martedì 17 ottobre 2017

Weird Medicine: quante cose strane (e raccapriccianti) possono capitare in medicina.

Tempo fa, agli albori di questo blog, periodicamente non poteva mancare un post sulle immagini scientifiche più affascinanti e belle.

Vedere quello che normalmente non vediamo (per esempio attraverso un microscopio o usando tecniche particolari di fotografia) è un'esperienza molto interessante. In campo medico l'immagine, oltre al fascino, ha un valore fondamentale.
Le immagini ci danno anche la possibilità di fissare nel tempo degli eventi strani, unici, rari e questo in medicina succede spesso. Un caso particolare, una malattia rara, una cosa mai vista, ecco che possiamo approfittare delle immagini per vederla. Ovviamente in medicina possono succedere cose molto strane, a volte comuni ma che la maggioranza delle persone ignora. Sapevate ad esempio che lo starnuto "viaggia" a 350 chilometri orari? È per questo che rappresenta una fonte importante di contagio da malattia infettiva, anche da lontano colpisce. Saperlo significa saper prendere precauzioni quando si starnutisce ad esempio farlo nell'incavo del braccio o su un fazzoletto di carta e poi va buttato negli appositi contenitori. Di esempi ce ne sono tanti ma la maggioranza è meglio riservarli, per il loro impatto visivo o la forza emozionante, a chi lavora in campo medico. Per il grande pubblico le curiosità non mancano.


Così oggi ho pensato di inserire delle notizie  stupefacenti, strane o semplicemente interessanti legate al mondo della medicina, con qualche spiegazione, concentrandomi sulle cose meno comuni e conosciute. Alcune di queste possono colpire chi è più sensibile e per questo, chi si ritenesse particolarmente impressionabile può evitare di leggere il post, per una volta si può fare.
Devo così mettere un bollino rosso all'inizio del post.

Partiamo?

Dritto in testa

Un uomo di 31 anni arriva in pronto soccorso senza coscienza. È stato colpito alla testa da una mazza da baseball.
L'uomo arriva in coma e, pur essendo in condizioni stabili, viene intubato e trasferito in rianimazione. Dopo tutti gli esami di routine è sottoposto ad esame TC (Tomografia Computerizzata) che evidenzia una frattura diffusa del cranio, in particolare dell'osso temporale, parietale ed occipitale sinistro con ematoma ed emorragia.
Le condizioni sono critiche. Il neurochirurgo giudica l'intervento chirurgico non indicato. Dopo un iniziale peggioramento dell'ematoma, in dodicesima giornata il paziente è estubato (gli vengono tolti tutti i mezzi di respirazione artificiale).
Le condizioni generali sono più o meno stabili ma il paziente, vivo, è dimesso e trasferito in un centro di riabilitazione per ulteriori cure. Il tipo di frattura che si vede nell'immagine è chiamata anche "a mappamondo" perché ricorda le linee ed i segni di una mappa geografica ed è tipica di certi traumi al cranio, in particolari di impatti con superfici dure, ampie e piane.


Che il cielo mi fulmini!

Meglio di no.
Essere colpiti da un fulmine è considerato un evento talmente raro che diventa un esempio di "caso fortuito" eccezionale.
Eppure così raro non è. Sono centinaia le persone che ogni anno, in ogni parte del mondo, sono colpite da fulmini con conseguenze più o meno gravi ed in genere un fulmine non perdona. 
Tra le conseguenze immaginabili dell'essere vittime di "folgorazione" da fulmine ne esiste una poco conosciuta e curiosa. Sono le macchie di Lichtenberg.

Il fulmine, pura energia elettrica, sviluppa calore e questo tende a distribuirsi nei tessuti più ricchi di liquidi (vasi sanguini e pelle, ad esempio). Questo può causare, oltre ai gravissimi danni immaginabili, anche la rottura di piccoli vasi sanguigni superficiali, molto vicini alla cute. Il "disegno" di questi capillari può diventare così visibile da creare uno strano disegno, brunastro e simile ad un tatuaggio (che dura molti mesi, anche anni).
Questi disegni cutanei si chiamano "macchie di Lichtenberg".



