' anche vero che la cosidetta scienza ufficiale ha dimostrato le sue lacune sia nel passato che di recente, pensa alla storia di Einstein e dell'ostracismo che subi' mentre andava in giro a dire che la massa non e' una costante, neppure la precessione del perielio di mercurio era riuscita a convincere tutti, s'e' dovuto aspettare l'esperimento hafele-keating perche' nessuno aprisse piu' bocca.

Similarmente in matematica, i teoremi dell'incompletezza di godel han trovato non poche resistenze all'inizio .

Stiamo parlando di matematica e fisica le due scienze con la S maiuscola, quelle che si fondano appunto sul metodo scientifico, figuriamoci cosa puo' accadere nella medicina soggetta com'e' ad errori di laboratorio, campioni, medie .

Certo sia sia mdb che stamina dovrebbero far partire campanelli d'allarme nel momento che leggi che il metodo originale non "andava bene", tuttavia visto il mare di disinformazione fatta anche dagli stessi giornali e la mancanza di lucidita' e razionalita' nelle famiglie dei malati puo' portare a prendere delle cantonate mostruose.

c'e' gente che va in giro a credere che l'E-CAT funzioni veramente (un giro su qualche sito vi evidenziera' le analogie di questo favoloso "produci energia aggratise" e i due metodi sopramenzionati)

Penso che per uscire da questo giro vizioso di bufale, leggende metropolitane, ignoranza e disinformazione sia necessario alfabetizzare un po' di piu' le persone su cosa sia la scienza ma, allo stesso tempo, i vari accademici, ricercatori, l'intero "baraccone" dovrebbe scendere dallo scranno e provare a parlare rivolgendosi con semplicita' e umilta' altrimenti tutto rimane autoreferenziato, con buona pace del prossimo venditore di miracoli in arrivo
M. ha commentato...
Ottimo articolo!!
Sarebbe interessante anche un profilo di Andolina, "il pediatra dal passato autorevole"…
So poco della sua storia, mi se ne parla come di un pioniere dei trapianti di midollo, esportati anche in paesi del terzo mondo (se non sbaglio l'iraq).
Tendo a diffidare dell'aura di santità che si è dipinta intorno allo stesso, ma non ho approfondito adeguatamente.
Possibile che dopo aver dedicato uno buona parte della vita ad un percorso ammirevole si sia venduto a Stamina? O - forse peggio ancora - si sia fatto abbindolare lui stesso da Stamina?
L'altra cosa che sarebbe interessante capire è fino a che punto ci credono loro stessi alle frottole che vendono.
Salvo Di Grazia ha commentato...
se ne parla come di un pioniere dei trapianti di midollo, esportati anche in paesi del terzo mondo (se non sbaglio l'iraq).

Nessun eroismo né genialità particolare, ma chi lo ha conosciuto e ci ha lavorato assieme parla di una persona sicuramente in gamba e capace, anche se...un po' bizzarra, da sempre. Può essere interessante sapere che proprio coloro che lo conoscevano sono quelli più stupiti di questa sua deriva.

Possibile che dopo aver dedicato uno buona parte della vita ad un percorso ammirevole si sia venduto a Stamina? O - forse peggio ancora - si sia fatto abbindolare lui stesso da Stamina?

Ci sono altre possibilità, diverse, da quello che so nessuna di queste due è quella giusta. :)

L'altra cosa che sarebbe interessante capire è fino a che punto ci credono loro stessi alle frottole che vendono.

Esperienza personale, non per forza legata a questa storia: la maggioranza degli alternativi e dei guaritori, diffondono una cura senza basi né logica e sanno benissimo ciò che stanno facendo. Con il tempo, per vari motivi e per uno strano fenomeno di autoconvincimento, trasformano la malafede in assoluta devozione alle loro teorie e quindi finiscono per crederci davvero.
Magari in questo caso non è andata così, ma la butto lì, come possibilità.
Zaku ha commentato...
Dopo le ultime news su Stamina, Marco Occhipinti è scatenato su Twitter...

