venerdì 22 luglio 2011

Omeopatia: ghiandole di rospo e veleno di serpente.

Lo urlano sempre più forte e dovunque, giornali, trasmissioni, convegni ed incontri: l'omeopatia è scienza e serve a curare le malattie.
Non è vero. Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario.
Andiamo, non vorrete mica che un piccolo blog di provincia riesca a smentire le multinazionali omeopatiche, le lobby dell'acqua "informata" i 99.999 medici omeopati italiani, dimostratemi il contrario, voi che avete capito come funziona una cosa che non funziona. Io continuo ad informare la gente di cosa propinano i venditori di "granuli miracolosi", gli omeopati mi mostrino i loro argomenti che mi smentirebbero.

Qualcuno mi ha scritto mostrandosi irritato perchè ho definito l'omeopatia come "fenomeno paranormale" ma non è riuscito a dirmi in cosa mi sarei sbagliato, la mia definizione sarà pure scioccante ma a quanto pare è perfettamente corretta.
Altri insistono sempre con gli stessi argomenti: ci sono "omeopati ed omeopati", quelli seri che sanno dove possono arrivare con le loro cure ed i ciarlatani che arrivano a curare persino il cancro con l'omeopatia. Il problema è che distinguere uno stregone serio da uno ciarlatano è un bel problema.
Ah, un altro problema è che gli omeopati si lamentano di un grave ostacolo al progresso scientifico ed alla cura delle malattie.
La GUNA, azienda italiana produttrice di omeopatia, è seriamente allarmata perchè un suo prodotto omeopatico molto in voga negli Stati Uniti, non riesce ad essere approvato e quindi venduto nel nostro paese.
Sono speranze per l'autismo, dice qualcuno.
Io dico che sono offese all'intelligenza, olio di serpente, ridicole mosse commerciali senza scrupoli e giudico una fortuna il fatto che queste sciocchezze non si vendano in Italia perchè la pazienza e la creduloneria hanno un limite.
Per chi non lo sapesse, questa azienda produce una soluzione omeopatica per la cura dell'autismo. Si chiama "Autism Awareness" (coscienza nell'autismo) ed è il solito intruglio di alcol ed acqua. Ma è quel "tocco magico" in più che fa il farmaco omeopatico.
Così nell'Autism Awareness, l'azienda ha messo ghiandole di rospo, veleno di serpente e cervello di scrofa.
Lo ripeto: ghiandole di rospo, veleno di serpente e cervello di scrofa.
E l'azienda è "allarmata" perchè viene negata questa "speranza per l'autismo", in vendita non in un'ampolla ma in comode confezioni in farmacia.
Vergogna. Speranza per l'autismo la chiamano. Vergogna.



Questa è l'omeopatia cari miei e chi si ostina a chiamarla scienza dovrebbe prima di tutto interrogarsi su cosa voglia dire "deontologia professionale" ma poi chiedersi dov'è finita la dignità, il prestigio e l'unicità della professione che hanno scelto. I medici omeopati dovrebbero rendersi conto una volta per tutte che hanno studiato anni per fare i medici, non gli stregoni. Per fare lo stregone non è necessaria una laurea!
Se un medico si ritiene tanto paranormale da poter curare con il cervello di scrofa, vada in TV a proporre le previsioni del futuro o si armi di tarocchi, è la stessa cosa ed almeno non rende ridicola la categoria dei medici.

Eppure l'omeopatia con un giro di parole dietro l'altro vi vende proprio questo: stregoneria. Qualcosa che funzionerebbe non si sa come né perchè e che nessuno può vedere, misurare, controllare. Esiste e basta. Lo dicono 99.999 omeopati. C'è da credergli e ciecamente. Ciecamente perchè mentre le aziende farmaceutiche sono cattive e fanno i complotti vendendo veleni, quelle omeopatiche sono buone e fanno del bene al mondo, visto che analizzando in qualsiasi modo si preferisca un prodotto omeopatico al suo interno troverete solo gli eccipienti (le sostanze cioè che compongono il granulo o il liquido omeopatico, quasi sempre zucchero o amido), dobbiamo fidarci di loro: anche se l'analisi ci dice che lì dentro non c'è niente non è vero, qualcosa c'è. Fidiamoci.

Che poi non si è mai capito perchè l'acqua che diluisce i prodotti omeopatici debba essere molto più intelligente dell'acqua che scorre nei nostri acquedotti o nelle fognature. L'acqua che si usa per preparare omeopatici infatti, sarebbe dotata della "nota" memoria, sarebbe cioè capace di "ricordare" la molecola che originariamente è stata diluita anche quando questa è ormai scomparsa per la troppa diluizione.
Non si capisce perchè, nonostante sia dotata di questa memoria miracolosa, quest'acqua non ricordi tutto ciò con cui viene a contatto nel suo infinito ciclo. Quando quell'acqua è mare avrà toccato pesci, alghe, petrolio, calzini e subacquei. Poi evapora ed in atmosfera tocca particelle di ozono, ossigeno ma anche carbone, piombo, mercurio ed idrocarburi. Poi cade sotto forma di pioggia e nelle nostre città viene a contatto con spazzatura, animali, piante, concimi, zanzare, vipere e visoni. Tramite i tombini l'acqua finisce nelle tubature sotterranee dove si può mischiare ai residui fognari ma anche ai topi ed alle loro deiezioni ed ai moscerini della frutta. Pipì, liquami, grovigli di capelli e cicche di sigaretta completano il ciclo, sembra che un po' d'acqua sia venuta a contatto persino con veleni per animali, cibo avariato e con lo scheletro di un povero cane perdutosi nelle fogne della città. Poi un'industria omeopatica prende quell'acqua, gli mette una goccia di gelsomino, la diluisce fino a farla scomparire e cosa succede?


Il miracolo più grande: in mezzo a tutto quel marasma l'acqua non avrà dubbi, non ci crederete, si ricorderà solo del gelsomino. Tutto il resto non esiste più. Magia!
Se l'acqua avesse un'anima qualcuno potrebbe supporre che il ricordo del gelsomino è molto più piacevole da mantenere rispetto a quello della fognatura ma l'acqua del romanticismo non sa che farsene e quindi gli omeopati si trovano con un bel dilemma da sciogliere: se ciò che dicono fosse vero ogni granulo che ci propinano conterrà tutto, dal dente di topo alla coda di serpente ed anche il gelsomino e sinceramente, che ci provi lui ad ingurgitare una pastiglia con questi ingredienti...
Che poi a dire il vero le ghiandole di rana omeopatiche già le vendono per i dolori reumatici (alla 30 CH, quindi tranquilli, c'è solo acqua, nessuna traccia della secrezione anfibia).

"Estratto di rospo" omeopatico. Da notare le indicazioni: "da utilizzare per condizioni acute ed autolimitanti", cioè che guariscono da sole. Mitica omeopatia...
Il più coraggioso degli omeopati non si ferma nemmeno davanti a questa evidente assurdità e sostiene che è la succussione (ovvero gli "shakeramenti" che compie l'omeopata per preparare il rimedio) che "attiva" il prodotto che quindi non sarà attivo fino al momento di essere confezionato e poi ingurgitato dallo sprovveduto cliente. E la persona sveglia gli chiederà: ma allora perchè il granulo ricorda la molecola iniziale e non ricorda i batteri , i funghi e i corpi estranei con i quali viene a contatto nella bocca, le sostanze (migliaia!) disciolte nella saliva, l'acido presente nello stomaco e tutto ciò che incontra nel suo cammino dalla bocca all'interno dell'organismo?
Non lo possiamo capire, è un fenomeno paranormale una magia: accade perchè crediamo che accada, ecco, si chiama fenomeno paranormale, non scienza.

Che sia assolutamente magico che l'acqua ricordi solo ciò che vogliono gli omeopati è "certificato" anche dai limiti di purezza delle acque che beviamo. Secondo la direttiva ISO3696 l'acqua è definita pura quando contiene impurità per meno di 10 parti per miliardo che come diluizione corrisponde ad una CH4.
L'acqua che usano le industrie omepatiche (bidistillata) contiene molte più impurità dell'acqua considerata pura. Questo vuol dire che in mezzo al ricordo del gelsomino ci saranno (realmente) tante di quelle molecole che il nostro organismo (se la teoria omeopatica fosse vera) assumerebbe di tutto tranne che il prodotto venduto.
Ma gli omeopati sostengono che ancora non possiamo capire. Cosa dovremmo capire non si sa, ma aspettiamo con ansia di farlo, da 200 anni.
Da 200 anni nessuno è riuscito a spiegarci a cosa serve l'omeopatia, come funziona e perché nessuno riesce a dimostrare questo funzionamento. Da due secoli cerchiamo di capire testardamente e per fare una cortesia agli omeopati (che dovrebbero ringraziare chi li sta ancora ad ascoltare) perché dovremmo credere che dentro una boccettina che contiene solo acqua vi siano contenute strane energie dotate di poteri magici. In questi due secoli nessuno ha spiegato che senso può avere un "rimedio" alla diluizione 30 CH che  ci costringa ad acquistare 10 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 flaconi da 100 ml di prodotto (grazie FG per il calcolo) per assumere 1 mg di principio attivo né che effetto possa avere sulla salute
Tra varie arrampicate sugli specchi, sempre più scivolosi per gli omeopati, qualcuno di loro dice: gli studi sull'omeopatia non danno i risultati sperati perché gli effetti sono tanto "sottili" che vengono scambiati per placebo, ma se paragonassimo questo effetto con i placebo della medicina la differenza si noterebbe, il presunto effetto placebo dell'omeopatia non è lo stesso della medicina è molto di più, è un effetto reale, dicono Eppure anche questa ipotesi è stata smentita da uno studio (apparso in una rivista di omeopatia, addirittura): l'effetto dei prodotti omeopatici è esattamente identico al risultato del placebo negli studi dei farmaci standard. Curioso notare come in alcuni casi l'effetto placebo "omeopatico" sia più debole di quello "standard".

Nel frattempo, nonostante la FDA abbia inserito i prodotti omeopatici nella lista dei prodotti fraudolenti (sapete cos'è una frode vero?) contro l'influenza del 2009, gli omeopati, fregandosene delle continue diatribe continuano a diffondere le loro teorie fantasiose facendo finta di vendere una cura scientifica.
A proposito di diatribe, non so se ricordate l'articolo che scrissi qualche tempo fa su uno studio italiano  (definito da qualcuno "rivoluzionario") che avrebbe dimostrato come l'efficacia ansiolitica di un rimedio omeopatico fosse simile a quella di un ansiolitico classico...beh, affrontai gli argomenti di quello studio con molta ironia criticandone contenuti e risultati ma l'autore, un professore universitario italiano che realizza studi su prodotti omeopatici (questo era finanziato dalla Boiron) non la prese bene intimandomi addirittura di chiedergli scusa (immagino per aver osato ironizzare sull'acqua magica). In realtà questo studio è l'ennesimo di una lunghissima serie di ricerche interessanti in teoria ma assolutamente inutili in pratica che si sforzano in tutti i modi di dimostrare reale una pratica che non è mai stata dimostrata come corretta.
Il concetto, espresso dal Edzard Ernst (omeopata e docente di medicine complementari in un'università inglese), è quello che gli omeopati perdono solo tempo ad inseguire improbabili effetti del nulla se prima non riescono in qualsiasi modo a dimostrare che quel nulla esiste.
A quel punto, visto che il professore autore dello studio sui topolini omeopatici probabilmente non conosce i meccanismi di un blog, ho preferito trasferire la discussione sul campo più opportuno e scrissi le mie considerazioni sul caso su un commento che inviai direttamente alla rivista scientifica che aveva ospitato il lavoro omeopatico dell'affabile prof.

In quello studio dei topolini erano stati sottoposti ad uno stress (con macchinari specifici): ad un gruppo fu somministrato un ansiolitico (quindi un farmaco che riduce l'ansia) classico (si chiama Buspirone) ad un altro un ansiolitico omeopatico (il Gelsemium). Lo studio concludeva che il prodotto omeopatico aveva ridotto l'ansia come l'ansiolitico standard e questo significava che l'omeopatico funzionava come il farmaco.

Lo studio secondo me era strutturato male (scritto bene sicuramente, ma metodologicamente scadente) e vi ho trovato tantissime lacune. L'analisi statistica (complicata da studiare ma mi sono fatto aiutare) è molto "larga", si tende cioè a commettere il più classico degli errori nella ricerca: adattare le conclusioni di uno studio alle proprie ipotesi. Alcune obiezioni le posso riassumere (non mi dilungo nei singoli elementi o diventerei più prolisso di quanto sono, conservo comunque un'analisi più approfondita anche del metodo statistico adottato):
- L'omeopatia afferma di curare la malattia non i sintomi e l'ansia cos'è se non un sintomo? Lo studio quindi, più che confermare l'omeopatia la smentisce.
- L'omeopatia dice di essere una pratica particolarmente "personalizzata" contrapponendosi alla medicina che a dire degli omeopati "cura la malattia, non la persona". Mi chiedo cosa si intende per "personalizzazione" a proposito di un esperimento con dei topolini (o anche i topolini hanno una loro storia intima e caratteriale?) Sarebbe il secondo principio omeopatico smentito in un'unica ricerca.
- La soluzione alcolica nella quale era diluito il rimedio omeopatico era al 30% di etanolo, l'autore è proprio sicuro che questo quantitativo di alcol non fosse già da solo sufficiente ad "ubriacare" i topolini diminuendo la loro ansia? Che prove ha fatto? Su che dati si è basato?
- Mancanza di effetto "dose dipendente": il prodotto omeopatico non è più "efficace" con l'aumentare delle dosi (omeopatiche). Terzo principio dell'omeopatia smentito nello studio, è un record. L'omeopatia afferma che più si diluisce un rimedio, più questo risulta potente e curativo.
- Per testare l'ansia dei topi sono stati utilizzati due test. Uno dei due non ha mostrato alcun effetto del prodotto omeopatico. Alla luce di questo risultato si potrebbe affermare che l'esperimento non è evidente come dichiarato nelle conclusioni dell'autore.
- L'effetto del prodotto omeopatico non è costante. In uno dei test si hanno a volte effetti ansiolitici altre effetti addirittura stimolanti e questi effetti non seguono nemmeno l'aumentare delle diluizioni, sembrano risultati casuali. O lo sono?
- Nei vari gruppi di topolini testati i risultati sono assolutamente differenti uno dall'altro e non dipendono da nessun altro fattore (nemmeno dalla diluizione, come sarebbe lecito aspettarsi).
Infine il dato più evidente che è anche l'errore più grossolano dello studio.
Il paragone tra due prodotti è stato fatto affiancando il prodotto omeopatico (Gelsemium sempervirens) al prodotto "standard" (Buspirone). L'ansiolitico standard è stato somministrato alle cavie per un periodo di 9 (nove) giorni.
C'è un palese problema di metodo. Il Buspirone è un ansiolitico abbastanza utilizzato ma che ha un grosso limite: l'inizio del suo effetto è molto lento e ritardato. Per far raggiungere al Buspirone la sua massima efficacia sono necessari almeno 14 giorni, per alcuni autori anche 30. Questo non lo dico io ma i manuali di medicina (servono 2-3 settimane di somministrazione), i libri di farmacologia (più di 2 settimane), la scheda tecnica del farmaco (3-4 settimane) e persino Wikipedia (diverse settimane), l'autore dello studio ha quindi somministrato un farmaco per un periodo di tempo (solo 9 giorni) non sufficiente a fargli raggiungere il suo livello ottimale di efficacia.

Visto il numero di imprecisioni ho scritto quindi un commento e l'ho inviato alla rivista che aveva pubblicato lo studio (quando si vuole commentare ufficialmente uno studio apparso in letteratura fa proprio così, invia il proprio commento alla rivista che lo ha pubblicato). Il mio commento è stato rifiutato (complotto pluto-aqueo-omeopatico?) ed il professore mi ha scritto in privato che le mie obiezioni sono inconsistenti ed è inutile insistere in quanto l'omeopatia non è un placebo.
Obiettivamente non mi aspettavo risposte di altro tipo e tutta la vicenda non fa che confermare come gli argomenti omeopatici si basino davvero su poca cosa.
Alla fine, lo studio rivoluzionario che avrebbe dimostrato gli effetti dell'omeopatia si ferma qui, tra una rivista che non accetta commenti contrari (è nel suo pieno diritto di farlo comunque), un professore che non accetta critiche ed uno studio che non dimostra nulla, anzi se proprio vogliamo, smentisce ancora una volta i "dogmi" dell'omeopatia. Nulla di nuovo.

Non c'era bisogno di scomodare topolini, università pubbliche e professori iracondi...tanto rumore per nulla e la rivoluzione della medicina dovrà aspettare ancora un po', ci dicano quanto però, che di tempo ne hanno avuto abbastanza.

Alla prossima.

Nota: per i frequentatori di Facebook, esiste la pagina ufficiale di questo blog, chi desiderasse quindi partecipare alla "comunità MedBunker" sul social network ha a disposizione questa pagina.

Aggiornamento (24/07/11):

Questo è il commento (rifiutato) che ho inviato alla rivista che aveva pubblicato lo studio sul Gelsemium omeopatico, poco sotto la traduzione:

Comment on:
Psychopharmacology (Berl). 2010 Jul;210(4):533-45
in their article1, Magnani, Conforti, Zanolin, et al. concluded that a plant (Gelsemium sempervirens) prepared in accordance with the homeopathic pharmacopoeia (ultradiluited solution even above the Avogadro number) had anxiolytic effects in mices similar to Buspirone, an anxiolytic drug. It would be an interesting result given that the current scientific evidence2,3 has always stressed the placebo effect as the main cause of the effects of homeopathy. There are however some points of concern about this study.
Despite some statistical evidence of the research does not seem accurate and are questionable (i.e. the lack of dose-effect results or multiple not statistically significance of many results in the ultradiluited preparations) I want to focus on other aspects.
Homeopathy claims to be based on the customization of treatments and an experiment with mices is far from a claim of customization of the ultradiluite remedy. Homeopathy also claims to be able to cure the causes of diseases not symptoms, contrary to what is the objective of many standard drugs. The anxiety of mices discussed in this study however is a symptom triggered by specific stimuli. In this case two of the homeopathy’s principles have been neglected in the study.
There is another element that makes the conclusions of this study forced and arbitrary. As comparison, Buspirone, a serotonin 5-HT1A receptor partial agonist anxiolytic drug, was chosen.
In the study the preparations tested on mices (homeopathic preparation, Buspirone and control groups) for statistical analysis were administered for 9 days.
The Buspirone is known4,5 for its very slow onset effect6,7,8 and for minimal sedative effects9.
From pharmacokinetic studies and clinical trials we know that Buspirone has no anxiolytic effect before 2-4 weeks (and more10) and this is his greatest flaw in the treatment of anxiety disorders.