Il pidocchio acrobata.

I pidocchi sono piccoli parassiti che colonizzano il corpo di vari esseri viventi, uomo compreso. Quelli che colonizzano l'uomo possono localizzarsi in varie aree, con preferenza verso quelle più ricche di peli come il cuoio capelluto ed il pube.
Proprio sul pube vive un tipo di pidocchio che depone le sue uova sul posto e può causare sintomi di vario tipo. Dal prurito all'arrossamento fino all'infezione.
L'infezione da pidocchi era molto più comune in tempi di povertà per le scarse condizioni igieniche generali ma ancora oggi, in comunità affollate (scuole, carceri, dormitori) è possibile rilevarne vari casi.
Nel video un pidocchio che si fa strada tra i peli pubici di un uomo di 65 anni presentatosi dal medico con una storia di prurito pubico da oltre un mese.



Creduloni o masochisti?

Il "cupping" è una pratica pseudoscientifica (con pretese di essere medicina) che ha in comune le teorie esoteriche dell'agopuntura: i flussi di energia, i meridiani, il Qi ed altro, tanto da essere considerata una pratica orientale.
Consiste nell'applicare sulla cute (della schiena) delle coppette di vetro (raramente di metallo) nelle quali è stato creato il vuoto con una fiamma. Così facendo le coppette creano un effetto "ventosa" che risucchia la cute ma anche i vasi sanguigni superficiali. L'idea "popolare" che sostiene questa pseudocura è quella preistorica del "male da tirare fuori dal corpo", in pratica si crea un fastidioso "risucchio" che attira verso la cute liquidi e sangue, con conseguenze tutt'altro che positive.
Questa pratica, che non ha ovviamente alcun effetto benefico né curativo, è stata portata alla ribalta da alcuni testimonial famosi, in particolare un campione di nuoto che, per questo, ne è diventato "ambasciatore".
In realtà il cupping, oltre a non avere ovviamente base scientifica, può esporre ad alcuni pericoli. Rottura di vasi sanguigni, dolore, ematomi, emorragie, infezioni ed altro.
Se nella stragrande maggioranza dei casi il "cupping" prevede l'applicazione di poche coppette "risucchianti", il alcuni casi se ne applicano a decine, esponendo il malcapitato a rischi ancora più elevati.
Il problema è che sono proprio i "malcapitati" che, a volte, richiedono l'applicazione di più coppette credendo dipenda da questo la loro presunta efficacia.
Sono reperibili il rete immagini impressionanti, alcune nelle quali si nota addirittura la fuoriuscita di abbondante sangue dalla cute che finisce nella coppetta, spesso di vesciche o di trasudazione di liquidi, una tortura inutile e pericolosa. Questo dimostra la potenza dell'effetto ventosa che riesce addirittura a rompere i capillari e far trapassare il sangue dalla cute ma anche la mancanza di limiti  e buon senso dei ciarlatani.



L'ovaio e la cisti.

La presenza di cisti dell'ovaio è un reperto medico relativamente frequente. Quasi sempre si tratta di cisti sierose (a contenuto liquido trasparente) e, fortunatamente, nella maggioranza dei casi si tratta di formazioni benigne. Tra queste però, ne esistono alcune davvero curiose.
Possono raggiungere dimensioni cospicue (30-50 centimetri di diametro) ma quello che colpisce di più è il loro contenuto. Si chiamano "cisti dermoidi".
Queste formazioni, rotondeggianti, si trovano nel contesto dell'ovaio e spesso non danno nessun sintomo, sono scoperte nel corso di un controllo casuale ed hanno come terapia "preferibile" l'asportazione chirurgica che, in genere, risolve il problema.
La vera particolarità della cisti dermoide è il suo contenuto. Se ne aprissimo una possiamo trovare tessuto grasso, capelli, cartilagini, tessuto osseo e, in certi rari casi, anche piccoli organi ben formati, per esempio un occhio, denti o ossa intere.
Di certo la visione di queste formazioni è impressionante, la presenza di questo tipo di contenuto è dovuta al tipo di tessuto che forma la cisti che deriva dalla formazione iniziale dell'organismo quando era un embrione. Se nella cisti sono contenute delle cellule che dovevano diventare ossa, ecco che si troveranno frammenti di osso o ossa intere. Fortunatamente questo tipo di cisti sono in genere benigne e non causano problemi particolari.