Salvo Di Grazia ha commentato...
Dopo le ultime news su Stamina, Marco Occhipinti è scatenato su Twitter...

Non me lo dire! Sta chiedendo scusa agli italiani?
Zaku ha commentato...
Non me lo dire! Sta chiedendo scusa agli italiani?
Ehm, no.. in realtà sta tirando dritto continuando a dire che Stamina è l'unica speranza per molti malati... "Scatenato" nel senso che ovviamente sta rispondendo a una marea di tweet che gli stanno andando addosso... ha fatto anche allusioni sulla "imparzialità" della commissione ministeriale...

Comunque, anche se immagino che si potrebbe vedere come una perdita di tempo, la visione dei tweet di Occhipinti è possibile anche essere utenti di Twitter. Può essere educativo per capire la psicologia dei seguaci dei santoni... :)
Salvo Di Grazia ha commentato...
Certo, ero ironico. Ho avuto un breve scambio di "opinioni" con lui e mi sono reso conto che si tratta semplicemente di faziosità. Non riesce a chiedere scusa dopo tutto quello che è venuto fuori su Stamina ed iniziato da loro delle Iene. Gli uomini si giudicano anche dal loro comportamento ed io ho preso atto che di loro non mi fido più, per niente.
Zaku ha commentato...
Credo che gli autori delle Iene sono sinceramente convinti di dare un grande contributo alla società... Purtroppo temo siano entrati in un trip in cui sono convinti di essere gli unici tenutari della verità...

Certo è anche un po' triste dover vivere in un paese in cui spesso per rimediare a un torto devi affidarti a una trasmissione televisiva... Il problema è con Stamina la cantonata l'hanno presa grossa davvero e non ci pensano proprio a tornare indietro.

Vannoni con le Iene si è trovato degli sponsor di eccezione...
Zaku ha commentato...
Volevo metterlo nel post precedente ma purtroppo non si può modificarne uno pubblicato... :(

Credo che un tweet di Occhipinti riassuma perfettamente il suo approccio alla vicenda...:

"Ma secondo voi... i cosiddetti "giornalisti scientifici" quanto rosikiano da quando le "Iene" hanno osato invadere il loro campo? Quanto?"

A me ha spaventato...
Salvo Di Grazia ha commentato...
A me ha spaventato...

A me ha fatto capire che la ragione e la cultura non siano purtroppo alla portata di tutti.
Questo è un giornalista ed è davvero convinto che "Le Iene" abbiano fatto giornalismo scientifico e soprattutto è convinto pure che ci sia qualcuno che rosichi per loro. Per Le Iene, per Golia!
:)
A volte la TV causa deliri di onnipotenza, in genere seguiti da grave depressione quando si spengono i riflettori.
Zaku ha commentato...
Lo so che sembra che mi sto fossilizzando sulle Iene, ma oggi sulla Stampa c'è una intervista a Davide Parenti (uno degli autori)

«Su Stamina le Iene hanno solo raccontato».

Certo, tutti servizi obbiettivi e tesi solo a raccontare la realtà dei fatti... Tutti e venti (venti!!!)
violetta ha commentato...
Parenti afferma di aver solo presentato le cartelle cliniche e le opinioni di medici e genitori... perché non hanno fatto verificare a un banalissimo medico di famiglia che quelle non erano cartelle cliniche?!
Nicola Gaia ha commentato...
Grazie mille per la pubblicazione di questa analisi estremamente interessante.
Paolo ha commentato...
Ridiamoci su, per non piangere:

http://www.lercio.it/le-iene-rivelano-la-terra-non-gira-su-se-stessa-cortei-contro-la-lobby-delleffetto-coriolis/
B'Rat ha commentato...
Complimenti e grazie sincere per tutto il tempo che sceglie di perdere per aiutarci a combattere i rigurgiti di antiscienza che si presentano...
Buone feste!


Ecco, fatta la captatio benevolentiae, volevo farle una segnalazione e chiederle un favore (faccia tosta).