Comparing the groups treated with ultradiluite Gelsemium with mices treated with a drug that could still be ineffective after only 9 days of tests is likely equivalent to compare it with an inert drug or better yet ineffective, then the study conclusive findings that the ultradiluited product has similar effects of Buspirone is incorrect. This conclusion could have been reached waiting at least 2 weeks of administration of Buspirone to reach the full anxiolytic effect of this drug.
With the method used in the study at most we could conclude that the ultradiluited product had some effect similar to yet ineffective anxiolytic drug (if Buspirone was still ineffective as it’s probable).
This inaccurate study design can confirms the author’s conclusion or the hypothesis that studied about homeopathy made so far, that homeopathic ultradiluitions are no more effective than a placebo?
Improved statistical analysis and a comparison with a more effective and faster acting drugs may lead to more accurate and conclusive findings.
References
1 Magnani P, Conforti A, Zanolin E, et al: Dose-effect study of Gelsemium sempervirens in high dilutions on anxiety-related responses in mice. Psychopharmacology (Berl). 2010 Jul;210(4):533-45.
2 Shang A, Huwiler-Müntener K, Nartey L, et al.: Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy. Lancet. 2005 Aug 27-Sep 2;366(9487):726-32.
3 Ernst E.: Homeopathy: what does the "best" evidence tell us? Med J Aust. 2010 Apr 19;192(8):458-60.
4 Goa KL, Ward A.: Buspirone. A preliminary review of its pharmacological properties and therapeutic efficacy as an anxiolytic. Drugs. 1986 Aug;32(2):114-29.
5 Tiller JW.: The new and newer antianxiety agents. Med J Aust.1989 Dec 4-18;151(11-12):697-701.
6 Zhu XO, McNaughton N.: Minimal changes with long-term administration of anxiolytics on septal driving of hippocampal rhythmical slow activity. Psychopharmacology (Berl). 1995 Mar;118(1):93-100.
7 Harvey R.A., Champe P.C., Finkel R., et al. (2009) Pharmacology. Lippincott, p 110
8 Longo LP.: Non-benzodiazepine pharmacotherapy of anxiety and panic in substance abusing patients. Psychiatr Annals 1998;28:142-53.
9 Murasaki M, Miura S.: The future of 5-HT1A receptor agonists. (Aryl-piperazine derivatives). Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry. 1992;16(6):833-45.
10 Balon R. Practical management of the side effects of psychotropic drugs. (1999) Dekker, NY.
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Tradotto:

Nel loro articolo1 Magnani, Conforti, Zanolin ed altri, hanno concluso che una pianta (Gelsemium Sempervirens) preparata secondo la farmacopeia omeopatica (soluzioni ultradiluite anche oltre il numero di Avogadro) ha avuto effetto ansiolitico in cavie simile al Buspirone, un farmaco ansiolitico. Sarebbe un risultato interessante visto che l'evidenza scientifica attuale2,3 ha sempre puntato sull'effetto placebo quale motivo principale degli effetti dell'omeopatia. Ma in questo studio ci sono alcuni punti discutibili.
Nonostante alcune evidenze statistiche della ricerca non sembrano accurate e sono discutibili (per esempio la mancanza di risultati dose-effetto o le numerose non significatività di molti risultati delle preparazioni ultradiluite) vorrei concentrarmi su altri aspetti.
L'omeopatia sostiene di basarsi sulla personalizzazione dei trattamenti ed un esperimento con le cavie è lontano dalla vantata personalizzazione del rimedio ultradiluito. L'omeopatia inoltre afferma di essere capace di curare le cause delle malattie e non i sintomi, contrariamente all'obiettivo di molti farmaci standard.
L'ansia delle cavie discussa in questo studio tuttavia è un sintomo scatenato da uno stimolo specifico. In questo caso sono stati trascurati due dei princìpi dell'omeopatia.
C'è un altro elemento che rende le conclusioni di questo studio forzate ed arbitrarie. Come confronto è stato scelto il Buspirone, un farmaco ansiolitico agonista parziale del recettori serotoninergici 5HT1A.
Nello studio, le preparazioni testate sulle cavie (preparazione omeopatica, Buspirone e gruppi di controllo) per l'analisi statistica sono state somministrate per 9 giorni.
Il Buspirone è conosciuto4,5 per la lentissima insorgenza di effetto6,7,8 e per l'effetto sedativo minimo9.
Da studi di farmacocinetica e trials clinici sappiamo che il Buspirone non ha effetto ansiolitico prima di 2-4 settimane (ed oltre10) e questo è il suo principale difetto nella cura dei disordini ansiosi.
Paragonando i gruppi trattati con Gelsemium ultradiluito con cavie trattate con un farmaco che potrebbe essere ancora inefficace dopo soli 9 giorni di test è probabilmente equivalente a paragonarli con un farmaco inerte o meglio, ancora inefficace, le conclusioni dello studio quindi, che il prodotto ultradiluito abbia avuto effetti simili al Buspirone, sono scorrette. Questa conclusione sarebbe stata ottenibile aspettando almeno 2 settimane di somministrazione di Buspirone per raggiungere l'effetto ansiolitico massimo di questo farmaco.
Con il metodo utilizzato nello studio al massimo possiamo concludere che il prodotto ultradiluito ha qualche effetto simile ad un farmaco ancora inefficace (se il Buspirone fosse ancora non efficace, com'è probabile).
Questo progetto impreciso dello studio può confermare l'ipotesi dell'autore o l'ipotesi che gli studi sull'omeopatia hanno fatto da diverso tempo che le diluizioni omeopatiche non sono più efficaci di un placebo?
Una migliore analisi statistica ed il confronto con un farmaco più efficace e dall'azione più rapida può condurre a conclusioni più precise e definitive.

Qui un altro commento critico sulla ricerca sul Gelsemium omeopatico.
Qui un'altra critica da parte di ricercatori dell'istituto Mario Negri di Milano.

Aggiornamento 26/07/11: Qui, tra i commenti, l'autore principale dello studio risponde alle mie critiche.
Aggiornamento 03/08/11: Qui la replica dell'ufficio stampa della GUNA all'articolo sostenendo che la presenza di ghiandole di rospo nel prodotto sia un battuta che rischia di mettere in ridicolo. Purtroppo le ghiandole di rospo la GUNA le ha messe davvero.


Aggiornamento 09/09/11: Aggiungo un'analisi dei risultati statistici che un lettore ha studiato personalmente ed ha postato nei commenti:
I valori di F per i vari gruppi, come definiti dall'autore, nelle tabelle da 1 a 3 non mostrano delle differenze statisticamente significative. I valori di F riscontrati sono 0.34 - 0.46 - 0.28 contro un Fcritico di 2.26.
I valori di F per esperimenti, nelle stesse tabelle mostrano differenze statisticamente molto significative. I valori di F riscontrati sono 41 - 25 - 48 contro un Fcritico di 2.44.
Il valore F per gruppi, nella tabella 4 mostra delle differenze statisticamente significative, essendo pari a 2.29 con Fc 2.25. F per esperimenti in tab. 4 è pari a 2.64 (Fc = 2.44). Il gruppo di maggior discordanza è il controllo A: eliminandolo si ha F gruppi = 1.72 (Fc 2.38), F esperimenti = 1.93 (Fc 2.48).
Il valore F per gruppi, nella tabella 5 mostra delle differenze statisticamente significative, essendo pari a 2.26 con Fc 2.25. F per esperimenti in tab. 5 è pari a 3.47 (Fc = 2.44). I gruppi di maggior discordanza sono qui il controllo A ed il buspirone: eliminandoli si ha F gruppi = 1.66 (Fc 2.38), F esperimenti = 3.39 (Fc 2.48).

Riassumendo:
1 Non vi è differenza tra prodotto omeopatico, buspirone e placebo nei test OF. Questo è riconosciuto anche dall'autore. Quindi OGNI differenza riscontrata nei test OF è puramente causale e non va commentata.
2 Non vi è differenza tra prodotto omeopatico, buspirone e gruppo di controllo B nel test di permanenza alla luce. Questo è riconosciuto anche dall'autore. Quindi OGNI differenza tra i gruppi di cui sopra riscontrata nel test è puramente causale e non va commentata.
3 Non vi è differenza tra prodotto omeopatico e gruppo di controllo B nel test di permanenza alla luce. Questo è riconosciuto anche dall'autore. Quindi OGNI differenza tra i gruppi di cui sopra riscontrata nel test è puramente causale e non va commentata.
Alla luce di quanto espresso, figura 2 non dovrebbe essere inclusa nell'articolo e tutte le considerazioni espresse non hanno fondamento statistico.

337 commenti:

  1. @max

    tu non distingui le due medicine, è inutile che me la meni con le prefissazioni e meccanismi vari, vuoi tirare tutto dentro un unico calderone per giustificare l idiozia di un post scritto contro l omeopatia fatto principalmente con esempi di omotossicologia, nessun omeopata si soffermerebbe a leggere un intruglio del genere.
    Non mi risulta nemmeno che la Guna produca omeopatici ma solo omotossicologici, leggi qui:

    http://www.guna.it/prodotti.php?idprod=140&idcat=11&idsotcat=&idsotcat2=&idsupercat=1

    in questa pagina c è anche un elenco di prodotti distribuiti come la Hell, questa non mi risulta produca omeopatici, nelle farmacie ho sempre visto omotossicologici Hell marcati falsamente come omeopatici, come sempre avviene in Italia, le solite omeoballe dell industria per vendere meglio, Wewee queste porcate all italiana le sa benissimo e ci marcia sopra alla grande :) e gli allocchi abboccano.

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  2. nessun omeopata si soffermerebbe a leggere un intruglio del genere.

    Intanto sei sempre qui a leggermi e rosicare di invidia (non omeopatica).
    Grazie per la visita.
    :)

    RispondiElimina
  3. huuu...pensa che invidia!
    mi spieghi come mai hai fatto sparire il pulsante share con l indicazione del numero degli utenti che hanno segnalato questo post? era così sgradevole vedere il grande numero di segnalazione che i tuoi fan facevano e fanno? è strana sta cosa, come fai a darmi dell invidioso se tu stesso togli uno dei motivi per esserlo?

    RispondiElimina
  4. @ivabellini: tu non distingui le due medicine, è inutile che me la meni con le prefissazioni e meccanismi vari

    No no, io non te la meno, e’ che non capisco se quello che ti frega e’ l’italiano o la scarsa comprensione dei fenomeni.

    Non mi risulta nemmeno che la Guna produca omeopatici ma solo omotossicologici, leggi qui:

    E ti risulta male.
    Provengo or ora da li dove hai indicato e cosa leggo ?

    Guna produce, seleziona e distribuisce medicinali biologici innovativi e qualificati, ideati sulla base dei principi omeopatici, delle moderne acquisizioni dell'Omotossicologia (…). Presso il moderno stabilimento di PRODUZIONE GUNA, vengono studiati, sperimentati e preparati una vasta gamma di rimedi naturali e di farmaci omeopatici

    Come noterai ho messo in grassetto alcuni passaggi chiave.Dunque..ehm..cos’e’ che volevi dire ?

    RispondiElimina
  5. huuu...pensa che invidia!

    Ti consiglio un granulo di Gelsemium (non serve a nulla ma c'è chi ci crede).

    mi spieghi come mai hai fatto sparire il pulsante share con l indicazione del numero degli utenti che hanno segnalato questo post?

    Non ho fatto sparire niente, probabilmente sarà un problema del tuo browser, se ti interessano le statistiche del post posso dirti:

    Letto da: 2681 persone
    Picco di visite giornaliero 23/07/11: 975
    Condiviso su FB da: 275 persone.

    Altri 60 commenti circa ed entra tra i post più commentati del blog.

    Se sei un amante di statistiche ho in progetto un post con i dati che osservo con i numeri delle visite, è molto interessante studiare le chiavi di ricerca, cosa legge chi arriva qui, come ci arriva e cosa "preferisce".

    Questo era un post, nelle mie intenzioni, "estivo", sono in ferie ed ho voluto inserire un post "leggero", ma evidentemente viene letto lo stesso.
    Alla faccia degli invidiosi.
    :)

    RispondiElimina
  6. @max

    "ideati sulla base dei principi omeopatici"

    quali? quelli delle 12X ?????
    su quale pianeta omeopatico esistono le diluizioni X?

    "omeopatici"

    trovami un Arnica 6Ch in granuli della Guna che ti do un bacio in fronte (e magari risparmio sulla Unda)


    @ Wewee
    ho provato con Firefox Cromium Opera il numero di utenti che ti segnalano su Facebook non c è più, mentre prima c era, come mai?
    smanio dalla voglio di vedere il post sulle tue statistiche...e sto divorando il Gelsemium per l invidia piu nera :)

    RispondiElimina
  7. @ tutti i 'possibilisti'
    Proviamo a vedere la cosa da un altro punto di vista. Immaginiamo di fare oggi uno studio scientifico sull'efficacia del nimesulide come analgesico oppure di un qualsiasi farmaco attualmente usato contro l'ipertensione. Ci sarebbe bisogno di accapigliarsi sull'analisi statistica per interpretarne il risultato? Credo proprio di no. Ed il motivo è semplice: essi funzionano in modo assolutamente evidente. Su qualche paziente saranno magari meno o per nulla efficaci, ma sul fatto che sulla specie umana essi siano efficaci tout court, credo non ci siano dubbi. Questa evidenza fa sì che questi farmaci siano largamente commercializzati e comunemente prescritti da TUTTI i medici, e se qualche medico non lo fa non è certo perché sostiene che siano inefficaci.

    Analizziamo ora la situazione per i prodotti omeopatici. Nella migliore delle ipotesi, bisogna andare a sindacare su quale tipo di test statistico è stato scelto, e si sentono discorsi del tipo: se si sceglie questo pare funzionare, se si sceglie quell'altro pare non funzionare per nulla, se si sceglie un livello di confidenza del
    95% funziona, se lo si prende del 97% allora no etc. Anche se si trovasse uno studio (ma anche due o tre...) la cui analisi statistica fosse impeccabile, si potrebbe concludere ben poco. In campo scientifico, praticamente nessuna 'verità' è divenuta tale grazie ai risultati di un solo studio, e nemmeno di due e nemmeno di tre. In
    genere sono decine se non centinaia o migliaia. Non solo. In genere, più passa il tempo, più i risultati diventano lampanti ed incontrovertibili perché, all'aumentare delle conoscenze, anche gli esperimenti diventano più mirati, si sa sempre meglio cosa e come cercare ed inoltre le tecnologie migliorano.

    Valutando globalmente la letteratura scientifica in materia di omeopatia, analizzando sia il tipo di studi che i risultati, credo ne esca l'immagine di una 'scienza' nata ieri, ossia della quale ancora non solo non si ha la più pallida idea di quali possano essere le basi scientifiche, ma per sostenere l'efficacia della quale ci si deve, lo ripeto, accapigliare sull'analisi statistica dei risultati.

    Qualcuno obietterà che l'analisi statistica è fondamentale per la valutazione e non è certo evitabile (e, vi assicuro, con me sfondate una porta aperta su questo punto...) ma peccato che l'omeopatia non sia nata ieri bensì 200 e passa anni or sono... e stiamo ancora a battibeccare sui "parametri p", sui livelli di confidenza e
    compagnia bella. Faccio notare che si cominciò a parlare di antibiotici meno di 80 anni fa, e oggi le vite salvate da essi si contano a milioni e nessuno si sognerebbe nemmeno di mettere in discussione l'efficacia di un solo antibiotico che si vende in farmacia.
    (...segue)

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  8. (segue dal commento precedente)

    L'obiettore di turno direbbe allora: bè, l'omeopatia ha 200 anni ma si studia seriamente solo da pochi anni e quindi dobbiamo ancora capirci qualcosa. Allora io obietto:

    - perché in questi ultimi duecento anni i medici e gli scienziati sostenitori dell'omeopatia, pur avendo avuto la bibbia di Hahnemann per le mani che gli spiegava per filo e per segno come funzionava, sono stati a spasso e invece gli studiosi degli antibiotici, poveri sfigati, si sono fatti il c...lo rinchiusi nei loro laboratori puzzolenti e pieni di batteri per
    dimostrare l'efficacia dei loro prodotti? Forse perché i filo-omeopati trovavano più redditizio venderli i loro prodotti piuttosto che studiarli? E, per favore, non tirate fuori la storiella complottista del boicottaggio da parte della scienza ufficiale perché proprio non regge, e se proprio la volete tirare fuori almeno spiegatemi perché l'omeopatia è stata boicottata mentre gli antibiotici no

    - perché, inoltre, se non ci capiamo ancora niente di omeopatia, i prodotti omeopatici vengono venduti e prescritti come i farmaci veri e propri per i quali l'efficacia è così evidente che basta la sola media aritmetica per togliersi ogni dubbio? Forse perché se un omeopatico non funziona si può sempre tirare fuori la
    storiella che l'organismo 'non vibra in risonanza con i cluster di molecole di acqua' e supercazzole simili, mentre se un 'banale' farmaco allopatico non funziona, non funziona punto e basta e viene scartato? Oppure perché tanto, male che vada, un omeopatico non ha effetti collaterali mentre un allopatico, male che vada, ti può anche uccidere?

    Uhmm...meditate...meditate diceva quello della birra.

    Insomma, fermo restando che siamo tutti in attesa della dimostrazione definitiva dell'efficacia dell'omeopatia, sulla quale nessuno mette un veto ideologico, bisognerebbe essere un po' più realisti ed un po' meno possibilisti.

    RispondiElimina
  9. @ivabellini: quali? quelli delle 12X ?????
    su quale pianeta omeopatico esistono le diluizioni X?
    (…)
    trovami un Arnica 6Ch in granuli della Guna che ti do un bacio in fronte (e magari risparmio sulla Unda)


    Ah guarda, queste sono rimostranze che dovresti girare alla Guna se credi che facciano affermazioni poco veritiere, non a me. Pero’ “guardati dal diffamare le ditte farmaceutiche, quelle non scherzano” (cit.).
    Tuttavia queste sono risposte che nulla hanno a che vedere i meccanismi d’azione su cui maldestramente glissi…hai visto mai che non sai di cosa parli e fingi la sindrome dello gnorri ?

    smanio dalla voglio di vedere il post sulle tue statistiche...e sto divorando il Gelsemium per l invidia piu nera

    Dall’ardore delle tue risposte si direbbe che codesto Gelsemimu non funziona neanche un po’…cos’e’ che non funziona qui, l’omeopatia o l’omotossicologia ?

    RispondiElimina
  10. @OcirnE:Ci sarebbe bisogno di accapigliarsi sull'analisi statistica per interpretarne il risultato? Credo proprio di no. Ed il motivo è semplice: essi funzionano in modo assolutamente evidente
    Dipende da ‘quanto’ funzionano, certamente maggiore l’efficacia maggiore l’evidenza.
    Su qualche paziente saranno magari meno o per nulla efficaci, ma sul fatto che sulla specie umana essi siano efficaci tout court, credo non ci siano dubbi
    Non sono sicuro di aver capito il punto, dal momento che la specie umana e’ composta da esseri umani.
    Questa evidenza fa sì che questi farmaci siano largamente commercializzati e comunemente prescritti da TUTTI i medici
    Tolte le eccezioni per cui non vi e’ evidenza tutti gli altri vengono prescritti perche’ si e’ evidenziata l’efficacia attraverso studi sperimentali e per tornare ab ovo, hanno superato lo scoglio delle analisi statistiche.
    Analizziamo ora la situazione per i prodotti omeopatici. Nella migliore delle ipotesi, bisogna andare a sindacare su quale tipo di test statistico è stato scelto
    Qui ti sbagli: anche per cio’ che non e’ omeopatico si fa sempre il c**o alle statistiche, te lo dice uno a cui lo fanno ogni volta che sottomette un articolo ad una rivista e che lo fa a sua volta quando gli capita di fare il referee…fidati, non si fanno sconti a nessuno : - )
    Qualcuno obietterà che l'analisi statistica è fondamentale per la valutazione e non è certo evitabile (e, vi assicuro, con me sfondate una porta aperta su questo punto...)
    ..hai fatto bene a dirlo, perche’ stavo proprio per obiettare quella cosa li’..
    peccato che l'omeopatia non sia nata ieri bensì 200 e passa anni or sono... e stiamo ancora a battibeccare sui "parametri p", sui livelli di confidenza e compagnia bella
    Questo a mio modesto parere succede anche perche’ non esiste una teoria convincente e internamente coerente, che sia in grado di fare previsioni quantitative e che abbia resistito alla prova del tempo (va bene, mi correggo subito, la memoria dell’acqua persiste nonostante nessuno abbia ancora fornito prova della sua esistenza ) e dunque non si puo’ prescindere dalla statistica. E qui mi riaggancio (solo per chiudere il post…) al punto precedente (…nella migliore delle ipotesi): anche nella M.U. (Medicina Ufficiale) la teoria a volte traballa e ne esistono di alternative come pure, indipendentemente dalle teorie, esistono risultati che vanno in direzione opposta a seconda dello studio, ma non si capisce perche’ se una meta-analisi nell’ambito della M.U. mostra che globalmente l’effetto di un farmaco non-omeopatico e’ nullo nessuno grida al complotto.

    RispondiElimina
  11. il numero di utenti che ti segnalano su Facebook non c è più, mentre prima c era, come mai?

    In effetti non appare neanche a me, avranno cambiato lo script, io non ho toccato niente.

    RispondiElimina
  12. @Wewee
    credo che il pulsante share sia stato tolto, forse è per questo che non indica le segnalazioni, infatti qui:

    http://developers.facebook.com/docs/plugins/

    si trova solo il like, quindi mi domando...è possibile che abbiano tolto lo share per far funzionare solo il like??

    scoprilo tu.

    RispondiElimina
  13. Scusate, io ero fermo al commento 50 o giù di lì, non è che qualche eroe si immola e mi fa un riassunto? Lo studio di PB era robba bbona oppure no?

    RispondiElimina
  14. @Giordano: per PB sì, per WeWee e chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le procedure correte di sperimentazione no. Inoltre c'è un altro post su questo blog a riguardo:
    http://medbunker.blogspot.com/2010/06/il-topolino-ubriaco-e-lomeopata.html

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  15. @Max(L)
    Dipende da ‘quanto’ funzionano, certamente maggiore l’efficacia maggiore l’evidenza.

    è proprio quello che volevo dire. Infatti ho preso ad esempio due farmaci di riconosciuta efficacia.