Capgras

La sindrome di Capgras è una malattia neuropsichiatrica che causa, a chi ne è affetto, una sintomatologia particolare. Si tende a considerare in maniera convinta che il proprio coniuge o le persone care, siano impostori che li avrebbero sostituiti.
Nonostante le prove contrarie ed i tentativi di convincimento, chi è affetto da questo disturbo è irremovibile. Sembrano coinvolti errori di percezione e traumi cerebrali ben precisi. La persona affetta dalla sindrome, in vari test, si è dimostrata capace di riconoscere i volti e le persone ma perde il collegamento tra questi e le emozioni suscitate. Spesso associata ad altri disturbi psichiatrici (schizofrenia, depressione), la sindrome fu descritta per la prima volta negli anni '20.

L'ostetricia dei bei tempi

Fino alla metà del 1900 la medicina si poteva definire agli albori. Già la mancanza di antibiotici rendeva la maggioranza degli interventi chirurgici impossibili o pericolosissimi. Anche il taglio cesareo (l'intervento che permette la nascita dei bambini tramite un'incisione dell'addome). Oggi non è più così ma non riusciamo nemmeno ad immaginare a cosa si poteva arrivare in quegli anni.
In caso di morte fetale (il nascituro moriva prima di nascere) il rischio di conseguente morte materna era molto alto.
Non si poteva però rischiare di procedere con un taglio cesareo per estrarre il bambino, per lui ormai non c'era niente da fare ma poteva essere la salvezza della mamma. Così non c'erano altre soluzioni se non tentare l'estrazione dal basso (come se fosse un parto spontaneo) che però era molto problematica.
Negli anni si inventarono molti strumenti allo scopo, quasi tutti terribili, che provocavano sofferenza e che, oggi, provocano vero raccapriccio, quando allora erano spesso l'unica speranza di salvezza per una donna che aveva perso il figlio.
Uno di questi, il "cefalotribo" consisteva in una tenaglia che si inseriva dentro l'utero, afferrava la testa del nascituro ormai senza vita, la stringeva per tirarla verso l'esterno. Solo così, quando e se si riusciva nell'intervento, si sarebbe potuta salvare la madre che, al contrario, sarebbe morta con atroci sofferenze.
C'è da dire che questi strumenti, per le loro caratteristiche, causavano anch'essi dolori, sofferenze e, spesso gravissime conseguenze (infezioni, emorragie), persino letali. Nell'immagine, un cefalotribo del 1885.



Finiamo con una cosa leggera.
In un curioso studio del 1998, Beatrice Golomb ha concluso che bassi livelli di colesterolo sarebbero associati con aumentata tendenza alla violenza ma anche con un maggiore ricorso al suicidio. Lo studio, puramente matematico, ha trovato una correlazione che, apparentemente strana, è confermata da altri studi simili anche se, di fronte a molte ipotesi, non vi è certezza né sulla veridicità del collegamento tra colesterolo e violenza né delle eventuali spiegazioni. Si tratta probabilmente di una correlazione spuria, senza significato medico.

Alla prossima.

venerdì 6 ottobre 2017

Scienziato o ciarlatano? Ce lo dice la scienza.

Come facciamo a sapere se bere l'estratto di una pianta ci farà passare un dolore?
E come potremmo capire se una pillola farà passare il mal di testa?
E se qualcuno ci propone una "medicina", come possiamo sapere se questa è vera o in realtà non serve a nulla?
Potremmo fidarci delle sensazioni, dell'intuito ma questo spesso sbaglia, anzi, molte volte la sensazione è condizionata da ciò che desideriamo, se vogliamo fortemente far passare un dolore, anche se una cosa non funziona, un po' ci sentiremo meglio, perché lo vorremmo, perché lo speriamo. Oppure quella pillola per il mal di testa funziona davvero ma i suoi effetti potrebbero essere nascosti da una persona che vende sciroppi contro il mal di testa, un concorrente, se la pillola funzionasse, perderebbe tanti soldi.
E se invece la pillola non funzionasse e fosse tutta una bufala inventata da chi la vende?