Oggi al Tg3 delle 14.20 è stato fatto un servizio sulla conferenza stampa pro Stamina (purtroppo non riesco a caricare il video e quindi segnalare il minuto esatto) in cui si afferma che sarebbero state presentate delle "cartelle cliniche" che dimostrerebbero i miglioramenti... ha idea di cosa stiano parlando? Non saranno mica gli stessi documenti che avevano usato le Iene di cui lei stesso ha fatto un'analisi? Se sono documenti nuovi resi pubblici, sa indicare un'analisi fatta da lei o qualche altra persona affidabile?

Almeno avrei qualcosa da diffondere... purtroppo il Tg3 in passato ha persino fatto almeno un servizio sfacciatamente pro-Stamina (minuto 17:18). Godendo sia di un ampio numero di spettatori che di una certa "autorevolezza", di sicuro molta di più che le Iene, la cosa fa danni enormi... nel nostro piccolo, cerchiamo di contrastare questo approccio assurdo alla questione.

Grazie mille e scusi il disturbo
DeC ha commentato...
Grazie! ho letto l'articolo tutto d'un fiato.
E' stato per me ILLUMINANTE e allo stesso tempo inquietante. Queste tecniche persuasive, oggi come oggi sono pericolosissime. Pochi hanno la capacita di sottrarsi. Io, "diffidente" per natura; analizzando me stesso, dopo il tuo articolo, ho capito che mi "salva" il raziocinio. Da bambino, ero giunto alla conclusione che la befana non poteva esistere. Sarebbe stato impossibile per una vecchietta, in una sola notte, visitare tutte le case del mio paese. Stavo comunque al gioco per convenienza. ;) Grazie ancora e complimenti vivissimi.
Salvo Di Grazia ha commentato...
Da bambino, ero giunto alla conclusione che la befana non poteva esistere.

Non mi stupisce...gli scettici più tenaci sono quelli che da bambini credevano a tutte le "favole", da Babbo Natale agli Ufo. È stata la loro capacità di discernere e la curiosità che li ha resi scettici, spesso dopo molte delusioni. Io da piccolo avevo raccolto tutti gli articoli che parlavano di Ufo, triangolo delle Bermuda e mostro di Lochness, avevo un sacco di libri su questi argomenti, solo dopo aver scoperto con grandissima delusione che si trattava quasi sempre di falsi, bugie, sciocchezze, mi sono reso conto come fosse più affascinante scoprire che credere.
La Cocorita Giuliva ha commentato...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Nicholas ha commentato...
XD eccerto!
Abbiamo scoperto la cura dell'Aids ma non ve la diciamo se no ci fanno la multa :D
Anche quella del cancro (tutti i cancri ovviamente) ci sarebbe da fare miliardi kili di premi nobel ma non vorrei pagare una multa di 200 euri... lasciamo stare.

Io ho inventato il computer quantistico, ma lo fatto mentre ero a lavoro, quindi per legge non potevo, aka inventatevelo di nuovo da soli.

Grazie per i 5 minuti di ilarità! Continua così!
La Cocorita Giuliva ha commentato...
E comunque anche le cure convenzionali (cioè politiche) offerte ufficialmente non sono studiate - basta leggere atti semi segretati dei permessi per la vendita e l'uso sui siti delle autorità politiche competenti. La fase 4 della ricerca è direttamente sui clienti. essuno delle pesone che partecipavano nele ricerche delle case farmaceutche è reperibile - non puo essere contattatto e visitato, e questo è la prova che dei seri problemi e della totale inaffidabilita delle cure ufficiali permesse oggi. I reduci delle cure sperimentali della fase 4 - cioè della medicina convenzinale - hanno diritto di provarel iberamente tutte le altre cure esistenti.
Nicholas ha commentato...
Perchè io che sono ingegnere non mi permetto di andare dal macellaio e dirgli come fare il suo lavoro e qui gente che non ha idea di cosa stia parlando va da dei MEDICI che hanno passato una vita a studiare e gli dice che non sanno cosa stanno facendo?