    Non sono sicuro di aver capito il punto, dal momento che la specie umana e’ composta da esseri umani.

    Con 'specie umana tout court' intendevo 'la maggioranza degli esseri umani'.

    Tolte le eccezioni per cui non vi e’ evidenza tutti gli altri vengono prescritti perche’ si e’ evidenziata l’efficacia attraverso studi sperimentali e per tornare ab ovo, hanno superato lo scoglio delle analisi statistiche.

    ed anche

    Qui ti sbagli: anche per cio’ che non e’ omeopatico si fa sempre il c**o alle statistiche, te lo dice uno a cui lo fanno ogni volta che sottomette un articolo ad una rivista e che lo fa a sua volta quando gli capita di fare il referee…fidati, non si fanno sconti a nessuno : - )

    Provo a spiegarmi meglio. Ovviamente non intendo dire che l'analisi statistica non serva o debba applicarsi solo in alcuni casi. Il nocciolo della questione è che quando l'efficacia è così poco evidente che dipende in modo molto sensibile da come viene fatta l'analisi statistica, allora in genere si tratta di un prodotto nuovo che è ad uno stadio ancora iniziale della fase di sviluppo. E questo stride con il fatto che l'omeopatia esiste da 200 anni e che viene largamente utilizzata. Volevo evidenziare, quindi, il contrasto con la situazione di farmaci allopatici per i quali, sicuramente, durante la fase iniziale della loro messa a punto, si saranno avuti risultati ambigui e controversi (dipendenti in modo sensibile dall'analisi statistica) ma poi, nel corso degli anni o dei decenni, grazie alla loro messa a punto, si è arrivati ad una dimostrazione più evidente. Esempio. Prendiamo un antibiotico qualsiasi di comprovata efficacia. Se lo testiamo su 1000 malati, sarà completamente efficace su (tiro ad indovinare) 900 di essi. Se rifaccio l'esperimento 10 volte, troverò che sarà efficace su 890 persone, poi magari su 950, poi su 920 e così via. Questo intendo dire quando dico che quando un prodotto è realmente efficace, basta la media aritmetica. Con i prodotti omeopatici, dopo 200 anni, siamo ancora alla fase iniziale. Ci sarà un motivo....

    ..hai fatto bene a dirlo, perche’ stavo proprio per obiettare quella cosa li’..

    ...ed infatti l'ho detto :-)

    Questo a mio modesto parere succede anche perche’ non esiste una teoria convincente e internamente coerente, che sia in grado di fare previsioni quantitative e che abbia resistito alla prova del tempo [...] e dunque non si puo’ prescindere dalla statistica

    Questo è esattamente quello che intendo quando dico che dopo 200 anni l'omeopatia si trova ancora allo stadio iniziale. E quel che è peggio è che i dubbi non ci sono solo sul 'come funziona' ma soprattutto sul 'se funziona'. E questo, secondo me, è una forte candidatura per lo status di 'stregoneria' piuttosto che per lo status di 'scienza'.

    ma non si capisce perche’ se una meta-analisi nell’ambito della M.U. mostra che globalmente l’effetto di un farmaco non-omeopatico e’ nullo nessuno grida al complotto.

    ed infatti è quello che mi chiedo anch'io. Come ho detto nel mio commento, forse perché i filo-omeopati, non avendo argomenti scientifici a loro sostegno, gli rimane solo la teoria del complotto? :-)

    RispondiElimina
  16. Grazie Giuliano!
    Ricordo bene il precedente articolo e la spiegazione alla serata in Svizzera, per questo mi ha incuriosito la reazione di PB. G-r-a-z-i-e-m-i-l-l-e-!

    RispondiElimina
  17. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  18. riciao,ho provato a commentare prima ma credo ci sia stata una fuga del mio account,dicevo,e' qualche gg che posto su lc poiche' alla sezione commenti liberi si fa (di nuovo)un gran parlare di ESSIAC,gia' quella..quella roba li'.si,la fuffa.ecco,io ricordai loro dell'atteggiamento filocriminale che portano avanti pubblicizzando la fuffaggine in questione,ma..

    ""Re: Commenti liberi
    @maxcady e tutti gli altri attivissimi cicapini rimasti nell'800

    tratto da:

    http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/10/09/tumori-alternative-chemio.html


    Nuove armi contro i tumori, più vicine le alternative alla chemio: in futuro si useranno degli antiacidi

    28 settembre 2010

    Sembra troppo semplice per essere vero, eppure in un futuro non troppo lontano potrebbe diventare la nuova terapia alternativa alla chemioterapia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato sono il nuovo filone cui si stanno dedicando diversi scienziati, perché efficaci, senza effetti collaterali e con costi molti più bassi. A fare il punto della situazione sono stati gli scienziati riunitisi all'Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione del primo simposio dell'International society for proton dynamics in cancer (Ispdc).
    [continua]

    RispondiElimina
  19. [continua]
    Questo nuova terapia si basa su un approccio diverso da quello adoperato finora, perché parte dall'assunto che i tumori sono acidi. "L'acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi da tutto il resto, farmaci compresi - spiega Stefano Fais, presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco dell'Iss - Ma le cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+. Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".
    Usando quindi degli antiacidi, anche generici, come gli inibitori della pompa protonica, generalmente adoperati per le ulcere gastriche si può curare il cancro. "A differenza dei chemioterapici - continua Fais - questi farmaci non hanno effetti collaterali e hanno dei costi molto più bassi. Basti pensare che quelli usati con la target therapy, che provocano tossicità e resistenza nel paziente, costano 50-60mila euro l'anno a malato. Con questa terapia invece il costo annuale sarebbe di circa 600 euro con il generico, e di 1200 con quelli di marca. Ma le industrie farmaceutiche al momento non sono molto interessate a questo tipo di approccio".
    Nonostante ciò, l'Iss è riuscito a far partire i primi due trial clinici del genere in Italia: uno presso l'Istituto dei tumori di Milano per il melanoma su circa 30 pazienti, e l'altro presso l'università di Siena per l'osteosarcoma su 80 pazienti. "I risultati sono molto incoraggianti - prosegue Fais - perché questi farmaci, associati ai chemioterapici, hanno migliorato la risposta del paziente alla terapia, anche nei casi in cui non funzionava più, o di metastasi o recidive. Ma i dati devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti e serve il supporto delle case farmaceutiche".
    [continua]

    RispondiElimina
  20. [continua{e per fortuna finisce qui}]
    Lo stesso tipo di approccio è stato utilizzato anche presso la Fudan University di Shangai per il cancro al seno, mentre al Cancer Center di Tampa in Florida si sta sperimentando l'impiego del bicarbonato assunto per bocca. A Tokyo invece l'università di Edobashi sta studiando sui sarcomi una vecchia molecola, l'arancio di acridina, che si concentra negli organuli acidi della cellula e dopo uno stimolo luminoso ai raggi X si trasforma in un composto altamente tossico per le cellule tumorali. "Ma la vera svolta - conclude Fais - sarà se avremo l'approvazione per uno studio clinico in cui useremo solo con gli inibitori della pompa protonica, senza chemioterapici. Così dimostreremo la loro efficacia e la possibilità di usarli come alternativa alla chemioterapia".

    Anche Giordano Bruno e Galileo Galilei ai loro tempi furono considerati peggio che fuorilegge.

    Vi fa male passare tutto il tempo fra di voi, attivissimi cicapini, a darvi le pacche sulle spalle, con una buona birra in una mano e il rapporto del NIST nell'altra. Vi siete chiusi fuori dal mondo.

    quando la piantano di far pubblicita' a questa spazzatura?

    RispondiElimina
  21. non mi sono trattenuto,dopo questo

    ""Ci sono anche questi:

    http://www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=1093&lang=1&tipo=6

    In particolare: "Anche il bicarbonato assunto per bocca potrà rientrare fra le nuove terapie anti-tumorali, utilizzato in Florida dal professor Robert Gatenby del Dipartimento di oncologia integrata al Cancer Center di Tampa."

    http://www.pharmastar.it/index.html?cat=18&id=4304

    "Come mai non averci pensato prima? La considerazione è spontanea alla luce del fatto che la natura acida delle cellule tumorali è nota dagli anni 20 del secolo scorso. Eppure solo ora si sta iniziando a valutare l'efficacia antitumorale degli inibitori di pompa e persino del bicarbonato."

    [...]

    "Lo stesso di approccio è stato utilizzato anche presso la Fudan University di Shangai per il cancro al seno, mentre al Cancer Center di Tampa in Florida si sta sperimentando l'impiego del bicarbonato assunto per bocca. A Tokyo invece l'università di Edobashi sta studiando sui sarcomi una vecchia molecola, l'arancio di acridina."

    O qui:

    http://www.healinghut.net/files/bicarbonate-increases-tumor-ph-and-inhibits-metastases.pdf

    Ma tanto... Simoncini è un coglione, no? ""

    no,(come in parte ho risposto a questo"utonto")simoncini e' un condannato per omicidio e per truffa.i coglioni sono quelli che gli fanno pubblicita'.sulla pelle degli altri,ovviamente.passatemi il cinismo ma vorrei proprio vederli alle prese con qualcosa che li consuma,coi clisteri al caffe' e il bicarbonato che provano a tamponarsi il sangue dalla bocca.ma per favore.che schifo.

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  22. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  23. per chi volesse sapere esattamente di cosa si occupa la biofisica, visto che è citata a sproposito decine di volte, potrebbe dare un'occhiata a questo link del prof. Volpe di Tor Vergata

    http://art.torvergata.it/handle/2108/307

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  24. Mistral: ah, ecco, mi sembrava strano che non ci fosse ancora la solita "citazione della fisica quantistica con il principio di indeterminazione di Heisenberg", che di solito viene tirata fuori dall'alternativo di turno dopo tre o quattro giri di botta e risposta. Ora, ti domando. Tu sai, vero, cosa c'è scritto veramente in quella pagina ? Sei in grado di capirne tecnicamente anche solo un terzo ? Perchè so che è di moda far finta di capirlo, e citarlo per farsi scudo di "paroloni degli scienziati della scienza ufficiale" che spesso non si sono minimamente capiti; ma ti assicuro che quanto scritto è un classico insieme di concetti in libertà, che suonano sicuramente roboanti e impressionanti per chi NON sa cosa significhino realmente. No, quello che ti chiedevo è un'altra cosa: pubblicazioni scientifiche precise (non insiemi di riflessioni più o meno casuali) che sostanzino il fatto che nell'acqua permangono "vibrazioni energetiche" quantificabili e definibili, precisamente riconducibili ad una specifica molecola che non è più presente, e che produce effetti funzionali definiti su macchine molecolari quali sono i recettori. In assenza di questo, si conferma che non esiste alcuna base di realtà scientifica a quanto da te filosofeggiato. E citare a caso concetti fisici che non capisci sperando di impressionare, non aiuta. Come diceva un grande uomo che purtroppo non c'è più: "un sacco di alternativi si riempiono la bocca di paroloni di fisica quantistica, ma chiedigli semplicemente di mostrarti che cosa è una matrice di Dirac, e fuggirano alla velocità della luce".

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  25. Ah, Mistral, quel sito che citi a proposito dell'elettrodinamica quantistica, tra le sue fonti scientifiche usa anche un tal dr. Ryke Geerd Hamer. Non so se ne hai mai sentito parlare.

    http://www.biophysics-research.com/Ricerca/emozioni_ricerca_medicina.aspx

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  26. @ Mistral:

    ho cancellato il tuo intervento. Qui non è permesso insultare gli altri utenti ed è gradita l'educazione.

    @ max cady:

    chi vuol capire capisca, se sono davvero convinti di poter guarire dal cancro con il bicarbonato facciano pure, è in vendita a pochi euro dovunque. Nessuno di noi è investito dalla missione di salvare il mondo, le informazioni su Simoncini e soci sono disponibili pubblicamente e mi sembrano abbastanza chiare e complete per delineare il profilo di questo personaggio e chi, nonostante tutto, non le crede sufficienti si faccia pure di bicarbonato, Essiac e pozioni varie.

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  27. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  28. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  29. @Mistral: Meno male che esistono cinesi, indiani , russi, popoli che hanno una storia di medicina etnica di secoli, sciamani, indios , uomini di genio e genialità come Darwin,Lamark,Hammer,Einstein,Bonifacio,Galileo Galilei, Simoncini,Pasteur Gerson,Koch, Cassie, Spallanzani,ecc. che sfidando il pensiero scientifico oscurantista dei loro tempi(alla Med Bunker per intenderci) hanno fatto e faranno fare dei passi avanti enormi alla scienza e alla conoscenza

    Alcune di quelle persone hanno portato PROVE di quello che dicevano e la scienza non è mai stato contro nessuno di loro, altre hanno inventato teorie sulla base di aria fritta ed è normale che la gente, la scienza, rida di loro. Galilei e Darwin erano malvisti dalla chiesa non dalla scienza, Lamark ha scritto la storia dell'evoluzione ma ha sbagliato le interpretazioni (tanto che ora come ora le sue teorie sono seguite da un numero vicino a 0 di persone, in ambito scientifico), Pasteur, Koch, Spallanzani sono stati scienziati seri e rispettati, hanno portato prove di quello che dicevano e LA SCIENZA ha dato loro ragione. Simoncini, Hamer, Bonifacio e altri imbonitori continuano a dire "ho ragione perché sì". In questo modo non si fa scienza, si fa ridere, e tu che ti senti offeso come scienziato dalle nostre parole offendi me come scienziato (e ci metto nome e cognome, sono un biologo) accomunando simoncini e hamer a SPALLANZANI, KOCH e PASTEUR! Vergognati e ritirati in una caverna, vatti a nascondere il più lontano possibile da internet, dopo queste cose è l'unica cosa sensata che puoi fare.

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  30. @max(L): post del 29 Luglio 2011 18:29
    @WeWee: post del 29 Luglio 2011 19:48

    Queste mi sembrano argomentazioni già più scientifiche e convincenti.
    Grazie.

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  31. Il mondo è bello perché è vario, mentre in una corsia di ospedale magari un bambino piccolo viene salvato grazie ad un trapianto, frutto di decenni di progresso scientifico portato avanti dai grandi pionieri della medicina, qui su questo blog c'è chi accosta il nome di Simoncini a Pasteur e considera Hamer un genio. Se la scienza dovesse prendere questa piega, poveri noi.

    RispondiElimina
  32. Dr. Giuliano Parpaglioni "Lamark ha scritto la storia dell'evoluzione ma ha sbagliato le interpretazioni (tanto che ora come ora le sue teorie sono seguite da un numero vicino a 0 di persone, in ambito scientifico".
    Lamark di recente è stato rivalutato dalla comunità scientifica è il teorico della ereditarietà acquisita. Conosci per caso come avviene la resistenza agli antibiotici da parte dei batteri? visto che sei un biologo di grido.
    Non ho insultato Te e gradirei non essere insultato. Grazie
    "la scienza, rida di loro"
    quale scienza?
    l’avvento del microscopio e l’impossibilità di spiegare come quegli “animalcula “potessero formarsi diede una grossa ripresa alla teoria della gen.spont.
    La scoperta che i brodi riscaldati e poi sigillati (facendo sciogliere il vetro) non portavano alla formazione di nessuna forma di vita da parte di Spallanzani, suggerì nuovamente che la teoria della gen.spont. non potesse funzionare. I suoi esperimenti furono immediatamente criticati perché lui faceva mancare l’aria, indispensabile alla vita. Bisognerà aspettare il 1859 quando L.Pasteur decise di farla finita definitivamente con la teoria della gen.spont.
    "Snow anticipava di 32 anni la "scoperta" del batterio agente del colera (Vibrio cholerae) e di un decennio la dimostrazione, avvenuta ad opera di Pasteur, che organismi viventi microscopici sono causa di epidemie. Inoltre, la teoria di Snow contrastava con quella corrente all'epoca, secondo la quale le malattie venivano trasmesse dall'inalazione di esalazioni (miasmi). Ecco perché le ipotesi di Snow vennero accolte freddamente dal mondo scientifico e caddero nel vuoto, alla stregua della miriade di idee disparate, e per lo più prive di fondamento scientifico, che a quel tempo si propagavano in occasione di ogni epidemia di colera."

    "Per cui quando parli di uno scienziato Simoncini, Hamer, Bonifacio e altri" che definisci" imbonitori" che " continuano a dire "ho ragione perché sì". In questo modo non si fa scienza, si fa ridere, e tu che ti senti offeso come scienziato dalle nostre parole offendi me come scienziato ""accomunando simoncini e hamer a SPALLANZANI, KOCH e PASTEUR! Vergognati e ritirati in una caverna, vatti a nascondere il più lontano possibile da internet, dopo queste cose è l'unica cosa sensata che puoi fare."
    Abbi l'umiltà di pensare che non tutto nel mondo della scienza oggi è stato scoperto; probabilmente tra 50 anni le generazioni future rideranno di noi e delle nostre medicine antiquate che sono fonte di guadagno e che sostituiscono con la chimica processi fisiologici dell'organismo alterando l'omeostasi.
    Detto questo, seccome ho capito che scrivere in questo blog e solo sprecare la mia "energia positiva" mi rintano altrove. Grazie dell'ospitalità .

    RispondiElimina
  33. @Mistral: grazie per il "di grido", ma sinceramente se si evita di urlare sto meglio. A parte le battute

    Conosci per caso come avviene la resistenza agli antibiotici da parte dei batteri? visto che sei un biologo di grido.

    Le teorie di Lamark sono state rivalutate ma NON per l'evoluzione, che era il suo scopo principale: per questo nessuno dà retta a Lamark. Sì, so perfettamente come avviene la resistenza agli antibiotici, vuoi uno schemino? C'entra poco con le teorie evoluzionistiche di Lamark.

    quale scienza?
    l’avvento del microscopio e l’impossibilità di spiegare come quegli “animalcula “potessero formarsi diede una grossa ripresa alla teoria della gen.spont.
    La scoperta che i brodi riscaldati e poi sigillati (facendo sciogliere il vetro) non portavano alla formazione di nessuna forma di vita da parte di Spallanzani, suggerì nuovamente che la teoria della gen.spont. non potesse funzionare. I suoi esperimenti furono immediatamente criticati perché lui faceva mancare l’aria, indispensabile alla vita. Bisognerà aspettare il 1859 quando L.Pasteur decise di farla finita definitivamente con la teoria della gen.spont. [...]


    Evidentemente non hai idea di cosa sia il pensiero scientifico. Ripeto: ritirati in una grotta, fai più bella figura. Criticare il lavoro di uno scienziato E' UN DOVERE per la comunità scientifica, solo se le nuove regole sopravvivono alle critiche allora cambiano le conoscenze di tutti. Quello che è successo è che qualcuno ha portato LE PROVE di quello che si diceva, ed ecco che la comunità scientifica ha dovuto accettarle. DOVE SONO LE PROVE IN HAMER? DOVE SONO LE PROVE IN SIMONCINI?

    Abbi l'umiltà di pensare che non tutto nel mondo della scienza oggi è stato scoperto;

    E mille altre cose ancora devono essere scoperte, mille meccanismi da svelare e mille proteine da incastrare nella fisiologia cellulare ma tutto questo si fa CON LE PROVE, non con le chiacchiere da saltimbanco come fanno quei pagliacci. Per favore, torna nel mondo alternativo da cui sei venuto, nel mondo reale non servi.

    RispondiElimina
  34. @ Mistral

    Abbi l'umiltà di pensare che non tutto nel mondo della scienza oggi è stato scoperto;

    Pensa, un giorno anche tu scoprirai che tutto quello in cui credi non è altro che una marea di stupidaggini. Spero solo che tu lo scopra senza conseguenze, perché omeopatia e linee energetiche vanno bene quando si ha il raffreddore o un cerchio alla testa, ma i problemi seri si risolvono con la medicina seria.

    RispondiElimina
  35. Abbi l'umiltà di pensare che non tutto nel mondo della scienza oggi è stato scoperto

    Vero, però smascherare un ciarlatano non è difficilissimo.

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  36. Della serie "affondiamoci da soli"...

    @Mistral: le ipotesi di Snow vennero accolte freddamente dal mondo scientifico
    John Snow riuscì a convincere le autorità a chiudere la pompa di Broad Street.

    @Mistral: Ecco perché le ipotesi di Snow vennero [...] caddero nel vuoto, alla stregua della miriade di idee disparate, e per lo più prive di fondamento scientifico
    La differenza sta nel metodo utilizzato. John Snow ha dimostrato la sua teoria utilizzando una rigorosa analisi statistica ed epidemiologica. Il fondamento scientifico c'era.