Allora, se vogliamo dati oggettivi, notizie credibili, non possiamo che provare sul campo quell'estratto o quella pillola. Evitiamo "sensazioni", "invidie", "pressioni" e la proviamo direttamente. Prendiamo tante persone con il dolore.
Dividiamo queste persone in tre gruppi, ad uno diamo la pillola, all'altro una pillola di zucchero (si chiamerà placebo, cioè qualcosa che potrebbe avere un effetto ma solo psicologico perché lo zucchero a quelle quantità non ha effetti), all'ultimo non diamo niente. Questo esperimento si chiama "controllato", perché abbiamo messo in mezzo un gruppo di persone alle quali non daremo niente, così potremmo controllare se gli effetti dipendano dalla pillola o da altro (le malattie banali, quasi tutte, passano da sole). Però c'è un particolare in più: per rendere più attendibile l'esperimento i gruppi li formiamo per sorteggio, mescolando le persone, così da "simulare" la normale popolazione senza rischiare di mettere in un gruppo persone simili, persone "a caso" quindi in ogni gruppo, "random" in inglese e per questo il test sarà chiamato "randomizzato".

Oltretutto nessuno, né le persone né noi, dovremmo sapere se la pillola che diamo sarà quella vera o lo zucchero, così si eviterà ogni condizionamento, a volte il semplice atteggiamento "ottimista" di chi somministra la pillola può condizionare i risultati e così saremo come "ciechi", non sapremo per niente a chi avremo dato la pillola, a chi lo zuccherino (il placebo), a chi niente, sarà un test chiamato "cieco" e se vogliamo renderlo più preciso lo renderemo "doppio cieco", non solo chi somministrerà ma nemmeno i pazienti sapranno cosa stanno prendendo, così da non farsi condizionare.
Questo è un esperimento ben fatto: controllato, randomizzato, doppio cieco con placebo.

James Lind, uno dei primi medici ad applicare un primitivo metodo scientifico

Non ci permetterà di avere "la verità in tasca" (come qualcuno, disprezzandole, chiama le conoscenze scientifiche), non darà risposte definitive o sicure al 100% ma ci fornirà delle notizie, dei dati, numeri sui quali possiamo ragionare, un risultato plausibile ed oggettivo. In ultima analisi sarà un'alternativa alle "sensazioni" al "mi sembra che". Sarà pure una buona opportunità di discutere su dati, sui fatti e non sulle opinioni, perché le opinioni sono condizionate da tanti fattori.

Alla fine dell'esperimento vedremo SE la pillola ha funzionato. Ma sapremo tante altre cose. Per esempio su quante persone ha funzionato, quanto ha funzionato più dello zucchero, se chi ne ha tratto beneficio aveva caratteristiche particolari (età, sesso, istruzione?) ed altro. Ecco, la medicina si basa su questo. Ogni conclusione e decisione si basa su un metodo (si chiama "metodo scientifico").

Questo fa uno scienziato ma se lo scienziato fosse disonesto o disattento ed avesse sbagliato (volontariamente o meno) qualcosa?
Se il risultato non fosse vero?
Non tutto è perduto.
Lo scienziato pubblica tutte le fasi del suo esperimento, dall'inizio alla fine, dall'ipotesi alle conclusioni, su una rivista scientifica.
Questo serve non solo per fare conoscere a tutti quei risultati ma anche perché così chiunque potrà controllare quei calcoli e quelle conclusioni e quindi chiunque potrà trovare errori o sviste, anzi, l'autore dell'esperimento annoterà minuziosamente ogni particolare: il colore delle pillole, l'età dei partecipanti all'esperimento, la loro salute ed altro, mettendo tutto in una parte dello studio che si chiamerà "materiali e metodi".