Ma l'umiltà l'avete lasciata a casa sul comodino a fianco al cervello?
La Cocorita Giuliva ha commentato...
Nicolas,di recente è uscito un articolo su un paziente malato di aids che è guarito, a richiesta quello mostra tutte le cartelle clinich attestanti la guarigion ;) ma non legi le notizie? Ti interessa solo commentare? ;)
La Cocorita Giuliva ha commentato...
Vai sul sito dell' EMEA eilluminati. Non invano il popolo hacreto il proverbio: TUTTI I PROFESSIONISTI PROTETTI DEVONO ESSERE GUIDATI, COME UN AEREO, ALTRIMENTI SI SCHIANTANO. Ciò vale in primis per i medici e per gli avvocati. Tanti medici non sanno neanche come vanno somministrati antibiotici - nonostante le guide dei produttori sono disponibili anche in rete e i produttori le hanno pubblicate proprio per dare ai clienti il modo di non diventare vittime di medici impreparati ;)
Nicholas ha commentato...
Immagino quindi che questo articolo sia su Nature giusto?
Potresti linkarlo, ammetto di essermelo perso.
Salvo Di Grazia ha commentato...
TUTTI I PROFESSIONISTI PROTETTI DEVONO ESSERE GUIDATI, COME UN AEREO, ALTRIMENTI SI SCHIANTANO.

Eh?
Nicholas ha commentato...
Ma che proverbio è? O_o
Cmq sto aspettando il link all'articolo (roba da premio nobel btw) della guarigione dall'aids, linkare plz.
08 gennaio 2014 17:19
ilfinegiustificailme ha commentato...
Mi auguro che la gentile Cocorita Giuliva soddisfi al più presto la curiosità sollevata con quello che lei definisce proverbio.
Non lo facesse, potrebbe profilarsi il reato di "crimine contro l'umanità", perché, in certi casi, la curiosità è un fardello insopportabile, per le persone dotate di un minimo di consapevolezza.