    @Mistral: Abbi l'umiltà di pensare che non tutto nel mondo della scienza oggi è stato scoperto
    John Snow ha ipotizzato l'esistenza di un qualcosa non ancora scoperto (V.cholerae) basandosi su una rigorosa analisi statistica. Le evidenze [brutta traduzione di "evidences", N.d.R.] lo hanno indotto ad ipotizzare l'esistenza di un qualcosa nell'acqua in grado di causare il colera. L'esistenza di questo "qualcosa", non ancora dimostrata, permetteva di spiegare i dati raccolti.

    La stessa cosa dovrebbe avvenire con l'omeopatia e tutte le pratiche alternative. Bisogna innanzitutto dimostrare che "funzionano". Per scoprire il "come" c'è sempre tempo.

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  37. @Mistral:sono stato offeso nella dignità di scienziato

    Permettimi di dubitare, non sul fatto che tu ti senta scienziato, ma sul fatto che tu lo sia. Vai avanti a leggere e capirai perche’ lo dico in due soli punti.

    Bisogna avere esperienza delle cose per parlarne e ti posso dire che conosco moltissime persone, per esperienza diretta

    Ma anche no. Voglio dire…non e’ necessaria l’esperienza diretta, a volte basta Pubmed. Certo bisogna avere gli strumenti per capire quello che si sta leggendo. Se hai dedicato la tua vita a studi alternativi, poniamo ad es. lo studio delle lingue antiche, difficilmente avrai gli strumenti per capire la fisica quantistica citata prima o poi a pappagallo un po’ da tutti gli alternativi (punto No.1)

    La scoperta che i brodi riscaldati e poi sigillati (facendo sciogliere il vetro) non portavano alla formazione di nessuna forma di vita da parte di Spallanzani, suggerì nuovamente che la teoria della..

    La scoperta che quello che si ha di fronte e’ un fuffaro e non uno scienziato a volte passa per il sospetto del copincolla talebano, quello cioe’ in cui si copiano (per non rischiare di farsi scoprire) persino le virgole, le parentesi e le abbr., (e.g. gen. spont.) (Punto No.2)

    Cfr., parola per parola…(neanche l’astuzia di non copincollare dal primo link in testa a google..)

    http://www.pacifici-net.it/biologia/microbiologia/Storia%20della%20microbiologia.htm

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  38. @Mistral:
    probabilmente tra 50 anni le generazioni future rideranno di noi e delle nostre medicine antiquate che sono fonte di guadagno e che sostituiscono con la chimica processi fisiologici dell'organismo alterando l'omeostasi

    In effetti noi gia’ si ride di quelle medicine [1] che spopolano oggi tra gli alternativi [2] come gia’ accadeva durante il medioevo…
    [1] clicca qui per un'antica medicina
    [2] clicca qui per un moderno alternativo

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  39. 1)Scusa Fuffaro non ho mai detto di non averlo copiato "La scoperta che quello che si ha di fronte e’ un fuffaro e non uno scienziato a volte passa per il sospetto del copincolla talebano, quello cioe’ in cui si copiano"
    2)"Bisogna avere esperienza delle cose per parlarne e ti posso dire che conosco moltissime persone, per esperienza diretta. Ti sbagli perché solo con l'esperienza si ha conoscenza e forse questo lo ignori
    2)"Ma anche no. Voglio dire…non e’ necessaria l’esperienza diretta, a volte basta Pubmed. Certo bisogna avere gli strumenti per capire quello che si sta leggendo".
    3) Caro Fuffaro, su PubMed ci sono anche studi su farmaci di medicina complementare, quindi non bisogna leggere solo a senso unico.
    Tra le altre cose, molti studi sono sponsorizzati (pagano chi li fà se sei tanto sprovveduto da non saperlo perché gli studi documentino l'efficacia di un prodotto) dalle stesse aziende produttrici dei farmaci, pilotando, frequentemente (di certo lo sai bene) le conclusioni.
    4) Se non lo sai, vedi il Plasil al di sotto dei 16 anni , oppure il Roaccutan o il Vioxx tutti hanno , pardon , avevano studi di efficacia e maneggevolezza ( a parte i soliti, banali, effetti collaterali)
    5) Vorrei non essere insultato, grazie; non ho intenzione di postare per cui, cortesemente non siamo in un dibattito televisivo dove vince chi grida di più ma in un luogo dove il rispetto e la cortesia dovrebbero essere mantenute dal padrone d casa. grazie

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  40. @Mistral: ehm...
    Detto questo, seccome ho capito che scrivere in questo blog e solo sprecare la mia "energia positiva" mi rintano altrove. Grazie dell'ospitalità .

    e

    non ho intenzione di postare

    punto numero 28 del Credo del Fuffaro

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  41. Gli altri 27 , visto che in quanto colleghi dovresti conoscerli molto bene?
    Grazie

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  42. @Mistral: sarebbero "gli altri 60", visto che in totale sono 61. Ma li apri i link? In ogni caso... colleghi? Sei biologo? Non credo ti riferisca a "fuffaro", perché qualunque cosa io ti abbia detto è assolutamente comprovata e provabile. Io invece ti ho chiesto dove sono le prove per hamer e simoncini e tu... glissi. Cerca su pubmed, vediamo se trovi qualcosa di interessante e ne discutiamo insieme. Ovviamente, se avrò delle critiche dovrai rispondere ad esse, non riparati dietro giri di parole. Allo stesso modo mi impegno a portare le prove delle mie affermazioni, se me lo chiedi (prima dimmi a che affermazioni ti riferisci, però...). Ci stai? Chiarisco: voglio prove di efficacia delle terapie di hamer e simoncini, che sono dei geni incompresi e ai quali un giorno verrà loro riconosciuto il tributo che meritano.

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  43. @ Mistral

    Tra le altre cose, molti studi sono sponsorizzati (pagano chi li fà se sei tanto sprovveduto da non saperlo perché gli studi documentino l'efficacia di un prodotto)

    Ti comunico che questo metodo negli studi alternativi non è un eccezione, ma una regola.

    Caro Fuffaro, su PubMed ci sono anche studi su farmaci di medicina complementare, quindi non bisogna leggere solo a senso unico.

    Certamente, su Pubmed ci sono qualunque studio possibie e immaginabile. Il fatto però che uno studio esista, non significa affatto che abbia dato i risultati che ti aspetti tu.

    Vorrei non essere insultato, grazie; non ho intenzione di postare per cui, cortesemente non siamo in un dibattito televisivo dove vince chi grida di più ma in un luogo dove il rispetto e la cortesia dovrebbero essere mantenute dal padrone d casa. grazie

    Il rispetto e la cortesia si debbono d'obbligo a chi ricambia con la stessa moneta, almeno questo è quello che penso io, ma frequento questo blog abbastanza per sapere che anche l'autore la pensa così.

    Se non lo sai, vedi il Plasil al di sotto dei 16 anni , oppure il Roaccutan o il Vioxx tutti hanno , pardon , avevano studi di efficacia e maneggevolezza ( a parte i soliti, banali, effetti collaterali)

    Ci risiamo, attaccando la medicina non dimostri assolutamente nulla. La medicina dimostra di salvare vite vere, non nella fantasia. E' una peculiarità che le medicine alternative a complementari come ti piace definirle non hanno proprio.

    probabilmente tra 50 anni le generazioni future rideranno di noi e delle nostre medicine antiquate che sono fonte di guadagno e che sostituiscono con la chimica processi fisiologici dell'organismo alterando l'omeostasi

    Ma anche no, nessuno si sogna di ridere della scoperta della penicillina e del vaccino contro il vaiolo, anche se oggi sono superati. Secondo te nel futuro ci cureremo con discorsi filosofici sulla meccanica quantistica? Non credo proprio. Ma non è per partito preso, te l'ho già spiegato, gli alternativi rimangono ancorati nelle loro assurde posizioni senza senso che si basano su postulati che non esistono: ciò che non funzionava 100, 200, 300, 400 anni fa o migliaia di anni fa non funziona neanche oggi. La medicina "chimica" funziona e ogni giorno salva vite umane, gli alternativi si riempiono la bocca di paroloni senza senso prendendo in giro il prossimo e vendendo su internet corsi inutili per boccaloni dai costi assurdi, conclusi i quali chi ha abboccato si sente un guaritore in piena regola di qualunque malattia esistente.

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  44. È VERO, SIAMO TUTTI FUFFARI .
    MAX:"Ti comunico che questo metodo negli studi alternativi non è un eccezione, ma una regola".
    Spari una idiozia perché nella medicina complementare non ci sono abbastanza soldi.
    "Certamente, su Pubmed ci sono qualunque studio possibie e immaginabile. Il fatto però che uno studio esista, non significa affatto che abbia dato i risultati che ti aspetti tu."
    "Secondo te nel futuro ci cureremo con discorsi filosofici sulla meccanica quantistica? Non credo proprio. Ma non è per partito preso, te l'ho già spiegato, gli alternativi rimangono ancorati nelle loro assurde posizioni senza senso che si basano su postulati che non esistono: ciò che non funzionava 100, 200, 300, 400 anni fa o migliaia di anni fa non funziona neanche oggi. La medicina "chimica" funziona e ogni giorno salva vite umane, gli alternativi si riempiono la bocca di paroloni senza senso prendendo in giro il prossimo e vendendo su internet corsi inutili per boccaloni dai costi assurdi, conclusi i quali chi ha abboccato si sente un guaritore in piena regola di qualunque malattia esistente"
    Vedi parli sempre e solo a senso unico.
    se ci sono studi di farmaci allopatici funzionano, se gli stessi studi parlano di farmaci complementari sono solo bufale"
    anche questa è una tua rispettabilissima opinione, non la mia
    "E' una peculiarità che le medicine alternative a complementari come ti piace definirle non hanno proprio."
    Questa è una tua opinione che rispetto ma non condivido

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  45. Spari una idiozia perché nella medicina complementare non ci sono abbastanza soldi.

    Uahahahaha, scusa, ma questa è veramente bella

    se ci sono studi di farmaci allopatici funzionano, se gli stessi studi parlano di farmaci complementari sono solo bufale

    No, non hai capito come funziona il metodo scientifico. Uno studio deve portare a risultati chiari, visibili e certi, qualunque sia il metodo di cura che si sta utilizzando. Non basta dire "funziona", e via, fosse così avremmo farmaci omeopatici a go-go. serve che questi risultati siano REALI. Ancora non ti è chiaro il concetto che molti studi su farmaci veri (inutile chiamarli "allopatici" con intenti denigratori, fino a prova contraria sono farmaci e basta. Quelli alternativi hanno bisogno di appellativi per essere identificati, un farmaco è un farmaco e stop) danno esiti negativi dopo la sperimentazione animale o lo studio pilota. Invece cosa pretendono gli alternativi? Che uno studio di fatto inconcludente, che mostra dei risultati la cui interpretazione arbitraria risulta interessante e anzi la prova certa che l'omeopatia funziona? Non ci siamo, questo non è metodo scientifico.

    Questa è una tua opinione che rispetto ma non condivido

    Mi spiace disilluderti, ma non è una mia opinione, sono fatti. I tuoi geni non hanno curato nessuno. Mai.

    RispondiElimina
  46. Spari una idiozia perché nella medicina complementare non ci sono abbastanza soldi.

    LOL!

    http://www.impresaitalia.info/IK01799891/laboratoires-boiron-srl/san-giorgio-di-piano.aspx

    Classe di fatturato: 25 - 50 (Ml. euro)

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  47. Se gentilmente smettiamo (tutti) di insultare e torniamo in tema non sarebbe male. Grazie.

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  48. Secondo Voi questo articolo ha buone basi scientifiche?
    È una dimostrazione che il metodo di preparazione omeopatica funziona.
    Potreste , in merito a questo articolo, dimostrare il contrario??
    Grazie
    http://www.mednat.biz/cure_natur/Pulmonary_pharmacology_teraputics.pdf

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  49. In questo dibattito non mi piace la posizione che non accetta di modificare il proprio giudizio neppure davanti alle evidenze e cerca di piegare le evidenze pur di trattenere il proprio giudizio. Come si fa a ripetere ossessivamente che "non ci sono prove"?. Il mio è tra i più documentati e inattaccabili tra i lavori e molti si ostinano a non accettarlo arrampicandosi sugli specchi ripetendo ossessivamente le stesse critiche persino dimenticando quello che ho già abbondantemente spiegato. Ad esempio il caso della mancanza di dose-risposta, o persino il fatto che io avrei smentito l'omeopatia, ma siamo matti????? Ho già risposto, ora non posso che prendere atto che si ripete la prima affermazione senza tener conto della mia risposta, un dialogo tra sordi, anzi ciechi. Io ci lavoro da anni e ho visto chiaramente che anche le prove cliniche ci sono, eccome. Basta saperle vedere, basta studiare umilmente e pazientemente i lavori che ci sono in Pubmed, non credere né alle affermazioni trionfalistiche né alla ultima sparata dimostratamente in malafede di Lancet. Certo non basterebbe una vita per convincere gli scettici per definizione, quelli che vogliono sempre una prova in più e trovano sempre un difetto nelle prove fornite. Mi spiace dirlo ma osservo tali accenti di ossessiva ripetibilità tipo (WeeWe): "Non esiste nemmeno nessuno studio scientifico che dimostri l'efficacia dell'omeopatia superiore al placebo, analizza le congiunzioni o gli articoli ma la scienza dice questo, chiedi in giro se vuoi." Che non ci siano studi scientifici è semplicemente falso (ce ne sono più di cento). Il problema è che non sono convincenti per tutti, c'è sempre qualcuno che dice che le prove non sono sufficienti. Ma questo, cari miei tutti, è un giudizio SOGGETTIVO, non scientifico. Si abbia la onestà intellettuale di ammettere il ruolo della soggettività nel giudizio su cosa è sufficiente e cosa è insufficiente, come anche i più moderni cultori della e.b.m. stanno anche capendo. Attenzione, questo vale anche per chi fa le critiche alla statistica, la quale si può tirare “per la giacchetta” in tutti i modi (sia a favore che contro), e alla fine tutti dicono la loro, ma ciò che conta è il giudizio (soggettivo) dei referees. Chi ama tanto fregiarsi di credere solo alla scienza, sa benissimo che la medicina non è una scienza e nella sua pratica quotidiana non applica la scienza in più del 20-30% dei casi. Questa specie di ossessione antiomeopatica che sfiora la denigrazione dei colleghi (“stregoneria…”) a lungo andare stanca chi sperava in un dialogo e non se ne viene fuori. Esempio di altra affermazione di WeeWe: "Se poi l'omeopatia (a questo punto parliamo di questa) possiede dei meccanismi sconosciuti e misteriosi, come funziona per l'ansia dovrebbe funzionare per l'infarto, l'ictus, i tumori, le fratture, le infezioni, perchè in questi casi l'omeopata serio non usa la sua pratica dimostrata scientificamente?" Ma siamo matti??? Che cavolo di ragionamento è quello di passare dal meccanismo (eventualmente sconosciuto) al funzionamento in varie patologie? Capisco che spinto dal fervore antiomeopatico uno possa facilmente intingere la penna nell'inchiostro avvelenato, ma si chiede un minimo di coerenza, di rispetto della logica. Se il meccanismo è sconosciuto (prima affermazione) siccome funziona nell'ansia così dovrebbe funzionare nell'infarto (seconda affermazione)?. Ma che logica c'è nel ragionamanto,? Non sta in piedi neppure se portato per assurdo. E poi, è talmente ovvio che un tipo di medicina può funzionare in un tipo di patologie e non in altro tipo che non ha senso nemmeno discuterne. Se la chirurgia funziona nell'appendicite, perché non la proviamo anche nella pazzia? (in realtà nel Cinquecento qualcuno ci aveva provato...). Comunque siccome WeeWe è promotore della lista, padrone lui. Confido che le persone con mente più critica in questa lista non si facciano conquistare dalle ripetizioni ossessive degli slogan. Cordiali saluti

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  50. Sempre sul lavoro del Gelsemium trovo un altro riferimento critico: "Qui un altro commento allo studio (questo pubblicato) che critica l'analisti statistica, i numerosi bias del lavoro ed offre altri spunti interessanti su ciò di cui stiamo discutendo." WeeWe avendo trovato una sorta di supporto fa di nuovo riferimento (anche in calce al primo testo) a un “commentario” sul nostro lavoro, che a questo punto merita una risposta.
    Tale scritto (poco più di una lettera) è stato inviata a una rivista (invero di basso livello) da S. Chirumbolo, un tecnico laureato dell’università di Verona che aveva collaborato con il nostro gruppo, il 28 febbraio e pubblicata il 16 maggio. Noi siamo in disaccordo con le opinioni ivi espresse, a cominciare dal titolo che implica “related biases”, che non sono affatto dimostrati dall’autore. Nella prima parte si sofferma a lungo sulla tossicità del Gelsemium e di uno dei suoi principi attivi, la gelsemina, con molte citazioni della letteratura e senza nuove evidenze sperimentali. Che la gelsemina sia tossica è ben noto da tempo, ma ciò non ha nulla a che fare con il nostro lavoro, in cui usiamo dosi inferiori di molti ordini di grandezza alla minima dose tossica. L’autore della critica sostiene che “no pharmacological studies evaluated anti-anxiety activity of Gelsemium prior to the recently reported evidence of Dutt et al. (2010).” Di fatto due nostri lavori sull’argomento sono stati pubblicati nel 2009, lavori che l’autore conosceva avendo lavorato col nostro gruppo – su progetti diversi ma sempre correlati all’omeopatia - fino al 22 gennaio 2011, quando è stato allontanato per decisione del direttore del Dipartimento a seguito di motivi di conflitto con il gruppo stesso.
    Il “commentario” riporta che il nostro lavoro ha mostrato effetti ansiolitici con due test Open Field (OF) and Light-dark (LD), ma poi fa notare che “effects in the elevated plus-maze, an assay considered to be important in behavioural assessment of potential anxiolytic compounds, have not been assessed.” L’autore del “commentario” al nostro lavoro (che non ha mai pubblicato nella ricerca su animali, né – tanto meno – in psicofarmacologia) dimentica che esistono dozzine di test comportamentali su animali e che vengono normalmente usati quelli che i ricercatori ritengono più adatti. Quanto sia semplicistica la critica è evidente anche dall’affermazione: “Actually, the physical integration of different current tests in one single apparatus, should contribute to increased reliability, rapidity, and comprehensiveness in behavioral testing.” In realtà, ciascun ricercatore in questo campo sa che mai nessuno si è sognato di “integrare fisicamente” in un unico apparato OF, LD e l’elevated plus-maze.
    Il colmo si raggiunge quando il commentario ventila l’esistenza di biases: “criticism may be raised about biases in their experimental context”, senza portare un singolo argomento. Viene lungamente trattato il caso del placebo, ma tale caso non si applica nel modo più assoluto al nostro lavoro, in cui gli effetti del Gelsemium s. sono stati sempre calcolati in riferimento ad un placebo (0,3% etanolo in acqua). Infine, l’autore implica che potrebbe esserci un bias nelle statistiche, sollevando un argomento bizzarro: “According to some Authors, the statistical power of behavioural studies to detect relationships is quite low”. Tale opinione è molto discutibile, certamente non rappresenta la opinione degli esperti del settore. Non ha senso sostenere che la potenza è bassa, visto che nel nostro lavoro la potenza è stata calcolata e si è utilizzato il numero i animali adeguato alla variabilità statistica calcolata e la ANOVA globale è risultata altamente significativa. In conclusione, tale lettera parla di “biases” inesistenti mentre si dovrebbe meditare sui “biases” ovvero le motivazioni per cui la lettera stessa è stata scritta. Una risposta maggiormente dettagliata e con bibliografia si trova in www.paolobellavite.it/files/238_11rispostacommentariogelsemium.pdf

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  51. @PB:questo vale anche per chi fa le critiche alla statistica, la quale si può tirare “per la giacchetta” in tutti i modi (sia a favore che contro), e alla fine tutti dicono la loro, ma ciò che conta è il giudizio (soggettivo) dei referees

    Se riducessimo tutto ad un “tutti possono dire la loro” perche’ quello che conta non e’ l’oggetttivita’ ma sono le opinioni allora non avremmo bisogno di nessuna statistica ma solo di referees con la nostra stessa opinione.

    Il mio è tra i più documentati e inattaccabili tra i lavori e molti si ostinano a non accettarlo arrampicandosi sugli specchi ripetendo ossessivamente le stesse critiche persino dimenticando quello che ho già abbondantemente spiegato. Ad esempio il caso della mancanza di dose-risposta, o persino il fatto che io avrei smentito l'omeopatia, ma siamo matti????? Ho già risposto

    Pero’ non ha risposto alle mie osservazioni (non che debba sentirsi obbligato, s’intende). Ad esempio qual’era l’ipotesi nulla, ovviamente espressa in termini quantitativi, impostata per il calcolo della dimensione campionaria.