Questo perché così, chi fosse curioso e volesse ripetere l'esperimento, sa in quali condizioni è stato fatto il primo e così ripeterlo.
Niente trucchi né inganni, è un modo per ridurre al minimo gli errori.
Tutto il resto, le cose non dimostrate, le opinioni, possono essere affascinanti, intriganti ma non avendo nessuna prova di esistenza non sono basate sul metodo scientifico quindi, fino a prova contraria, sono bufale, invenzioni, sono fenomeni paranormali, cose che nessuno ha mai dimostrato. Chi dice in campo scientifico "io ho notato che..." senza farlo confermare agli altri suoi colleghi molto probabilmente (quasi sicuramente) sta dicendo una bugia, oppure è semplicemente un incompetente.
La maggioranza dei ciarlatani usa dei trucchi, negli anni passati, proprio in questo blog, ne ho raccontati alcuni. Nel passato si trattava di semplici trucchi da baraccone (false diagnosi, falsi malati, falsi documenti) oggi...anche. Nonostante possa sembrare strano, i trucchi dei ciarlatani non sono cambiati molto nel tempo ed assomigliano tantissimo ai trucchi dei prestigiatori: semplici illusioni, magie, imbrogli, solo che il prestigiatore lo fa per fare spettacolo. Per questo motivo il ciarlatano non pubblicherà mai le sue idee su riviste scientifiche o, se riuscirà a pubblicarle, userà trucchi e stratagemmi per ottenere il risultato che vuole.
Esistono anche riviste scientifiche scadenti che, senza controllare, pubblicano qualsiasi cosa per motivi economici (pagando si pubblica qualsiasi studio, anche scadente o sbagliato).

Per questo, quando prendiamo una decisione sulla salute, dobbiamo sapere se quello che ci propongono è scienza o paranormale, la prima ci offre dei dati, il secondo delle illusioni, i medici seri si basano sugli esperimenti e sulla scienza, chi invece si basa sulle "sensazioni" o sui fenomeni paranormali si chiama "ciarlatano".

Ovviamente "fatta la legge trovato l'inganno" e gli uomini sono stati bravi a trovare dei trucchi per superare tutti gli ostacoli di un esperimento o di volgerlo a loro vantaggio. Spesso è proprio la sete di fama o di denaro che induce chi fa gli esperimenti a barare o giocare sporco ma abbiamo almeno la minima sicurezza di un controllo.
Un esperimento scientifico che viene messo in pubblico (pubblicato su rivista scientifica seria) diventa un documento ufficiale che chiunque potrà approvare, smentire, correggere, ripetere.
Per lo stesso motivo ed anche perché ormai i mezzi di comunicazione sono diffusi, una cura, una terapia, non sarà disponibile solo in un ospedale o una città ma la troveremo dovunque, anche nell'ospedale più vicino a noi.
I medici, in tutto il mondo, usano le stesse cure perché sono quelle che, esperimenti alla mano, funzionano meglio. Non è detto che funzionino sempre ma meglio.

Se ognuno curasse a modo suo troveremmo in ogni città, in ogni ospedale, una cura diversa, basata su opinioni, ipotesi, idee personali, il caos insomma.

Invece ci curiamo tutti in modo simile proprio perché è il modo migliore.

Potrà esserci differenza di organizzazione, di mezzi e strutture ma le cure sono le stesse in tutto il mondo. A parità di condizioni economiche (è chiaro che un ospedale di un paese molto povero probabilmente non avrà le attrezzature di quello di un paese molto ricco) le cure, le medicine e le tecniche, saranno identiche.
Lo stesso vale per gli interventi chirurgici. Le tecniche sono identiche, potrà esserci il chirurgo più bravo o quello meno capace ma un intervento si farà allo stesso modo in tutto il mondo.

Per questo i ciarlatani, in genere, sono facilmente riconoscibili. Esistono quindi alcune regole che distinguono il medico serio dal ciarlatano.