Saluti
Marcoz
lorenzo beltrame ha commentato...
Non vorrei che questo commento fosse frainteso in senso pro-stamina o anti-scienza. Il fatto è che nel trattare la vicenda Stamina manca sempre un elemento fondamentale e spesso taciuto: alcune responsabilità della comunità scientifica italiana.
In primo luogo la mistica delle staminali a cui Vannoni ha attinto a piene mani.
Quando scoppiò il dibattito sulla ricerca con le staminali (si parla di fine anni ’90) illustri staminalisti parlavano di "cinque/dieci anni per passare alle applicazioni cliniche" e si citavano sempre malattie neurodegenerative come target. Ovviamente il "just around the corner" è uno strumento retorico essenziale per fare breccia nella disattenzione di chi elargisce finanziamenti. Ma l'effetto è stato quello di creare un’aspettativa molto forte sulle staminali. Inevitabile che qualche truffatore se ne approfittasse (tra cui le aziende cosmetiche con le loro creme alle staminali di stella alpina, roba che se funzionasse ci renderebbe dei ritratti di Arcimboldo). Durante il dibattito sulla legge 40 e relativo referendum poi, lo scontro tra staminali adulte ed embrionali portò all'esagerazione delle potenzialità delle prime - vi ricordate il rapporto Prentice e il famoso articolo di Avvenire "adulte-embrionali 58 a 0"? - e soprattutto alla magnificazione delle mesenchimali, trattate come pluripotenti. Ricordo un'intervista di Angelo Vescovi che diceva che la ricerca sulle embrionali non serviva, che le staminali si transdifferenziano da sole, scoprono dove andare e riparano i tessuti (questo sulla base di un suo studio del 1999 poi confutato, ma anche su altri studi che affermano la transdifferenziazione delle mesenchimali in neuroni). Sull'onda di questa aspettativa furono tentati molti trials (uno in Italia a cui partecipò il defunto Luca Coscioni). Ovviamente il responso fu che non funzionava così, che le staminali non si transdifferenziano automaticamente. Ma solitamente gli scienziati comunicano l'inizio di una sperimentazione - e i media la coprono volentieri dandole risalto perdendo per strada l’esito. Su questa "mistica", creata in perfetta buona fede (oddio, non sempre!) da scienziati seri, Vannoni ha costruito la sua carriera.
La seconda responsabilità della comunità scientifica italiana è in realtà una corresponsabilità con la politica italiana. Il fatto è che in questo paese non abbiamo delle authorities scientifiche indipendenti ed autorevoli come avviene in Gran Bretagna. Le politiche della ricerca vengono fatte a livello politico senza un contro-altare del mondo della ricerca (anzi, talvolta il mondo universitario baratta la sua irrilevanza politica con la possibilità di autonomia locale non sempre usata virtuosamente). Salvo alcuni casi, in cui la politica per togliersi le castagne dal fuoco nomina delle commissioni ad hoc, che però vengono automaticamente accusate di essere politicizzate. Successe nello specifico con la cosiddetta Commissione Dulbecco sulle staminali, accusata di essere il contraltare laico al troppo cattolicamente orientato Comitato Nazionale per la Bioetica. Risultato, due documenti che non sono mai stati discussi dal Parlamento. Questo ha creato l'idea che la scienza italiana sia connivente con interessi politici, non sia una voce autoritaria indipendente e autonoma. Ed anche su questo Vannoni lavora.
Infatti, se analizzate le prese di posizione di molti pro-Stamina si nota: a) una confusione tra metodo Stamina e ricerca con le staminali in generale; b) una generalizzata sfiducia nell'arbitrato della comunità scientifica italiana.
Il mio non vuole essere un commento anti-scienza, ma penso che da questa vicenda la comunità scientifica italiana dovrebbe trarre una lezione: anziché autoassolversi accusando ignoranza del pubblico e dei media, affrontare la propria responsabilità nella creazione di un sistema fragile di rapporto con la politica e la società civile.
Giovanni Parrella ha commentato...
Visto che la spiegazione latita, mi sembra giusto intervenire :)
Le guarigioni CLINICHE dall'infezione da HIV-1 sono purtroppo anedottiche, nel senso che si contano sulle dita di una mano. Vanno inoltre prese con molta cautela, nel senso che non è possibile parlare ancora di eradicazione, ma appunto di guarigione clinica con assenza persistente (si spera!) dei sintomi. Il recente caso dei due pazienti di Boston è infatti paradigmatico: apparentemente "guariti" per qualche mese ma recentemente in relapse (ripresa di replicazione da parte di HIV);
http://www.nature.com/news/hopes-of-hiv-cure-in-boston-patients-dashed-1.14324
Il caso più famoso e studiato è quello del "paziente di Berlino": la differenza sostanziale con stamina è che l'equipe medica ha pubblicato sull'argomento, ha messo a disposizione della comunità scientifica le proprie scoperte e soprattutto ha fornito una spiegazione scientifica.
Per farla breve, il virus HIV ha bisogno di un recettore e di un corecettore per entrare nelle cellule bersaglio come linfociti T e macrofagi. Questo signore ha avuto la "fortuna" di ammalarsi di linfoma e di essere trapiantato con un midollo composto da cellule "difettive" di corecettore CCR5 e quindi "resistenti" al virus.
La cosa da notare è che si parla di guarigione CLINICA, perchè in effetti, anche se saltuariamente, qualche traccia di virus riemergerebbe: HIV, oltre a determinare la distruzione dei linfociti CD4 (che è quello che causa l'immunodepressione), ha uno spiccata predilizione per alcuni siti definiti santuari dove il virus si integra senza uccidere le cellule (cellule dendritiche dei linfonodi, organi genitali, cervello ecc,) e dove potrebbe sopravvivere, senza andare a danneggiare altre cellule o diffondersi nel sangue.
Linko qualcosa al riguardo:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23671416
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21173593
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21148083
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19213682
Giovanni Parrella ha commentato...
va da se che non siamo di fronte ad una cura, primo per motivi etici (quel tipo di midollo è diffuso nell'1% della popolazione caucasica...) e secondo per i costi oltre che per l'impatto sul paziente, che protesta per una gastroscopia figuriamoci per un trapianto di midollo.
Un altro caso interessante è quello di una neonata americana, curata con terapia antiretrovirale per 18 mesi e rimasta senza viremia dopo la sospensione:
http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/04/hiv-bambina-guarita-629565.html
Anche in questo caso trattasi comunque di una guarigione funzionale, dove non è dato sapere per quanto tempo il virus continuerà a non replicarsi. L'aspetto interessante, per altro noto e verificato anche nell'adulto, è che una cura precoce sembra ridurre notevolmente la capacità del virus di raggiungere i santuari.
Giovanni Parrella ha commentato...
@ La cocorita giuliva
"omette di riferire sui casi di miglioramenti e guaridgioni, adibite di cartelle cliniche di prova, pubblicate su alcune riviste con tanto di interviste ai pazient-clienti"
Veramente le cartelle cliniche parlano di tutt'altro: zero miglioramenti clinici oggettivi. E sarei curioso di conoscere quali siano queste riviste che ne parlerebbero, immagino rigorose pubblicazioni scientifiche con un impact factor devastante.