    (…) quando è stato allontanato per decisione del direttore del Dipartimento a seguito di motivi di conflitto con il gruppo stesso

    Conflitti personali che non sono di nessun interesse per l’argomento in questione e che non servono ne’ a corroborare i risultati del suo articolo ne’ a dimostrare la fallacia delle critiche del vostro ex-collboratore.

    Il colmo si raggiunge quando il commentario ventila l’esistenza di biases (…)senza portare un singolo argomento

    Come spiega dunque l’esistenza di differenze statisticamente significative tra esperimenti (da 1 a 6 , p < 0.001) in tutte le Tabelle da 1 a 5 ? Vorrei sottolineare come tali differenze facciano sospettare con ragionevole certezza (*)(e comunque non escludono) l’esistenza dei suddetti fenomeni di distorsione (bias).

    (*) diciamo che pensiamo, in base ai risultati dei test statistici, che la probabilita’ che gli esperimenti abbiano fornito risultati diversi per puro effetto del caso e non per errori di tipo sistematico e’ (p < 0.001) non superiore allo 0.1%

    Infine, l’autore implica che potrebbe esserci un bias nelle statistiche, sollevando un argomento bizzarro: “According to some Authors, the statistical power of behavioural studies to detect relationships is quite low”. Tale opinione è molto discutibile, certamente non rappresenta la opinione degli esperti del settore.

    Ma questa e’ l’opinione dei referees di quella rivista

    Non ha senso sostenere che la potenza è bassa, visto che nel nostro lavoro la potenza è stata calcolata e si è utilizzato il numero i animali adeguato alla variabilità statistica calcolata e la ANOVA globale è risultata altamente significativa

    No, non e’ cosi’. Nel suo studio la potenza non e’ stata calcolata, e’ stata imposta come parametro necessario al calcolo del numero di animali, ma l’appropriatezza del risultato (il numero di animali) dipende dalla quantificazione dell’ipotesi nulla. E questa quantificazione, checche' ne abbiano detto i referees, nel suo articolo non c’e’.

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  52. @ Mistral

    Secondo Voi questo articolo ha buone basi scientifiche?
    È una dimostrazione che il metodo di preparazione omeopatica funziona.


    Scusami Mistral, ma mi devo essere perso qualcosa. In che cosa questo studio dimostra la validità dell'omeopatia? Qui si parla di somministrazione di basse dosi Low dose oral administration of cytokines for treatment of allergic asthma, mi spieghi che cosa ha a che fare con l'omeopatia? Nello studio non se ne fa neppure cenno.

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  53. @Mistral: è un articolo che tratta dell'effetto di piccole dosi di farmaci come citochine e interferone sull'asma. E' importante perché sono farmaci con effetti collaterali importanti e se si riuscisse a dosarli meglio sarebbe più facile la vita per i malati. A diluizioni estreme il risultato degli esperimenti è paragonabile a quelli dei topi trattati con placebo ma molte dosi più basse del normale hanno un effetto importante. E' un bell'articolo, ma non c'entra niente con l'omeopatia: si tratta di farmaci con effetto chimico, a diluizioni estreme non c'è alcun effetto e soprattutto la legge del simile che cura il simile è molto lontana da questi dati.

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  54. @Mistral:
    Secondo Voi questo articolo ha buone basi scientifiche?
    È una dimostrazione che il metodo di preparazione omeopatica funziona.
    Potreste , in merito a questo articolo, dimostrare il contrario??


    Direi che non e’ tutto oro quello che luccica. Se le soluzioni a concentrazione piu’ bassa (un centesimo e un decimillesimo di fg/dose) sono quelle da considerarsi ‘omeopatiche’ allora le ‘attivate’ funzionano meno di quelle ‘non-attivate’ (ad es. Table 1, pag 5 : 19.337 e 21.089 conte di eosinofili/BALF per le 0.01 fg/dose e 0.0001 fg/dose rispettivamente contro 18.436 e 20.311 per le ‘non-attivate’ alle stesse diluizioni). Poi trattandosi di proteine che l’agitazione meccanica possa cambiare qualche cosa nella loro conformazione (ed influenzarne magari l’attivita’) e’ cosa plausibile se non altro perche’ e’ noto che alcune proteine sono fragili e l’agitazione meccanica le scombussola un po’ (anche se onestamente non so se vale per le citochine). Ma questa non e’ mica ‘memoria dell’acqua’, semmai sarebbe una proprieta’ indotta nella proteina e dunque una proprieta' della proteina, tanto quanto il dolore provocato da un calcio nel c**o non rappresenta 'la memoria dei piedi'.

    RispondiElimina
  55. Max:"Scusami Mistral, ma mi devo essere perso qualcosa. In che cosa questo studio dimostra la validità dell'omeopatia? Qui si parla di somministrazione di basse dosi Low dose oral administration of cytokines for treatment of allergic asthma, mi spieghi che cosa ha a che fare con l'omeopatia? Nello studio non se ne fa neppure cenno."
    Nello studio si parla della differenza tra dosi basse diluite e dosi basse diluite e passate attraverso un processo chiamato SKA che tradotto significa dinamizzazione cioé preparazione omeopatica.
    MAx: Poi trattandosi di proteine che l’agitazione meccanica possa cambiare qualche cosa nella loro conformazione (ed influenzarne magari l’attivita’) e’ cosa plausibile se non altro perche’ e’ noto che alcune proteine sono fragili e l’agitazione meccanica le scombussola un po’ (anche se onestamente non so se vale per le citochine). Ma questa non e’ mica ‘memoria dell’acqua’, semmai sarebbe una proprieta’ indotta nella proteina e dunque una proprieta' della proteina, tanto quanto il dolore provocato da un calcio nel c**o non rappresenta 'la memoria dei piedi'
    Non riesco a capire quello che dici, cioè grazie a una banale agitata le citochine funzionano meglio che se soltanto diluite? La storia non regge.
    Max: e’ noto che alcune proteine sono fragili e l’agitazione meccanica le scombussola un po’
    probabilmente le sparaflasha in alto e così arrivate ai raggi gamma diventano supercitochine. grazie del passaggio vincente
    Parpaglioni: "E' un bell'articolo, ma non c'entra niente con l'omeopatia: si tratta di farmaci con effetto chimico, a diluizioni estreme non c'è alcun effetto e soprattutto la legge del simile che cura il simile è molto lontana da questi dati."
    In questo articolo è dimostrato che un principio attivo diluito e dinamizzato ha un effetto biologico molto superiore ad un principio attivo che sebbene con la medesima diluizione non ha avuto un processo di dinamizzazione, caspita se centra con l'omeopatia; dice che il metodo di preparazione omeopatica esalta(potenzia) l'efficacia biologica di un principio attivo. Se conosci bene la microbiologia sai che l'atropina ha effetti diversi a basse diluizioni o ad alte dosi del resto da biologo dovresti conoscere molto bene l'ormesi ( cortisolo che a basse dosi è proinfiammatorio e ad alte dosi diventa atiinfiammatorio ecc...).
    Sono soddisfatto che finalmente avete ammesso che l'acqua dinamizzata con un principio attivo può avere un suo motivo di essere: medicina complementare 3 altri 1

    RispondiElimina
  56. @ Mistral

    In questo articolo è dimostrato che un principio attivo diluito e dinamizzato

    Non ci siamo ancora Mistral, tu vuoi capire solo quello che vuoi capire. Nell'omeopatia non c'è neppure la molecola, acqua "dinamizzata" o meno. Inutile "dinamizzare" l'acqua come suggerisce lo studio, nello studio ci sono le molecole, e queste hanno effetto finché non si raggiungono diluizioni troppo alte. L'omeopatia non c'entra nulla. Il fatto che tu scuota una soluzione contenente molecole attive non ha alcuna attinenza con l'omeopatia, che ha in comune solo lo scuotimento. L'acqua la puoi scuotere quanto vuoi, di molecole non ne appariranno mai.

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  57. In sostanza, detta in soldoni: il vettore non è l'acqua, ma la molecola attiva. E questo studio dice esattamente questo, e si propone solo di verificare la fattibilità di diminuire le dosi in qualche modo, non certo di eliminare il principio attivo.

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  58. In questo articolo è dimostrato che un principio attivo diluito e dinamizzato ha un effetto biologico molto superiore ad un principio attivo che sebbene con la medesima diluizione non ha avuto un processo di dinamizzazione, caspita se centra con l'omeopatia; dice che il metodo di preparazione omeopatica esalta(potenzia) l'efficacia biologica di un principio attivo.

    Ma tu l'articolo l'hai letto? O ti piace che ne abbia parlato il vanolone nazionale e tanto ti basta? Dai su, è l'ennesimo tentativo di prendere articoli seri e usarli a proprio vantaggio anche quando non c'entrano nulla.

    Sul serio, rispondi: l'hai letto l'articolo?

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  59. dice che il metodo di preparazione omeopatica esalta(potenzia) l'efficacia biologica di un principio attivo.

    Su questa frase sono d'accordo per metà. Dimostra che QUESTI trattamenti con QUESTI principi attivi migliorano i loro effetti tramite l'attivazione. Inoltre nota bene che anche nell'articolo è evidente che questi funzionano finché la diluizione non è troppo forte, aumentando troppo le diluizioni l'effetto è come quello del placebo. Altro che omeopatia.

    Ma l'hai letto l'articolo?

    RispondiElimina
  60. C'è una cosa poco chiara, leggendo la preparazione dei composti. Se davvero, tramite la succussione con il classico metodo omeopatico, si dovessero ricercare proprietà specifiche, perché non confrontarlo con un semplice scuotimento anziché con una soluzione non scossa? Mi pare che (sempre parlando del metodo di succussione, e non nel merito dell'efficacia dell'omeopatia) si possa dichiarare la succussione con il metodo omeopatico "migliore" solo se la confrontiamo con un semplice scuotimento "non omeopatico"

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  61. @Grezzo: perché è dato per scontato che l'oggetto del contendere non è il solvente ma il soluto. Si sono basati su altri lavori che indicherebbero che quelle molecole trattate in quella maniera hanno più efficacia, così semplicemente hanno replicato la cosa e, volendo confrontare l'effetto, hanno pensato di farlo con molecole non trattate piuttosto che trattate diversamente, delle quali non si conosceva la risposta

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  62. @ PB: per un'impostazione automatica della piattaforma del blog (indipendente dalla mia volontà) può succedere che alcuni post siano inseriti in una cartella senza apparire in pubblico, devo essere io a spostarli e quindi devo essere on line per farlo. Chi riceve i commenti via mail invece li vede tutti.

    Sulla sua risposta:

    Lei ha ribattuto alle critiche che le ho posto ed ha fatto benissimo (e sono state pure gradite ed argomentate) ha avuto lo spazio per il diritto di replica ed ho riportato il link ai suoi commenti in fondo all'articolo. Mi sembra di aver onorato l discussione.
    Questo non vuol dire che abbia ritenuto soddisfacenti (e le ho scritto anche perchè) o esaustive le sue risposte ma lei continua a non accettarlo, pazienza.

    Le ricordo che nel mio caso tutto è nato quando qualcuno definì rivoluzionario il suo studio riferendosi all'omeopatia. Che poi lei non abbia voluto compiere una rivoluzione o non abbia voluto confermare l'omeopatia va pure bene ma io l'impegno di cercare, leggere, studiare e criticare il suo lavoro l'ho preso per questo motivo.
    Che poi per me il fatto che aumentando le diluizioni di un omeopatico non aumenti l'effetto sia una chiara smentita di un principio dell'omeopatia mentre per lei è un "normale" disegno statistico cambia poco, come sa da uno studio si possono trarre tante conclusioni o anche semplici impressioni.

    Cambia poco quindi: come lei è libero di non accettare le critiche degli altri, gli altri sono liberi di criticarla e questo come lei sa è un caposaldo della corretta ricerca scientifica e della discussione in campo medico. Sa anche che non esiste lo studio perfetto o quello non opinabile e quindi anche il suo, per definizione, rientra in questa categoria, definirlo "inattaccabile", mi perdoni, è sinceramente presuntuoso.

    Anche la sua supposizione sull'inserimento dell'altro commento critico è fuori luogo, non l'ho certo utilizzata per trovare "una sorta di supporto", l'ho riportato perchè riguarda proprio ciò di cui stiamo discutendo.

    A proposito di questo studio però: come mai lei liquida tutte le critiche riferendosi al parere dei referees come parametro di correttezza (e, spero se ne renda conto, è un argomento debolissimo) mentre nel caso della critica pubblicata i referees in quel caso sono (evidentemente) senza alcun valore?
    Così sembrerebbe che lei usi certi argomenti solo quando le danno ragione.

    Guardacaso è proprio questo il maggior punto debole del suo lavoro: trarre conclusioni (o se vuole, *qualcuno* ha tratto conclusioni) che con i dati che emergono non c'entrano affatto.

    Dovrebbe essere comunque, dal mio punto di vista, più che contento che qualcuno abbia fatto le pulci al suo studio, questo dimostra interesse e voglia di mettersi in gioco, curiosità e se vogliamo il fatto che qualcuno legga la letteratura e la studi è un'ulteriore garanzia che le bufale scientifiche hanno le gambe corte.

    O preferisce essere liquidato con una pacca sulla spalla e con un "sono tutte sciocchezze"?

    Concludo chiedendole se ha modo di procurare quei dati sulla farmacodinamica del Buspirone nelle cavie, lo gradirei moltissimo.

    Grazie.

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  63. @Mistral: mai sentito parlare di influenze ambientali sulla meccanica del folding proteico?

    Ecco, il discorso che a te appare così strano e "sparaflashante" sulla possibilità che dei fattori esterni influenzino "la forma delle proteine" è quello. Molto serenamente, posso suggerirti, prima di avviarti ad altre interpretazioni rivoluzionarie di fisica quantistica e biologia molecolare, di studiarti almeno un manuale universitario di Fisica 1/2, ed un altro non dico di biochimica e biologica molecolare, ma almeno di biologia generale ? Così, solo per non fare altri scivoloni palesi.

    @Max(L): anche a me nelle tabelle dello studio avevano colpito gli strani pattern dei risultati dei sottogruppi sperimentali, in cui sembrava quasi che i valori dei singoli esperimenti fossero tra loro piuttosto divergenti intergruppo, ma in maniera coerente intragruppo, tanto da chiedermi se vi fosse eventualmente un fattore di bias. Non avevo macinato i dati, ma avevo notato al volo l'apparente curiosità della distribuzione.

    @PB: l'"inattaccabilità" dei propri lavori è un idea estremamente soggettiva, non un elemento oggettivo di valutazione degli stessi. Ti potrei fare, rovesciata, la stessa osservazione fatta a WeWee: se dopo 200 anni il meglio "inattaccabile" che la ricerca sull'omeopatia offre è una ricerca non replicata di cui metà del paradigma di ricerca riporta un fallimento a livello di significatività, e l'altra metà - oltre a dare vari dubbi sugli aspetti statistici - un effetto paradossale che smentisce le stesse ipotesi di partenza sull'effetto delle diluizioni... per rimanere convinti della "solida validità clinica" dell'omeopatia come modalità terapeutica bisogna esserne davvero convinti, in maniera forse un po' troppo impermeabile al dubbio.

    Ma questa è solo una mia opinione soggettiva; rispetto profondamente tutti coloro che in buona fede cercano di approfondire le conoscenze cliniche. Quindi, anche se l'esito paradossale di questo studio dovesse essere solo lo smentire con chiara evidenza empirica le teorie omeopatiche sulle alte diluizioni, sarebbe un utile miglioramento delle nostre conoscenze.

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  64. @Mistral
    Tanto per togliere ogni dubbio sul fatto che non si tratta di diluizioni omeopatiche ho fatto qualche calcolo. Il peso molecolare della proteina IL-12 è circa 50kDa per cui la diluizione contenente 0,0001fg/dose di IL-12 contiene un numero di molecole dell'ordine delle unità. Tutte le altre diluizioni, che variano di 2 ordini di grandezza alla volta, contengono quindi, a salire, alcune centinaia di molecole/dose, alcune decine di migliaia di molecole/dose e così via fino a circa 10^12 molecole/dose per la diluizione contenente 100ng/dose. Certo, 'qualche molecola' è quasi niente (quindi quasi omeopatica), ma mi pare che la tabella 1 a pag. 5 dica abbastanza chiaramente che queste dosi non hanno nessun effetto significativo, nemmeno nella versione 'dinamizzata'; anzi, come ha osservato Max(L), semmai quella non dinamizzata funziona meglio!.

    Per quanto riguarda l'effetto della dinamizzazione, da quanto detto sopra, e come già osservato da Max(L), segue che a fianco dell'ipotesi fantasiosa della 'memoria dell'acqua' rimane in piedi la più plausibile ipotesi di effetti sulle molecole di IL-12 che ne modificano l'efficacia (vedi yamaberger). Naturalmente non ho spiegazioni alternative su quali possano essere tali effetti, ma provo a buttare là una riflessione (qualcuno per favore mi dica se dico stupidaggini...). Cosa sappiamo di come le molecole di IL-12 si disperdono nella soluzione alcolica? è possibile che tendano a formare 'grumi' (magari che si depositano sul fondo o tendono ad attaccarsi alle pareti del contenitore), e che quindi la dinamizzazione favorisca lo scioglimento di essi ed una migliore miscelazione con il solvente? Se così fosse, è possibile che le dosi assunte dai topi nel caso delle soluzioni non dinamizzate, contenessero meno IL-12 rispetto al valore nominale della dose.

    PS. Perché i tuoi post sono sempre così disordinati e sgangherati che a leggerli viene il mal di testa?

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  65. @max(L) e OcirnE: ma sicuri che quella "dinamizzata" funzioni peggio? A guardare i grafici dello studio non mi pare...

    RispondiElimina
  66. Pubblico il comunicato dell'ufficio stampa della GUNA che mi è pervenuto in risposta a questo articolo. Il responsabile dell'ufficio mi ha chiesto di pubblicarlo in quanto ha problemi tecnici per postarlo personalmente. Lo pubblico come diritto di replica che è giusto concedere.

    (Diviso in più parti perchè Blogger non consente di superare un certo numero di caratteri).

    Invito vivamente tutti i lettori a leggerlo bene per comprendere le motivazioni e gli argomenti che utilizza l'azienda GUNA per rispondere alle mie osservazioni: è molto molto eloquente soprattutto perchè posizione ufficiale dell'azienda.
    Non replico in quanto la maggioranza degli argomenti toccati li ho già affrontati e perchè reputo molto più utile e didattico la semplice lettura di questo comunicato:

    PARTE PRIMA:
    ==========

    Quanto ostracismo nei confronti dell’omeopatia!

    GUNA non ha l’abitudine di assumere iniziative legali contro pareri negativi espressi sul web – non l’ha mai fatto - neanche quando detti pareri lo giustifichino come in questo caso, in quanto lesivi del profilo commerciale di Suoi prodotti, in quanto crede nella liberà circolazione delle informazioni su internet (ed anzi la incoraggia concretamente, si veda www.guna.it/nopatent ). Tuttavia la disponibilità dell’azienda al dialogo non dev’essere confusa con una “patente” di libera diffamazione: la “volatilità” del web non autorizza ad ignorare le più elementari leggi dello Stato a tutela delle persone giuridiche, che valgono anche sul web.

    Ciò premesso, vorremmo rivolgerci a tutti i lettori di questo blog che non siano viziati da pregiudizi nei confronti dell’omeopatia per offrire loro un punto di vista differente. Raggiunto questo scopo, non replicheremo ad ulteriori commenti, al fine di non alimentare sterili polemiche, ma ci pare di poter affermare con tutta certezza che la sfida per dimostrare il funzionamento dell’omeopatia sia vinta in partenza.