1) Usa terapie e metodi che usano e conoscono tutti gli altri suoi colleghi.
2) Non usa un "metodo personale".
3) Usa terapie e metodi che in genere si usano anche nelle strutture pubbliche.
4) Non si definisce o presenta come "boicottato" dalla sua comunità, non ci sarebbe motivo.
5) Non sostiene che solo la sua tecnica e la sua terapia sia quella efficace, non esiste "cura" personale, un medico cura con ciò che il mondo conosce.
6) Non dice di ottenere risultati eccezionali, maggiori di quelli di altri medici.

Non per niente il ciarlatano si "inventa" un mercato. Avrà la "sua cura", la "sua dieta", ogni ciarlatano ha il "suo metodo": tutte bufale.
Ci sono poi alcuni trucchi che servono più che altro a creare il "personaggio" ad avvolgerlo di fascino, fumo, come quello sul palco dei maghi, sono trucchi tipici dei ciarlatani che vogliono apparire grandi scienziati e che sono usati proprio nei confronti della gente che non ha molta dimestichezza con la scienza. Uno dei più frequenti è la creazione di una finta controversia, una "fintoversia".
L'esempio più tipico è quello dell'omeopatia: nonostante sia basata su un rito magico, non abbia basi scientifiche, nonostante sia basata sulla somministrazione di sostanze senza effetti e gli studi dimostrino ovviamente che non ci siano effetti, gli omeopati continuano a discuterne come fosse una cosa vera, quasi una medicina.

Esistendo la libertà di scelta, sta ad ognuno di noi cercare informazioni serie, competenti, scientifiche. Se poi siamo affascinati dal paranormale o ci vogliamo affidare ai ciarlatani, sono ovviamente problemi nostri.

Ecco, io lo ripeto continuamente e continuamente rispondo così a chi insiste nel credere a sciocchezze (ovviamente dal punto di vista scientifico) come l'omeopatia o le medicine alternative, se si pensa di essere davvero informati, se si crede di aver preso informazioni da fonti serie ed attendibili, si proceda. Salute e soldi sono beni personali e nessuno potrà convincere nessuno di qualcosa di cui non vogliamo essere convinti.
Ricordate però che se qualcuno vi mette in guardia, il dubbio stiate sbagliando potrebbe salvarvi la vita.

Alla prossima.

lunedì 18 settembre 2017

I furbetti dell'antivaccinismo.

Ne ho accennato varie volte ma non ho mai approfondito il tema. Qualcuno, quando parlo di interessi economici dietro il presunto "dissenso ai vaccini" si chiede che interesse economico dovrebbe esserci nei genitori che rifiutano di vaccinare i propri figli. L'argomento è complicato perché io stesso ne sono venuto a conoscenza solo dopo anni di "frequentazione" e di studio di certi ambienti. Bisogna specificare che la maggioranza dei genitori che decidono di non vaccinare i propri figli è in buonafede. È cioè mossa da motivi positivi, dall'amore che prova per i figli e dall'istinto di protezione che hanno tutti i genitori ma è un istinto riposto male, che segue false notizie e che quindi può ottenere l'effetto contrario di quello desiderato. Per l'ansia (perché è un sentimento molto vicino all'ansia) di proteggere i propri figli si fa la scelta meno protettiva.

Alcuni genitori sono realmente e letteralmente terrorizzati dall'idea di una vaccinazione, la vedono come un'esperienza terribile, come un incubo. Come mai?
Fare un vaccino non è più pericoloso del fare un antibiotico o un farmaco qualsiasi (anzi, forse è molto meno rischioso perché si fa una volta e lo si è fatto su milioni di persone da decenni). C'è qualcosa quindi che terrorizza questi genitori. Una di queste cose è la cattiva informazione.
Questi genitori sono stati ricoperti e sepolti da cattiva informazione che proviene quasi totalmente da antivaccinisti professionisti, persone che, direttamente o indirettamente, dall'attivismo "contro i vaccini" guadagnano (quasi sempre soldi), ne hanno fatto un mestiere. Ciò che hanno letto lo hanno trovato quasi esclusivamente su internet e su libri antivaccinisti, si tratta praticamente di totale spazzatura, falsa informazione.