"Le cartelle cliniche sono da ricercarsi presso i clienti e non presso medici, su tutti gli atti sanitari si indica che il cliende deve non dimenticare di riportare gli atti sulle visite mediche in quanto il medico non li tiene".
Stai scherzando? Le cartelle cliniche sono un atto medico e su di esse il medico deve riportare tutto quello che fa, osservazioni cliniche, modifiche di terapia, prescrizioni di esami ecc. E ne risponde civilmente e, nei casi più gravi, penalmente di qualsiasi omissione e contraffazione. Le cartelle cliniche non si muovono dall'Ospedale dove sono state redatte, al massimo il paziente richiede una copia. Parlare di CLIENTI va bene per uno come vannoni, non per un medico che si offenderebbe pure, e a ragione. Nella medicina vera esiste un rapporto medico-paziente, non venditore-cliente.

"Il codice deontologico e il Codice della Privacy proibisce ai medici di diffondere i dati sensibili dei loro pazienti e client, un medico che tratta dati sensibili puo essere radiato dall'Ordine. Articolo lungo però inganna il lettore ignaro delle imposizioni dell'Ordine medico sulla privacy"
Stai facendo confusione: la tutela della privacy riguarda il malato, i SUOI dati sensibili, e non la malattia. Altrimenti sarebbe impossibile qualsiasi studio medico, perchè per esempio non potrei sperimentare "per la privacy" nessun farmaco. E male che ti vada l'Ordine ti da una sospensione, per radiarti dovresti fare qualche scelleratezza.

"Ci sono anche altri metodi di cura scoperti da medici talentuosi che curanoil cancro e l'aids pero i medici non ne possono parlare in forza delle legge e dille regolamentazioni".
Seeee... sopra, nel caso del paziente di Berlino, ti ho dimostrato come un medico, a fronte di un risultato "sensazionale", diventa una gola profonda e scrive decine di articoli sull'argomento su riviste scientifiche, confrontandosi con colleghi e alimentando, nel caso specifico, la ricerca sulla terapia genica.

"Le case farmaceutiche non sono interessate nelal ricerca perchè i costi di questi cure sono troppo basse e non possono portareguadagni interessanti per loro, la ricerca statale è invece inesistente".
Infatti, a causa dei costi troppo bassi delle cure per l'HIV siamo rimasti in trentanni ancora al retrovir e ci stanno dei buontemponi che scrivono che adesso l'infezione da HIV è una malattia cronica che si cura come il diabete e l'ipertensione arteriosa, anzi meglio visto che la terapia è paradossalmente persino più efficace. Le cause farmaceutiche hanno tutto l'interesse (economico) affinchè la ricerca vada avanti, fidati.
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