    Prova ne sono non solo gli oltre 11 milioni di italiani che usano l'omeopatia (rapporto Eurispes 2009) e che evidentemente ne traggono beneficio – anche volendo riconoscere l’effetto placebo, e come dimostreremo non crediamo sia applicabile all’omeopatia, bastasse quello a curare una reale malattia gli ospedali sarebbero superflui, e sappiamo che così non è - oppure gli oltre 20.000 medici italiani che prescrivono farmaci omeopatici con crescenti riscontri positivi, ma anche una serie di lavori scientifici che depongono inequivocabilmente a favore dell'omeopatia. E’ davvero semplice documentarsi, se realmente ed in buona fede ci si volesse fare un’opinione obiettiva sull’efficacia di questi farmaci. E sottolineo: farmaci, non “rimedi”, perché tali li riconosce anche la Direttiva Europea sul Farmaco approvata nel 2006 e recepita nel nostro ordinamento (anche se in Italia solo parzialmente applicata, purtroppo). Molti di questi studi sono stati pubblicati su riviste scientifiche di rilievo internazionale assolutamente convenzionali come The Lancet, British Medical Journal, etc, e sono stati condotti nel rispetto dei criteri e delle metodologie scientifiche attualmente imposte: gli studi sono stati effettuati sia verificando l'efficacia del farmaco omeopatico verso il placebo o verso l’omologo allopatico di riferimento, sia testandone l'efficacia in vitro, come dimostra la raccolta dei soli studi scientifici più significativi pubblicata e scaricabile da chiunque gratuitamente da questo indirizzo internet http://www.guna.it/archivio/prodotti/65/le%20prove%20scientifiche%20efficacia.pdf

    (continua)

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  67. PARTE SECONDA:


    In ragione di quanto esposto - e per la mancanza di una vera regolamentazione di questa disciplina, che sarebbe opportuno avere in fretta - l'omeopatia non può essere liquidata con attacchi pretestuosi e violenti come purtroppo è di moda in Italia, poiché è una realtà di fatto di cui bisogna tenere conto.

    Lucietta Betti, dal 1980 apprezzata ricercatrice dell'Università di Bologna e Professore di Patologia Vegetale presso lo stesso Ateneo, è revisore per riviste scientifiche internazionali e da anni si interessa dell’effetto dei rimedi omeopatici sulle piante, con risultati estremamente interessanti (si veda la breve bibliografia al fondo del post). Soffriranno anche le piante di “effetto placebo”? Anche per le piante varrebbe il fenomeno paranormale di cui parla l’autore di questo blog secondo cui le piante guarirebbero perché ci credono? Curioso che un’edera possa farsi condizionare dal terapeuta, quasi fantascientifico…idem dicasi per gli animali: cosa ne sa una mucca di cosa si aggiunge alla sua biada? Eppure esistono medicinali omeopatici per uso veterinario utilizzati da anni e con grande soddisfazione degli operatori. La Betti ha affermato in una recente intervista al quotidiano La Stampa: “Quando mi sono accorta che con trattamenti omeopatici ad altissima diluizione si potevano ottenere risultati significativi e ripetibili ho sentito traballare tutte le mie certezze scientifiche. Questo però mi ha stimolato ad andare avanti perché penso che la curiosità sia l'atteggiamento giusto per chi si occupa di scienza.”. Saggia come Cristiano Rumio, Professore di Anatomia Umana presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Milano, il quale dopo insistenti e ripetuti test di laboratorio ha dovuto ammettere innanzitutto a se stesso, con la medesima onestà intellettuale della collega Betti, l’efficacia di bassi dosaggi di particolare molecole (le interluchine) nella cura dell’asma allergico. Il risultato delle sue ricerche è stato recentemente pubblicato su una rivista internazionale (Pulmonary Pharmacology & Therapeutics, indicizzata in Medline). Ovviamente – come tutte le medicine – l’omeopatia a volte NON funziona. Ma mi preme ricordare che nei soli Stati Uniti sono circa 123.000 i pazienti che muoiono ogni anno per effetti iatrogeni dei farmaci allopatici (studio pubblicato nel 2000 su JAMA, rivista scientifica internazionalmente nota, che classifica gli effetti collaterali dei farmaci come 3° causa di morte dopo malattie cardiovascolari ed i tumori). Allora cosa dobbiamo dire? Che la medicina allopatica è una minaccia per l'umanità? Non penso proprio. Chi vuole conoscere meglio il rapporto tra medici e omeopatia, può anche consultare il sito http://www.medibio.it, nella sezione NEWS c’è una raccolta di pareri di medici italiani sull’argomento. L'omeopatia, come diverse altre medicine complementari e tradizionali, è riconosciuta appunto in complemento alla medicina ufficiale in quasi tutti i Paesi occidentali civilizzati tranne l'Italia, ed anche in seno all’Organizzazione Mondiale della Sanità il ruolo delle medicine non convenzionali/complementari non è più in discussione da anni. Tutte le agenzie sanitarie regolatorie dei vari Ministeri della Salute del mondo sono composte da scriteriati? Non penso. E sono incompetenti i 20.000 medici iscritti all'Albo che in Italia quotidianamente utilizzano l'omeopatia/omotossicologia per curare i loro pazienti? Sono ignoranti gli accademici universitari che hanno condotto ricerche che ne comprovano l'efficacia? Sono incompetenti i legislatori Europei, che con una Direttiva esecutiva del 2006 hanno parificato in tutta Europa il farmaco omeopatico al farmaco allopatico? Alla luce di quanto esposto il fatto che l’omeopatia funzioni parrebbe fuori discussione; il discorso dovrebbe allora legittimamente spostarsi sul perché questo paradigma medico funziona, e qui il confronto è più aperto che mai.

    (continua)

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  68. PARTE TERZA (ultima):

    Ma trovo molto curioso che anche le ricerche del Prof. Luc Montagnier, appena pubblicate sul “Journal of Physics" – l’organo di stampa di una delle più prestigiose società scientifiche di fisica al mondo, che esiste da più di 150 anni - che dimostrano l'esistenza di una "memoria dell'acqua biologica", in grado di mantenere traccia del DNA batterico anche al di sotto alla soglia minima di presenza dello stesso, vengano così ridicolizzate. Vero è che non può essere il principio di autorità a regolare la scienza, ma si tratta comunque di un Premio Nobel per la Medicina, e non di un medico omeopata. Anche perché se la pista di ricerca di Montagnier trovasse ulteriori conferme la contrapposizione che ormai da oltre un secolo vede da un lato i chimici classici e dall’altro gli omeopati sarebbe definitivamente superata spostando il discorso dalla bio-chimica alla fisica quantistica. Interessante anche leggere sul Corriere della Sera le parole dei ricercatori e professori universitari che hanno replicato a chi con ben poca cognizione di causa ha criticato l’esperimento di Montagnier:

    http://www.corriere.it/salute/11_luglio_27/omeopatia-replica-remuzzi-aio_478d8822-b836-11e0-a142-4db684210d8b.shtml

    Il redattore del blog, che non è un giornalista e quindi con le Sue affermazioni travalica sicuramente il diritto di cronaca, scrive inoltre del Guna Awareness e del fatto che conterrebbe solo “intrugli” e che l’Azienda produttrice (noi, appunto) non riuscirebbe ad ottenerne l’approvazione alla commercializzazione in Italia. Un’ulteriore bugia, tra le tante faziosità lette su questo blog. Innanzitutto il farmaco non può essere commercializzato in Italia non perché non l’Azienda non riesce a farlo approvare ma perché in base alla legislazione non aggiornata vigente nel nostro paese dal 1995 non sono autorizzabili nuovi medicinali omeopatici: il Ministero della Sanità infatti non ha ancora attivato la procedura amministrativa per la registrazione di nuovi farmaci, come prevista dalla Direttiva Europea sui farmaci – vincolante anche per l’Italia - ben 7 anni fa. Il farmaco è invece approvato dall’FDA l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, senza dubbio uno dei più autorevoli al mondo.

    Per la cronaca inoltre il GUNA Awareness non contiene “ghiandole di rospo” come sostenuto in una battuta tra ironica che – al di fuori del ristretto numero di lettori di questo blog - rischia di mettere in ridicolo chi l’ha fatta, ma Ossitocina, un ormone implicato in molte funzioni fisiologiche, e anche molecola fondamentale nella promozione della socializzazione, dell’affettività e dell’attaccamento.

    Di cosa ci si dovrebbe vergognare visto che gli studi clinici osservazionali svolti sul GUNA Awareness in America stanno dando risultati estremamente incoraggianti? Forse del fatto che centinaia di soggetti autistici, soprattutto bambini, in trattamento con questo medicinale hanno mostrato significativi miglioramenti? Cosa che infastidirà certamente chi ha un approccio “dogmatico” alla scienza e di “caccia alle streghe” rispetto al paradigma medico omeopatico, che rientra a pieno titolo tra le discipline di medicina non convenzionale/complementare riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della conferenza di Pechino 2008 e che è riconosciuto come “atto medico” da un decennio dalla stessa Federazione Nazionale Ordini dei Medici nel nostro paese.

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  69. Giusto per la precisione e per chiarire che non mi invento le cose: come riportato dal sito del National Healt Institute (che ho linkato, nelle confezioni di "Autism awareness" in vendita negli USA, vi è proprio "Bufo bufo Cutaneous Gland" (che significa ghiandole cutanee di rospo). Non si tratta quindi di una mia "battuta" ma di uno dei reali ingredienti del rimedio e che lo stesso prodotto non è stato approvato dalla FDA per l'efficacia e la sicurezza (anche questo è riportato nel sito).

    Quindi o la GUNA chiede la correzione dei dati al NIH o non conosce bene il contenuto dei suoi prodotti.

    http://dailymed.nlm.nih.gov/dailymed/drugInfo.cfm?id=35588

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  70. Ci riprovo (e’ da ieri che non riesco piu’ a postare..) …vediamo se adesso funziona

    PARTE PRIMA
    @Mistral:Max:"Scusami Mistral,

    Ti sei accorto che rispondi sempre a me anche se le osservazioni te le hanno fatte gli altri ? Mi pare un errore sistematico indicativo del grado di attenzione verso cio’ che si legge..

    Nello studio si parla della differenza tra dosi basse diluite e dosi basse diluite e passate attraverso un processo chiamato SKA che tradotto significa dinamizzazione cioé preparazione omeopatica.

    Tanto per cominciare hai ‘tradotto’ male, ‘dinamizzazione’ non significa ‘preparazione omeopatica’. Mi sa che hai le idee un po’ confuse....ma si rimedia subito…

    Non riesco a capire quello che dici, cioè grazie a una banale agitata le citochine funzionano meglio che se soltanto diluite? La storia non regge.

    No, rileggi con calma. Forse ci arrivi, forse no e dunque provo a rispiegarti meglio quello che ho scritto:
    1. esistono proteine che sottoposte ad agitazione meccanica cambiano la loro conformazione (succede ad es. per l’albumina)
    2. ipotizzo che il cambio di conformazione della proteina possa in alcuni casi cambiarne l’attivita’
    (succede che l’albumina agitata si scombussoli tutta e vada fuori fase, si chiama dentaurazione processo a cui segue in generale una perdita di attivita’, ma non so se per alcune proteine specifiche il cambio di conformazione possa aumentare l’attivita’ anziche’ ridurla)
    3. non so se questo avviene per le citochine
    4. nell’articolo che hai linkato le diluzioni piu’ spinte hanno meno attivita’ biologica se sono state
    ‘attivate’ rispetto a quelle ‘non-attivate’ (gia’ questo dovrebbe farti suonare un campanello)

    In particolare (prendo i numeri da Table 1) delle due diluzioni piu’ spinte (0.0001 fg/dose) quella ‘attivata’ e’ signifcativamente meno attiva di quella ‘non-attivata’ :
    21089 conte di eosinofili per l’attivata contro 20311 per la ‘non-attivata’ (ho appena fatto un t-test usando I numeri della Tabella, p = 0.031 e vale anche per i neutrofili, 16270 vs. 14652, p < 0.0001).
    Inoltre … (sempre dall’articolo che hai linkato) alle diluizioni piu’ spinte, tenendo conto che le dosi somministrate ai topi avevano un volume pari a 200 uL (microlitri), corrispondono concentrazioni non propriamente omeopatiche come si puo’ facilmente calcolare:
    0.0001 fg/dose = 0.0001 fg/200 uL = 0.5 fg/L
    che confrontata con una diluizione omeopatica media (utile per la maggior parte degli scopi secondo Hahnemann ) e cioe’ una 30C, risulterebbe piu’ concentrata di un fattore 10 seguito da 44 zeri, cioe’ quasi 1 miliardo (9 zeri) di miliardi (18 zeri) di miliardi (27 zeri) di miliardi (36 zeri) di miliardi (45 zeri) di volte piu’ concentrata.

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  71. Mah, le risposte degli omeopatici sono sempre le stesse: la usano tante persone; ci sono tanti studi; Luc Montagnier; potremmo adire a vie legali

    Niente di nuovo sotto il Sole. Non fosse che con queste scemenze ora vogliono insidiare i bambini autistici. E lì mi spiace, ma non ci sto proprio.

    RispondiElimina
  72. Ok, funziona di nuovo. Poi provo a rispondere anche agli altri, se non si blocca di nuovo…
    Comunque interessante la replica della Guna..
    PARTE SECONDA di quel che non riuscivo a postare..
    @Mistral:probabilmente le sparaflasha in alto e così arrivate ai raggi gamma diventano supercitochine. grazie del passaggio vincente
    Questa si che e’ la spiegazione di un vero alternativo.
    In questo articolo è dimostrato che un principio attivo diluito e dinamizzato ha un effetto biologico molto superiore ad un principio attivo che sebbene con la medesima diluizione non ha avuto un processo di dinamizzazione

    No, l’articolo non dimostra che un principio attivo qualsiasi dimostra una maggiore attvita’ biologica se dinamizzato ma che qualora le diluizioni non siano troppo spinte, come avviene in omeopatia, la dinamizzazione porta una specifica classe di proteine, le citochine, ad avere una maggiore attivita’ biologica, attivita’ che comunque tende a diminuire quando si va troppo in la con le diluizioni.

    caspita se centra con l'omeopatia; dice che il metodo di preparazione omeopatica esalta(potenzia) l'efficacia biologica di un principio attivo.

    Ma manco per niente, intanto non si parla di diluizioni omeopatiche (che vuol dire che non stiamo parlando di omeopatia), poi prova a dinamizzare un uovo e dimmi se il pulcino nasce prima perche’ l’albumina (una generalizzazione di un principio attivo qualsiasi) dinamizzata (leggi dentaurata) ha una maggiore attivita’ biologica.

    Sono soddisfatto che finalmente avete ammesso che l'acqua dinamizzata con un principio attivo può avere un suo motivo di essere: medicina complementare 3 altri 1

    Oltre a non aver capito che sono le citochine a subire la dinamizzazione non hai azzeccato neanche il solvente che non era acqua ma una soluzione idroalcolica al 30%. D'altro canto se non fossero le citochine presenti in soluzione le responsabili dell'effetto biologico ma la memoria dell'acqua non si spiegherebbe perche' l'acqua abbia una memoria cosi' bizzarra: maggiore il numero di citochine presenti, minore la capcita' di ricordarsi di loro.
    E dulcis in fundo ti sei dimenticato di spiegare l'alcool, perche’ anche lui , poveretto, perche’ non puo’ avere una memoria tutta sua ?

    RispondiElimina
  73. @Max(L): 4. nell’articolo che hai linkato le diluzioni piu’ spinte hanno meno attivita’ biologica se sono state
    ‘attivate’ rispetto a quelle ‘non-attivate’ (gia’ questo dovrebbe farti suonare un campanello)


    Ah, ok, così mi torna. Avevo capito che ti riferissi a tutte le diluizioni.

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  74. @ Giuliano
    ma sicuri che quella "dinamizzata" funzioni peggio? A guardare i grafici dello studio non mi pare..
    Mi riferisco alla tabella 1 a pagina 5. Le due maggiori diluizioni non dinamizzate mostrano di mantenere più basso il livello degli eosinofili rispetto a quelle dinamizzate.

    RispondiElimina
  75. @OcirnE: sì, con la precisazione di max(L) avevo capito che vi riferivate alle diluizioni più spinte. Pensavo vi riferiste a tutte le diluizioni :-)

    RispondiElimina
  76. @Giuliano:Ah, ok, così mi torna. Avevo capito che ti riferissi a tutte le diluizioni.

    Hai ragione, mea culpa, rileggendo mi sono accorto di non essere stato chiaro come volevo. Comunque grazie per l'appunto. : -)

    @Grezzo:Mah, le risposte degli omeopatici sono sempre le stesse

    Questo intendevo per 'interessante'…ma tra le risposte attese questa non lo e’ e la metto tra le significative Soffriranno anche le piante di “effetto placebo”? Anche per le piante varrebbe il fenomeno paranormale di cui parla l’autore di questo blog secondo cui le piante guarirebbero perché ci credono?
    Io dico che una spiegazione piu’ semplice e’ che non sono le piante a ‘soffrire’ (chissa’ poi perche’ la scelta di questo termine) di “effetto placebo” ma a volte gli sperimentatori che osservano. Per inciso critiche analoghe vengono fatte in campo veterinario, parafrasando: << anche per le mucche varrebbe il fenomeno paranormale di cui parla l’autore di questo blog secondo cui le mucche guarirebbero perché ci credono ?>> Io credo di di si, o meglio forse non e’ proprio la mucca ad avere delle aspettative ma lo sperimentatore si (chi ha un animale da compagnia e va dal veterinario sa bene che l’animale sembra consapevole, anche se non glielo diciamo, che quello e’ un ambulatorio e non una camera di hotel sulla riviera romagnola). Ad ogni modo qualunque sia il meccnismo gli animali sanno che gli esseri umani si sbagliano nel ritenerli immuni da: McMillan, F. D. (1999). The placebo effect in animals. J. Am. Vet. Med. Assoc. 215, 992–999

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  77. Questo intendevo per 'interessante'…ma tra le risposte attese questa non lo e’ e la metto tra le significative

    In realtà la questione del placebo su animali era già stato dibattuto, ma è ovvio che il tuo ragionamento è corretto

    RispondiElimina
  78. Non posso che complimentarmi, per l'ennesima volta, con Wewee per l'efficacia e la qualità di questo blog, nonostante queste vicende mi mettano tristezza: l'ho già detto e lo ribadisco, l'omeopatia purtroppo ha vinto! Questo blog non è uno specchio del mondo reale, qua dentro quasi tutti siamo in grado di renderci conto che il comunicato della GUNA è ridicolo, ma se penso a tutte le persone che conosco credo che la maggior parte lo riterrebbe serio e condivisibile; alla GUNA lo sanno benissimo e godono. Comunque grande doc, continua così, qualcuno che avrà voglia di informarsi e di capire passerà sempre di qua ;-)

    RispondiElimina
  79. Come scritto non replico al comunicato della GUNA (che comunque ringrazio per l'attenzione dedicata al mio "blog con un ristretto numero di lettori") ma ho ricevuto un'altra precisazione. E' relativa a due passi del loro primo comunicato, a questo:

    Il farmaco è invece approvato dall’FDA l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, senza dubbio uno dei più autorevoli al mondo.

    Ed a questo:

    Per la cronaca inoltre il GUNA Awareness non contiene “ghiandole di rospo” come sostenuto in una battuta tra ironica che – al di fuori del ristretto numero di lettori di questo blog - rischia di mettere in ridicolo chi l’ha fatta, ma Ossitocina, un ormone implicato in molte funzioni fisiologiche, e anche molecola fondamentale nella promozione della socializzazione, dell’affettività e dell’attaccamento.

    ...in merito ai quali avevo puntualizzato che non solo il prodotto NON è stato approvato dall'FDA (nè per sicurezza nè per efficacia) come risulta chiaramente evidenziato dal sito del NHI statunitense ma che lo stesso contiene "ghiandole cutanee di rospo", esattamente quello che avevo scritto nel mio articolo.

    L'azienda quindi ha replicato nuovamente puntualizzando che:

    Occorre precisare che il problema non è il contenuto, ma il riferirsi ad esso come se l'elemento biologico animale fosse il principio attivo principale invece che un eccipiente complementare, come lei ha fatto in mala fede, tralasciando la presenza sostanziale dell'Ossitocina e degli altri ormoni, quasi a volerlo definire come un prodotto "stregonesco" quale non è. Grazie.

    Credo possa essere tutto ed io sono molto soddisfatto di queste repliche.
    :)

    RispondiElimina
  80. Occorre precisare che il problema non è il contenuto, ma il riferirsi ad esso come se l'elemento biologico animale fosse il principio attivo principale invece che un eccipiente complementare, come lei ha fatto in mala fede, tralasciando la presenza sostanziale dell'Ossitocina

    Giuro che non ci arrivo: se il principio attivo e' l'ossitocina, perche' non scrivere 'questo prodotto contiene Ossitocina' e basta ?

    RispondiElimina
  81. Occorre precisare che il problema non è il contenuto, ma il riferirsi ad esso come se l'elemento biologico animale fosse il principio attivo principale invece che un eccipiente complementare, come lei ha fatto in mala fede, tralasciando la presenza sostanziale dell'Ossitocina e degli altri ormoni, quasi a volerlo definire come un prodotto "stregonesco" quale non è. Grazie.


    Considerando che se andiamo realmente a vedere non c'è nulla, mi pare che l'appellativo stregonesco calza proprio a pennello.

    RispondiElimina
  82. Giuro che non ci arrivo: se il principio attivo e' l'ossitocina, perche' non scrivere 'questo prodotto contiene Ossitocina' e basta ?

    Anche nella scheda del prodotto del NHI è scritto a chiare lettere: "principi attivi" e subito sotto l'elenco dei principi tra i quali ossitocina, ghiandole di rospo e lobo temporale di scrofa, assieme a tutti gli altri (oltretutto il cervello di scrofa ha anche la stessa diluizione dell'ossitocina). Non vi è alcuna distinzione tra uno e l'altro e non sono indicati eccipienti e la stessa cosa è riportata nella confezione di vendita (poco più sotto) con la chiara indicazione che le ghiandole di rana "aiutano l'attività mentale", si tratterebbe cioè di un principio attivo e non parla di eccipiente. Quella, ripeto, è la scheda del prodotto in vendita, non me la sono inventata io ed è tutto scritto nero su bianco (e salvato e freezato perchè non si sa mai).

    Sempre per chiarire come stanno le cose.
    ;)

    RispondiElimina
  83. Occorre precisare che il problema non è il contenuto, ma il riferirsi ad esso come se l'elemento biologico animale fosse il principio attivo principale invece che un eccipiente complementare

    Ma è iniziato il Campionato Mondiale di Spostamento Paletti?

    Grande WeWee, con questo articolo hai colto nel segno.

    RispondiElimina
  84. Ho dimenticato di inserire la firma del comunicato della GUNA, eccolo:

    Davide Palmero – Ufficio Stampa GUNA

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  85. Carissimo dottore, volevo segnalarti una piccola vittoria, dovuta in gran parte ai tuoi articoli che leggo e commento in famiglia. Piano piano, senza mai ammettere di essersi sbagliata, mia moglie ha abbandonato la sua omeopata e si sta rivolgendo alla medicina seria. Dato che ha dei problemi di salute abbastanza seri, mi sento enormemente sollevato. Grazie mille.

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  86. GUNA, siete dei venditori di eccipienti spacciati per prodotti terapuetici. Vergognatevi! Dovrete denunciarci tutti, uno per uno.

    Firmato:

    Adriano Esposito

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  87. Oppure perché tanto, male che vada, un omeopatico non ha effetti collaterali

    Se non mi sbaglio i prodotti omeopatici sono sostanzialmente delle soluzioni zuccherine, se è così è falso che non abbiano effetti collaterali, ai diabetici ne procurano di sicuro ...

    RispondiElimina
  88. Come fisico vedere accostati due Grandi come Einstein e Galileo a personaggi di spessore scientifico minore di zero come Simoncini, Hamer e Bonifacio mi fa rizzare i capelli in testa e, sono convinto, faccia girare nella tomba questi due Grandi (Einstein e Galileo).

    www.mednat.biz, ma questo è il sito del Vanoli, quello famoso, oltre che per le innumerevoli stramberie che propala, per essersi bevuto la bufala del monossido di diidrogeno, dicendo anche che avrebbe fatto analizzare dai suoi laboratori questa pericolosissima sostanza. Non capì che si trattava di semplice acqua, finchè gli autori della burla la svelarono come tale.

    Bah ...

    RispondiElimina
  89. @the Foe-Hammer: ma questo è il sito del Vanoli

    Sì, ma la ricerca linkata è seria e interessante. Peccato non parli di omeopatia...

    RispondiElimina
  90. Sì, ma la ricerca linkata è seria e interessante

    Allora lo scarico e proverò a leggerlo.
    Certo che il fatto che si trovi sul sito del Vanoli non è una buona pubblicità per l'articolo.
    Chissa come mai ci sia finito un articolo serio sul suo sito. Forse perchè, non capendo cosa dica, abbia pensato che potesse essere un sostegno ai suoi vaneggiamenti.
    Boh ...

    RispondiElimina
  91. Dato che ha dei problemi di salute abbastanza seri, mi sento enormemente sollevato. Grazie mille.

    Anche io.
    :)
    Grazie a te.

    RispondiElimina
  92. Forse perchè, non capendo cosa dica, abbia pensato che potesse essere un sostegno ai suoi vaneggiamenti.

    Sì, è quel che penso :-)
    Si parla di diluizioni molto alte (si arriva a considerare 10^-4 fg/dose!) e si parla di scuotimenti, ma se leggi l'articolo ti accorgi che è tutto fuorché una difesa dei trattamenti omeopatici

    RispondiElimina
  93. ...Personalmente vedo di spicco la volontà di un azienda di proteggere la propria immagine e il proprio marchio, quindi pura e semplice politica commerciale.

    Mi sembra poi ridicolo paragonare la biologia di una pianta con la biologia umana.

    Vorrei in oltre sapere perchè i loro prodotti più quelli un altra nota azienda hanno avuto efficacia zero non solo sulla cura ma anche nel semplice alleviare i miei sintomi di allergia da graminacee, cosa che riesce alla perfezione a 10 mg cetirizina al semplice costo di 6 € del farmaco generico per 20 gg di copertura.

    Potrei fare anche l'esempio del Lactogal consigliato sempre da un omeopata il cui risultato è stato praticamente nullo.

    La cosa che però ha suscitato in me maggiori dubbi è stata l'indicazione di assumere la tintura madre di echinacea come antibiotico con l'aggiunta del mio solito antistaminico per evitare reazioni allergiche, sinceramente questo mi sconcertò non poco.

    RispondiElimina
  94. E lo sventurato di blogzero? anche lui vedo che se la prende con la Guna:
    http://www.blogzero.it/2011/07/13/omeopatia-mito-e-leggenda-1/
    E propio un mago quel "povero" blogger, fa comparire e scomparire foto scomode a seconda di chi lo cazzia :)

    via l "Oscillococcinum" della Boiron, dopo la diffida, ora dileggia con gran piacere l "Omeogriphi" della Guna, addirittura nello stesso post diffidato da Boiron!!!

    Samuele questa volta però è più delicato...
    infatti ha pensato di mettere questa scritta sopra il prodotto Guna:

    "Pur non facendo nulla l’omeopatia è pericolosissima."

    e sotto la foto mette questo:

    "Diffidate...."

    Non credete di fare troppo i furbi con chi vi dimostra un atteggiamento tollerante? prima c era la parola vergogna su questo bolg, rivolta alla Guna, dopo l intervento pacifico della Guna c è ancora come nulla fosse successo, chi vi credete di essere?
    Lo conoscete Carlo Ruta?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Ruta

    è un bravo giornalista che è stato punito ingiustamente da una legge assai discutibile mentre voi ve ne state beati senza correggere una virgola, solo perchè avete incontrato una azienda che lascia fare anche se potrebbe querelarvi in base a quella sentenza che da pochi mesi mette i blog alla pari con la stampa che ha stroncato Ruta.
    Siete voi scientisti che dovreste vergognarvi, provate a fare una cosa del genere nei mesi successivi ad altre aziende, vedrete che non andrà sempre liscia.

    RispondiElimina
  95. Mi sembra poi ridicolo paragonare la biologia di una pianta con la biologia umana.

    Non è poi tanto ridicolo, molti meccanismi li abbiamo in comune. Considera che nel 2006 è stato dato il nobel per la medicina ad un ricercatore che ha confermato la presenza, in un verme, di un meccanismo scoperto precedentemente sulle petunie (nota personale: il fatto che sia stato premiato il ricercatore che lavorava sul verme e non la ricercatrice che lavorava sulle petunie è un'ingiustizia, ma d'altronde non esiste il nobel per la biologia ma solo per la medicina)

    RispondiElimina
  96. Nel lunghissimo sproloquio della Guna noto una cosa che merita una puntualizzazione. Lo studio di Montagner non è stato pubblicato nella RIVISTA (peer reviewed) "Journal of Physics" ma nella serie di atti di conferenze pubblicati da quella rivista.

    Una comunicazione ad un congresso non viene riguardata da referee, o nel caso questi sono molto più laschi, e quindi può scrivere sostanzialmente quel che gli pare, senza verifiche da parte della rivista. Quella citata (citando non il numero della rivista ma un articolo di giornale, n.b. la serietà) riporta semplicemente l'articolo che Montagner ha pubblicato nella rivista diretta da Montagner, rimandando a quello per dettagli. E se uno pubblica un articolo su una rivista (almeno nella forma) scientifica si espone a critiche anche feroci su quel che ha scritto, la scienza funziona così.

    RispondiElimina
  97. Non credete di fare troppo i furbi con chi vi dimostra un atteggiamento tollerante?

    Troppo i furbi? Dire la realtà dei fatti non è reato in Italia, semmai sarebbero loro da denunciare per continuare a contravvenire alle leggi italiane che vietano la pubblicità di specifici prodotti omeopatici, leggi che vengono continuamente stuprate. Ci hanno già provato a fare causa a Piero Angela gli omeopati in seguito a un servizio che diceva chiaramente (e giustamente) che l'omeopatia non ha alcun fondamento e che si basa su fantasie, ci hanno provato e sono rimasti con un pugno di mosche.

    Siete voi scientisti che dovreste vergognarvi, provate a fare una cosa del genere nei mesi successivi ad altre aziende, vedrete che non andrà sempre liscia.

    Qui l'autore del blog non si è fatto alcun problema a parlare di ciarlatani con il loro nome, e mi pare che di minacce (non ultima quella di GUNA, che secondo te è tollerante, mentre dalla sua nota stampa traspare chiaramente una velata minaccia di azione legale) più o meno varie ne ha ricevuto un sacco, come vedi continua a scrivere senza peli sulla lingua. Non credo abbia nulla di cui vergognarsi.

    Semmai tu continui a fare confusione, continuando a parlare di "voi", ma ti ricordo che l'autore del blog è solo uno, ed è WeWee, e il merito degli articoli scritti è sempre il suo.

    RispondiElimina
  98. provate a fare una cosa del genere nei mesi successivi ad altre aziende, vedrete che non andrà sempre liscia.

    Mò me lo scrivo (cit.).
    Grazie ivabellini, meno male che ci sei tu che mi avverti.
    Grazie.

    RispondiElimina
  99. Buongiorno a tutti.
    Letto appena adesso, mi sembra il posto giusto per segnalare:
    Boiron minaccia cause legali verso Blogzero, che essa dice "diffamare" l'omeopatia:
    http://www.blogzero.it/2011/08/02/boiron-omeopatia-querela-denuncia-blog/

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  100. Ivabellini scrive: provate a fare una cosa del genere nei mesi successivi ad altre aziende, vedrete che non andrà sempre liscia.

    Certo, se diffami una azienda che fa un lavoro serio e onesto ci sono delle conseguenze, anche legali.
    Se scrivi la verità su ciarlatani e venditori di fumo, seppur industrializzati e multinazionali, dormi sonni tranquilli.
    E, se per questa affermazione, gli spacciatori di acqua fresca sbattuta, pardon, succussa, vogliono denunciarmi facciano pure.
    Saluti.

    RispondiElimina
  101. Le consulenze legali di Ivabellini mi sembrano molto omeopatiche, hanno anche la stessa utilità.

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  102. @Wewee

    si si lo so che sei già pronto a pararti legalmente le chiappe con la Boiron e altre :)

    Userai parole e immagini che non siano facilmente diffidabili e così continuerai a disinformare sotto foglia come Attivissimo ha già fatto quando ha scritto di quella bambina morta perchè un (lui parla di omeopata e omeopatia) individuo gli ha tolto l insulina, quando nessun vero omeopata farebbe una cosa del genere senza il controllo di un diabetologo.
    E se a qualche azienda diverrà utile farti causa, i tuoi amici ti eleggeranno a martire del granulo.
    Sei praticamente in una botte di ferro.

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  103. Sei praticamente in una botte di ferro.

    Nessuno è in una botte di ferro.
    Continuo però a notare come questa storia ti abbia particolarmente sconvolto. Ti ricordo che io non ho ricevuto alcuna diffida da nessuno, ho ricevuto la richiesta (posta con molta gentilezza) di pubblicare due repliche che io ho pienamente soddisfatto e che reputo corretta.

    Il tuo desiderio di sangue, mi dispiace, resta insoddisfatto.

    Userai parole e immagini che non siano facilmente diffidabili e così continuerai a disinformare sotto foglia

    E' un buon metodo. Dovresti cominciare ad utilizzarlo anche tu. E' un consiglio, non una diffida.

    RispondiElimina
  104. Ci hanno già provato a fare causa a Piero Angela gli omeopati in seguito a un servizio che diceva chiaramente (e giustamente) che l'omeopatia non ha alcun fondamento e che si basa su fantasie, ci hanno provato e sono rimasti con un pugno di mosche.

    Per forza sono rimasti con un pugno di mosche in mano, in tribunale devono DIMOSTRARE che l'omeopatia funzioni. Non bastano certo la ricerca taroccata di Beneviste, l'articolo di Mointaigner pubblicato su una rivista cinese o una comunicazione ad un congresso pubblicata sul sito di una rivista che tratta di fisica. Come al solito poi, a sostegno della propria tesi, si tira in ballo la meccanica quantistica che fa figo.
    Bah ...

    RispondiElimina
  105. @Wewee
    intanto qualcuno è andato e cercare dei vecchi post su certi omeopatici di cui io avevo scritto criticamente sul mio blog, propio in questi giorni, guarda caso...
    sono mesi e mesi che stanno li e propio adesso sono stati cercati, per farmi le pulci suppongo, ma non ci sono riusciti :)
    Io non ho bisogno dei tuoi consigli su come disinformare, semplicemente cerco di dire quello che so senza prendere a pesci in faccia un azienda che non può vendere un loro prodotto in Italia, come hai fatto tu.

    RispondiElimina
  106. intanto qualcuno è andato e cercare dei vecchi post su certi omeopatici di cui io avevo scritto criticamente sul mio blog

    Veramente io non mi riferivo agli omeopatici, ma pazienza, il consiglio te l'ho dato, l'importante è questo.

    Ciao ciao.

    RispondiElimina
  107. @Ivabellini: continuerai a disinformare sotto foglia come come Attivissimo ha già fatto quando ha scritto di quella bambina morta perchè un (lui parla di omeopata e omeopatia) individuo gli ha tolto l insulina, quando nessun vero omeopata farebbe una cosa del genere senza il controllo di un diabetologo

    mmm...non ricordo bene, ma secondo il codice penale queste sono calunnie o trattasi di semplice diffamazione ? Bah…l’importante e’ essere sicuri che la propria botte sia di ferro. Che poi non esistano veri omeopati perche’ di fatto quelli veri non sospenderebbero l’insulina e’ una considerazione interessante, quasi che un vero omeopata non farebbe mai una ca@@ata come quella di somministrare qualcosa che non funziona e basta. Hai un discreta vis comica alla Tafazzi, non c’e’ che dire.

    E propio un mago quel "povero" blogger (..) Non credete di fare troppo i furbi (…) chi vi credete di essere? (…)

    Uhhh… quanta insicurezza mascherata e ostinazione pure…sei un tipo di costituzione carbonica tu o appartieni ad altro segno zodiacale ?
    …a proposito, ti sei chiarito le idee sulle diluizioni e sull’omeopatia in generale ?

    quali? quelli delle 12X ????? su quale pianeta omeopatico esistono le diluizioni X?

    “Some homeopaths developed a decimal scale (D or X), diluting the substance to ten times its original volume each stage. The D or X scale dilution is therefore half that of the same value of the C scale; for example, "12X" is the same level of dilution as "6C". Hahnemann never used this scale but it was very popular throughout the 19th century and still is in Europe. This potency scale appears to have been introduced in the 1830s by the American homeopath, Constantine Hering” (en.wikipedia.org/wiki/Homeopathic_dilutions)

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  108. @ivabellini: intanto qualcuno è andato e cercare dei vecchi post su certi omeopatici (…) sono mesi e mesi che stanno li e propio adesso sono stati cercati, per farmi le pulci suppongo, ma non ci sono riusciti

    Scusa …supponi che qualcuno voleva farti le pulci ma siccome non hai trovato risposte in tal senso ne deduci che non ci siano riusciti ? No dai, lo hai scritto veramente ? Io vedo anche altre possibilita’, es. uno legge e scuote la testa tanto non vale la pena rispondere perche’, come si dice ‘a lavar la testa all’asino si sprecano tempo e sapone’. Anzi, ci vedo anche un simpatico risvolto quantitativo: tante meno pulci ti lasciano sul blog tanto piu’ evidenti le sciocchezze.

    Io non ho bisogno dei tuoi consigli su come disinformare

    in effetti ciascuno ha i suoi metodi, basta riconoscerlo.

    semplicemente cerco di dire quello che so

    ..e in effetti dire quello che si sa a volte e’ sufficiente per disinformare se quello che si sa e’ sbagliato.

    RispondiElimina
  109. Mah, c'è qualcuno che si attribuisce un'importanza che non ha. Tipica dei "geni incompresi". Senza rendersi conto che la propria importanza è omeopatica, molto ma molto diluita.

    RispondiElimina
  110. Ecco qui l'assoluzione di Piero Angela denunciato dagli omeopati.
    Le motivazioni della sentenza del giudice sono pesanti come macigni nei confronti dell'omeopatia.

    http://www.brainmindlife.org/pieroangela.htm

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  111. 1) GUNA non ha l’abitudine di assumere iniziative legali contro pareri negativi

    come abbrivio non c'è male. Dopo 10 parole, già ci vogliono sbattere in galera...mmm.

    2 Prova ne sono non solo gli oltre 11 milioni di italiani che usano l'omeopatia [...] oppure gli oltre 20.000 medici italiani che prescrivono farmaci omeopatici

    aridajje....

    3) una serie di lavori scientifici che depongono inequivocabilmente a favore dell'omeopatia

    chissà perché quell' "inequivocabilmente" mi sembra fuori luogo. Quale test statistico bisogna usare?



    4) Molti di questi studi sono stati pubblicati su riviste scientifiche di rilievo internazionale assolutamente convenzionali

    e allora? Quali sono i RISULTATI di questi lavori? Che siano stati pubblicati, non significa assolutamente che DIMOSTRANO l'efficacia del prodoto sperimentato.

    5) l'omeopatia non può essere liquidata con attacchi pretestuosi e violenti

    ...da quale pulpito...

    6) Ma mi preme ricordare che nei soli Stati Uniti sono circa 123.000 i pazienti che muoiono ogni anno per effetti iatrogeni dei farmaci allopatici

    ..e te pareva...

    7) Tutte le agenzie sanitarie regolatorie dei vari Ministeri della Salute del mondo sono composte da scriteriati? [...] Sono incompetenti i legislatori Europei, che con una Direttiva esecutiva del 2006 hanno parificato in tutta Europa il farmaco omeopatico al farmaco allopatico?

    Certo che no. Ma non sono certo loro che devono o possono stabilire l'efficacia degli omeopatici. Si tratta di istituzioni POLITICHE che al massimo hanno consulenti scientifici, il cui scopo è regolamentare la messa in commercio di certi prodotti. Ed infatti, a leggere la normativa, non c'è una sola riga in cui si riconosca la loro efficacia, né si richieda la dimostrazione scientifica della loro efficacia per poter essere commercializzati. Semmai, l'unica cosa che viene esplicitamente richiesta è la prova (questa sì ben documentata) che siano innocui e senza effetti collaterali di nessun tipo. Cosa che già di per sé, a voler ben guardare, è una sorta di riconoscimento implicito della loro totale inutilità terapeutica..

    8) Ma trovo molto curioso che anche le ricerche del Prof. Luc Montagnier, appena pubblicate sul “Journal of Physics"

    veramente è pubblicato su "Journal of Physics: Conference Series". ... Conference Series....C'è una bella differenza.
    E c'è pure una bella differenza tra "memoria dell'acqua" (qualsiasi cosa essa significhi) ed efficacia terapeutica, che è il vero presupposto su cui basate i vostri guadagni.

    Per quanto riguarda il D.Lgs. 219/2006 che recepisce la direttiva europea, si potrebbe fare un interessante appunto al testo (ma purtroppo si sà, la legge e la logica non sempre vanno a braccetto).

    L'art. 1 definisce "medicinale" una "sostanza" con certe proprietà.

    Poi definisce "sostanza" qualsiasi "materia" indipendentemente dall'origine. Poi elenca le varie origini delle sostanze: umana, animale, vegetale, chimica.

    Ecco...quello che mi sfugge è come, in base a questa definizione, si possa definire medicinale una diluizione omeopatica C30...mmha. Va bè, forse si riferiscono solo all'acqua. Ma allora anche le industrie delle acque minerali vendono medicine? bhooo

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  112. ivabellini sembra tenere tanto a distinguere tra omeopati veri e falsi. Ma gli omeopati veri, cosa fanno per impedire agli omeopati falsi di combinare danni?

    RispondiElimina
  113. @papageno:ivabellini sembra tenere tanto a distinguere omeopati veri e falsi. Ma gli omeopati veri, cosa fanno per impedire agli omeopati falsi di combinare danni?

    Certo prima di distinguere i veri dai falsi bisognerebbe aver chiara la definizione di ‘vero omeopata’ …mi par di capire che, almeno nella testa di ivabellini, cio’ che identifica il vero omeopata come tale non sia la necessaria laurea in medicina (Simoncini e’ un vero medico ?) ma quello che fa. Dunque, ‘ vero omeopata’ e’ o dovrebbe essere quel medico che somministra null’altro che ‘acqua informata’ al paziente ipocondriaco o nevrotico nel caso in cui questi abbia fede nell’omeopatia e non abbia oggettivamente nessuna patologia seria (diciamo un vera - cura contro i fantasmi - ) Per dire, un vero medico somministrerebbe mai null’altro che ‘acqua basica ’ per curare un tumore ? Noi di Voyager pensiamo di no : - )

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  114. Una domanda per WeWee o per chiunque lo sappia: è reale il dato di 20.000 medici che prescrivono rimedi omeopatici riportato nel comunicato della GUNA?

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  115. è reale il dato di 20.000 medici che prescrivono rimedi omeopatici riportato nel comunicato della GUNA?

    E' un dato riportato (se non sbaglio) dalla SIOMI (che è una delle tante società di medici omeopatici) e che non rispecchia fedelmente la realtà italiana.

    Se si parla di "medico omeopata" come di un medico che prescrive *esclusivamente* preparati omeopatici credo che in Italia siamo sulle poche decine di professionisti. Se invece includiamo chiunque abbia prescritto almeno una volta omeopatia supereremmo quella cifra. Probabilmente il numero si riferisce agli iscritti agli albi dei medici omeopati dei vari ordini provinciali, la maggioranza di loro sono medici che praticano *anche* l'omeopatia.

    ...e sottolineo che non esiste nè una laurea in omeopatia nè una specializzazione.
    Per questo motivo, mentre io essendo ginecologo non posso affermare di essere specialista in neurologia, CHIUNQUE può dire di esserlo in omeopatia.

    Ricordo che anche io sono un medico omeopata in quanto ho conseguito il certificato di omeopata della Boiron, ben conservato a casa.

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  116. @wewee
    ...ben conservato a casa

    ...a fianco a quello di Paolino Paperino...è bene ricordare anche questo :-)

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  117. Posso notare come GUNA non faccia altro che usare un principio ben noto nell'ambito della definizione di pseudoscienza?

    Si chiama Argumentum ad populum (principio di maggioranza); ad esempio, il soggetto fa leva su un ragionamento: se migliaia di persone vi ricorrono, qualche cosa di vero deve pur esserci.

    Analogo ragionamento può essere fatto per cartomanti e maghi.

    SIC!

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  118. Ho scritto alla "Guna" per avere chiarimenti:

    «Gentile GUNA, mi chiamo Ilario D'Amato e sono un giornalista iscritto all'Ordine della Campania. Stando a quanto riporta il dottor Salvo Di Grazia sul suo blog "medbunker.blogspot.com", il vostro addetto stampa (a nome di Davide Palmero) avrebbe inviato una replica ad un post del detto Di Grazia nel quale veniva nominata la vostra azienda. In tale replica, il signor Palmero avrebbe scritto:
    «Il redattore del blog, che non è un giornalista e quindi con le Sue affermazioni travalica sicuramente il diritto di cronaca...». Il presunto signor Davide Palmero dovrebbe fare un uso più accorto dei sillogismi, o quantomeno spiegarcene la ratio: quindi, ci sta dicendo quest'uomo, chiunque esprima un'opinione e non sia iscritto all'albo dei giornalisti si pone al di fuori del diritto di cronaca? Quel "sicuramente" messo a conclusione della propria (fallace) argomentazione aristotelica fa proprio pensare così. Andrebbe ricordato al signor Palmero che tale e diritto si estende (per fortuna) a qualunque cittadino italiano, grazie all'articolo 21 della Costituzione. In ogni caso, dal momento che io ho la ventura di appartenere all'Ordine dei giornalisti, può benissimo far finta che il post scritto dall'ottimo Salvo (del quale sottoscrivo in pieno parola per parola) sia un mio articolo: cosa cambierebbe? La vostra azienda mi denuncerebbe? E su quali basi? Il presunto signor Palmero afferma che la vostra società non avrebbe intenzione di rivolgersi a vie legali, sottolineando però che tale post sia lesivo dell'immagine dei vostri prodotti. Ribadisco: su quali basi tale signore fa questa affermazione?

    Dal momento che sto preparando un articolo su tale vicenda, nella mia qualità di giornalista Vi chiedo dunque:
    - se il vostro addetto stampa sia il signor Davide Palmero;
    - se egli sia iscritto all'Ordine dei giornalisti;
    - se effettivamente egli abbia inviato la predetta missiva al dottor Salvo Di Grazia;
    - se il vostro prodotto "Autism awareness" sia stato approvato dalla FDA per l'efficacia e la sicurezza, e di fornirmene la documentazione.

    Vi ringrazio»

    RispondiElimina
  119. Mi ha risposto il signor Luca Poma, non si sa a che titolo, che si dichiara giornalista (non scrive di quale Ordine regionale) e si lancia in una strenua difesa del signor Palmero. Secondo il signor Poma, questo post sarebbe diffamatorio ma assicura che la Guna non sarebbe intenzionata a procedere per vie legali. Non posso rendere pubblica la lettera del signor Poma, ma posso farlo per la mia:

    «Gentile signor Poma,
    mi stupisce questa difesa d'ufficio del signor Palmero. Lei -come me- è un giornalista, il signor Palmero un addetto stampa. Il nostro lavoro fa un uso (appunto, professionale) delle parole, che quindi rivestono un carattere ben più marcato rispetto ad altri che effettuano altri mestieri, Nella fattispecie, "sedicente" non ha alcun topo dispregiativo, ma al contrario (da un punto di vista strettamente etimologico e deontologico) è il solo modo per capire se è stato davvero il signor Palmero a proferire quelle parole. Se avessi fatto diversamente mi sarei posto in una condizione professionale e soprattutto legale ben svantaggiosa: chi mi dice che è stato davvero il signor Palmero a scrivere a quel blog? Come dovrebbe sapere, la prima differenza tra un giornalista ed un addetto stampa è che il primo si riferisce solo ed esclusivamente alle fonti primarie, il secondo viene pagato per magnificare doti (vere o presunte) di chi lo paga.

    Lei dice di essere interessato a scrivere un articolo su di "Voi": "Voi" chi? È passato dal "tu" al "voi"? Le ricordo che io -a differenza del signor Palmero- non sono pagato da una parte per sostenere una certa verità: i compiti di un giornalista sono ben altri, tra cui il dare conto alla collettività di certi atteggiamenti che rispondono a certi criteri di notiziabilità. Se lei reputa che la mia persona sia di interesse pubblico e risponde ai criteri di cui prima faccia pure, io non ho niente da nascondere: e lei? E l'azienda per la quale lavora il signor Palmero? Come vede i miei non sono "toni ultimativi", ma semplicissime prerogative della nostra professione.

    (CONTINUA)

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  120. Inoltre lei afferma che il dottor Di Grazia abbia "diffamato" l'azienda Guna (a proposito: non mi sono chiari i Suoi rapporti con tale azienda e con il signor Palmero). Questa è un'accusa grave, che va provata in tribunale. Né lei né io abbiamo le competenze per fare affermazioni del genere. Se davvero crede che ci sia qualcosa di illecito, dunque, perché limitarsi alle invettive? Se lei mi diffamasse non esiterei a trascinarla in tribunale: e questo non per cattiveria o altro, ma perché c'è un solo organo deputato a risolvere questo tipo di controversie. Il resto è pubblicità, chiacchiericcio, fuffa. O paura, non so.

    Le sottolineo che il dottor Di Grazia non ha "stimolato" alcun giornalista a scrivere alla Guna: a differenza del signor Palmero, il dottor Di Grazia si sa difendere benissimo da solo. Le sue velate illazioni non mi fanno né caldo né freddo: se lei pensa che io sia stato prezzolato da qualcuno per "minacciare" la Guna non ha che da dirlo. Non aspetto altro. Parli chiaramente, invece di rintanarsi nel chiacchiericcio da bar. Per quanto riguarda l'invio all'ufficio legale, questo è l'unico contatto che ho trovato sul sito "Medbunker" nella voce "comunicazioni". Imputa anche questo, dietrologicamente, ad una velata minaccia?

    Per quanto riguarda il nome del prodotto, questo è stato ricavato dal blog "Medbunker". Io ho fatto una domanda, la GUNA non mi ha risposto. Prendo atto invece che secondo il sito governativo dailymed.nlm.nih.gov il prodotto "GUNA-AWARENESS" risulta che «THIS HOMEOPATHIC PRODUCT HAS NOT BEEN EVALUATED BY THE FOOD AND DRUG ADMINISTRATION FOR SAFETY OR EFFICACY. FDA IS NOT AWARE OF SCIENTIFIC EVIDENCE TO SUPPORT HOMEOPATHY AS EFFECTIVE».

    Le ricordo infine che il "tesserino" serve a rispondere a precise regole di deontologia e correttezza. Se pensa che da parte mia ci sia stata una violazione, la invito ed anzi la sfido a segnalarmi all'Ordine di competenza. Inoltre prendo atto che la GUNA ha girato a lei la mia missiva, ma non si sa a quale titolo: lei chi è? In che modo rappresenta tale azienda ed il signor Palmero?

    Resta in definitiva il fatto che la GUNA si sta sottraendo alle mie domande. Ne prendo atto, e vado avanti con quest'inchiesta.

    La saluto»

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  121. aggiornamento: il signor Poma afferma di aver ricevuto risposta alle mie domande da parte della Guna. Non provenendo dall'addetto stampa di tale azienda, sono risposte "non ufficiali" - è dunque una fonte secondaria, va presa per tale. Aspetto dunque che a rispondermi sia l'addetto stampa, di modo da essere autorizzato a diffondere il contenuto della e-mail

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  122. Ilario, grazie per l'interesse che mostri per la vicenda, io reputo educative ed esemplari le stesse repliche della GUNA, dal mio punto di vista hanno risposto come meglio potevano.
    Naturalmente anche io, se ci dovessero essere novità, aggiornerò il mio "ristretto numero di lettori".
    ;)

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  123. Se davvero crede che ci sia qualcosa di illecito, dunque, perché limitarsi alle invettive? Se lei mi diffamasse non esiterei a trascinarla in tribunale: e questo non per cattiveria o altro, ma perché c'è un solo organo deputato a risolvere questo tipo di controversie. Il resto è pubblicità, chiacchiericcio, fuffa. O paura, non so.

    Signor D'Amato, la mia è solo una congettura quindi le condideri come come tale, io avrei una una possibile risposta alla sua domanda ed è questa sentenenza di un giudice relativa ad una denuncia da parte degli omeopati contro Piero Angela per un sua trasmissione dedicata all'omeopatia :

    http://www.brainmindlife.org/pieroangela.htm

    La sentenza è totalmente sfavorevole ai querelanti e, a mio avviso, indica che per poter querelare qualcuno che scriva contro l'omeopatia, occorra dimostrare, con fatti scientificamente accertati e accettati dalla comunità scientifica, che la stessa funzioni. Cosa che a giudicare dalla sentenza i querelanti non sono riusciti a fare.

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  124. Figurati, è un dovere etico e morale (oltre che professionale). Io non sto prendendo posizione, valuto solo i documenti e li espongo al pubblico. Il che è il compito primario di un giornalista, a differenza di un addetto stampa o di altri che parlano ma non si sa a che titolo. Le parole hanno un peso, sempre: è bene ricordarselo SEMPRE.

    Per quanto riguarda le "repliche della GUNA", devo sottolineare che finora le risposte mi sono pervenute solo dal signor Luca Poma, che afferma di aver "girato" le mie domande a tale azienda. Quanto da me scritto in questi commenti non è quindi da considerarsi come una "replica della GUNA", ma al massimo "presunte repliche della GUNA dichiarate come tali dal presunto signor Luca Poma". Inutilizzabili, per me. Inoltre, mi dispiace non poterti fornire nessun dettaglio su tali "presunte repliche" ma l'articolo 616 del codice penale mi impedisce di divulgare la corrispondenza privata, pur se intercorsa tra due giornalisti.

    Appena potrò, tuttavia, scriverò un articolo su questa intricata vicenda: questo è un mio diritto, con i paletti che la deontologia mi impone. E nessuno (nessuno, mai) può farmi retrocedere di un passo, visto che mi mantengo entro i predetti limiti.

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  125. Buonasera! Navigando per cunicoli e sotterranei virtuali ho scovato un blog con questo articolo molto interessante sull'argomento"omeopatia".
    http://www.blogzero.it/2011/08/02/boiron-omeopatia-querela-denuncia-blog/

    Spero di fare cosa gradita condividendolo con We Wee ed i suoi lettori. Buon ferragosto a tutti

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  126. Ciao Rossogeranio, segnalazione gradita e che conoscevo, scriverò due righe per raccontarla (ormai pochi) a chi non conosce la vicenda che oltretutto ha avuto un finale sorprendente...

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  127. In merito alla mia lettera inviata alla GUNA (si veda il post http://medbunker.blogspot.com/2011/07/omeopatia-ghiandole-di-rospo-e-veleno.html?commentPage=2#c2442585951025388493 dell'11 agosto 2011, ore 17:31), mi è giunta la risposta a firma di Antonella Zaghini, assistente di direzione della stessa:

    «a) l'originario post al quale Lei si è riferito nella Sua iniziale comunicazione è stato pubblicato da Glebb & Metzger, il nostro ufficio stampa, in nome e per conto di GUNA S.p.a., a firma di Davide Palmero;

    (CONTINUA)

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  128. b) che GUNA S.p.a. ritiene essere stati chiaramente lesi i propri diritti, in considerazione dell'abbinamento tra la dicitura di un proprio prodotto e parole certamente non lusinghiere e comunque in grado di nuocere al profilo commerciale del prodotto stesso ("vergogna", "stregoneria", "fraudolenza", ed altre). E' acclarato infatti come il diritto di cronaca in ambito giornalistico (e ancor più quindi in ambito non giornalistico qual'è un semplice blog web) può essere esercitato nel rispetto di determinati limiti e purché la notizia non trasmodi nell’offesa dell’altrui onorabilità (giurisprudenza pacifica). L'esercizio del diritto di critica è inoltre tutelabile solo fin dove non giunga ad essere gravemente lesivo dell’altrui dignità morale e professionale (non fanno certamente eccezione le persone giuridiche qual'è GUNA S.p.a., tutelate in tal senso al pari delle persone fisiche). In particolare, il limite all’esercizio di tale diritto deve intendersi superato ogni qualvolta trascenda in attacchi diretti a colpire la figura "morale" del soggetto criticato, giacché in tal caso, l’esercizio del diritto, lungi dal rimanere nell’ambito di una critica misurata ed obiettiva, si trasforma in un’aggressione della sfera altrui, penalmente protetta (Cass. Pen 5 maggio 1995, n. 4871; Cass. 27 giugno 2000, n. 8733; Cass. 24 gennaio 2000, n. 747; Cass. Pen. 16 dicembre 1998, n. 935 ed altre);

    (CONTINUA)

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  129. c) che GUNA nonostante quanto sopra espresso, non ha mai dato mandato ad alcun legale di diffidare l'autore del blog, ne ha mai inteso farlo, non essendo mai appartenuti all'azienda stili "aggressivi" di confronto, on-line ed off-line. GUNA si confronta ogni mese con critiche su internet e sulla carta stampata, portando le proprie ragioni e sollecitando sul tema delle Medicine Non Convenzionali/Complementari un dibattito improntato al civile e democratico confronto di idee;

    d) anche quando il confronto assume da parte dei "critici" toni per nulla civili, come riteniamo inequivocabilmente essere il caso del post sul blog da Lei richiamato, ovvero allarmisti, irrispettosi dei medici MNC e della libertà di scelta terapeutica dei pazienti, GUNA non modifica la propria azione, come esposta al punto precedente;

    e) il prodotto GUNA Awareness è stato autorizzato dalla FDA alla commercializzazione negli Stati Uniti, mentre sono in corso richieste di autorizzazioni in altri paesi. La documentazione che autorizza la commercializzazione in USA è disponibile sul sito dell'FDA. Le prove cliniche di efficacia, raccolte da medici indipendenti dalla filiale USA GUNA Inc nell'ambito di studi clinici osservazionali, stanno dando esiti positivi e incoraggianti. Non appena disponibili in via definitiva, i dati verranno senz'altro pubblicati.

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  130. Per chi parla inglese, ho appena trovato questa divertente produzione di uno cabarettista scettico. Merita davvero.
    http://www.youtube.com/watch?v=HhGuXCuDb1U

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  131. Buongiorno a tutti.

    Ho effettuato una analisi ANOVA a sui dati dei valori medi riportati nell'articolo e vorrei condividerne con voi i risultati.
    I valori di F per i vari gruppi, come definiti dall'autore, nelle tabelle da 1 a 3 non mostrano delle differenze statisticamente significative. I valori di F riscontrati sono 0.34 - 0.46 - 0.28 contro un Fcritico di 2.26.
    I valori di F per esperimenti, nelle stesse tabelle mostrano differenze statisticamente molto significative. I valori di F riscontrati sono 41 - 25 - 48 contro un Fcritico di 2.44.
    Il valore F per gruppi, nella tabella 4 mostra delle differenze statisticamente significative, essendo pari a 2.29 con Fc 2.25. F per esperimenti in tab. 4 è pari a 2.64 (Fc = 2.44). Il gruppo di maggior discordanza è il controllo A: eliminandolo si ha F gruppi = 1.72 (Fc 2.38), F esperimenti = 1.93 (Fc 2.48).
    Il valore F per gruppi, nella tabella 5 mostra delle differenze statisticamente significative, essendo pari a 2.26 con Fc 2.25. F per esperimenti in tab. 5 è pari a 3.47 (Fc = 2.44). I gruppi di maggior discordanza sono qui il controllo A ed il buspirone: eliminandoli si ha F gruppi = 1.66 (Fc 2.38), F esperimenti = 3.39 (Fc 2.48).

    Riassumendo:
    1 Non vi è differenza tra prodotto omeopatico, buspirone e placebo nei test OF. Questo è riconosciuto anche dall'autore. Quindi OGNI differenza riscontrata nei test OF è puramente causale e non va commentata.
    2 Non vi è differenza tra prodotto omeopatico, buspirone e gruppo di controllo B nel test di permanenza alla luce. Questo è riconosciuto anche dall'autore. Quindi OGNI differenza tra i gruppi di cui sopra riscontrata nel test è puramente causale e non va commentata.
    3 Non vi è differenza tra prodotto omeopatico e gruppo di controllo B nel test di permanenza alla luce. Questo è riconosciuto anche dall'autore. Quindi OGNI differenza tra i gruppi di cui sopra riscontrata nel test è puramente causale e non va commentata.
    Alla luce di quanto espresso, figura 2 non dovrebbe essere inclusa nell'articolo e tutte le considerazioni espresse non hanno fondamento statistico.

    Vi ringrazio per i commenti.

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  132. Grazie Chino65,

    se qualche statistico in linea volesse commentare sarebbe benvenuto. Un'altra analisi della statistica che avevo chiesto ad uno statistico aveva raggiunto simili risultati.

    E' il tipico esempio di "bias di conferma", si selezionano i risultati che vanno a favore della propria teoria e si escludono quelli che la smentiscono facendo così raggiungere conclusioni errate e fuorvianti.

    Grazie di nuovo.

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  133. *correzione: al posto di "causale" va il termine "casuale"

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  134. Ho inserito la tua analisi statitica in coda all'articolo.

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  135. Sapete, proprio ieri ho fatto vedere questo articolo a uno dei fanatici dell'omeopatia. La sua risposta è stata: "Vedi? Se si danno tanta pena pur di screditare l'omeopatia vuol dire che ne hanno paura perchè funziona meglio delle loro medicine e toglie i clienti alle case farmaceutiche! Se la medicina ufficiale è contro l'omeopatia allora vuol dire che nell'omeopatia c'è sicuramente qualcosa di buono!". Ho tentato di ragionarci, poi ho visto che dietro consiglio del suo omeopata si tiene lontano dal forno a microonde perchè "emana radiazioni negative" e ho capito che c'era poco da fare.

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