Quei genitori sono stati convinti che, per proteggere i loro figli, debbano rinunciare a vaccinarli, l'esatto opposto della realtà. Quale logica direbbe che per proteggere un figlio lo si debba lasciare esposto alle (tante) malattie infettive? Quale ragionamento "normale" concluderebbe che sia molto meglio rischiare una malattia come la difterite, il morbillo o la poliomielite invece di fare una puntura che fondamentalmente ha un rischio di effetto collaterale bassissimo?
È evidente, oltre che emergere dai dati scientifici ma anche dall'esperienza ormai secolare, che i vaccini non espongano a particolari effetti collaterali e che, quando questi esistano, sono fortunatamente rarissimi. Si vaccinano milioni di persone nel mondo, da decenni, con qualsiasi situazione clinica e non si hanno evidenze di danni particolari, anzi, abbiamo l'evidenza della rarità ormai acquisita di certe gravi malattie. Persino malattie quasi sempre benigne (varicella, parotite ed altre) possono complicarsi gravemente ed in ogni caso sono fonte di dolore, sofferenza, fastidio: quale genitore normalmente desidera il dolore del proprio figlio? Evidentemente la parola "vaccino" deve procurare un terrore maggiore, inspiegabile.
Da dove esce fuori quindi questo terrore dei vaccini da parte di alcuni genitori?

Dalla propaganda antivaccinista.

I movimenti antivaccino, infatti, usano molto la propaganda ed il fondamentalismo e questi sono argomenti molto convincenti. Insinuare il dubbio, esaltare le ansie, diffondere falsi allarmi, sono armi tipiche della propaganda che l'attivismo antivax usa a piene mani.
Se dicessi che nei vaccini fossero contenuti pezzi di metallo, ovviamente, susciterei paura. Se sostenessi che per fare i vaccini si usano feti abortiti, susciterei ribrezzo. Questi argomenti (fasulli) sono usati a piene mani e sono argomenti che, apparentemente folli, sono invece considerati credibili (uno dei cardini della propaganda è quello di ripetere continuamente una bugia tante volte da farla diventare credibile). Così come la pressione psicologica, il tentativo di formare gruppi chiusi per concentrare gli sforzi e le iniziative.

L'antivaccinismo professionista è abbastanza banale, è un movimento che esiste da quando esistono i vaccini ma ovviamente solo negli ultimi anni ha punti simili all'ecoterrorismo. Si tenta di condizionare la politica (per esempio bombardando i politici di mail ed appelli), si organizzano manifestazioni, raccolte firme, minacce, violenze, intimidazioni, si tenta la trasformazione di un tema sanitario ben chiaro (la capacità dei vaccini di ridurre le malattie) in tema politico e per questo si rafforza lo spirito di gruppo. Sono usati temi "epici" (frasi come "vinciamo noi", "il nostro movimento", "siamo una famiglia"), proprio per creare il gruppo, un mutuo sostegno. Si arriva persino a gesti estremi.

L'antivaccinista professionista non termina il suo lavoro solo nel combattere le campagne di vaccinazione ma anche dopo. La posizione che ha raggiunto all'interno di questi gruppi servirà per il suo mantenimento. Così medici, avvocati o semplici cittadini, sfruttano i seguaci acquisiti per vendere un prodotto. Quel complotto che avrà bisogno di protezione, sia essa legale, medica (con false cure) o sociale (con le "scuole novax" per esempio). Per sfuggire al complotto mondiale dei vaccini bisogna, per forza, rifugiarsi nei rimedi offerti dagli antivaccinisti.

Ad esempio le pseudocure.
Esiste un percorso tipico per gli sfortunati genitori che entrano nel tunnel dell'antivaccinismo professionista. Il figlio ha una malattia (spesso appartenente allo spettro autistico ma non solo) e nel corso di ricerche su internet o discussioni con altri genitori con problemi simili, vengono a conoscenza di un "professore" o di un "medico" eccezionale che curerebbe proprio questo tipo di malattie. Ovviamente vanno a sentire la sua opinione (molto costosa) che arriverà dopo una serie di numerosi esami molto complicati che non hanno riscontri in medicina, tra questi esami ci sarà anche un test per "intossicazione da metalli" (inutile e che non diagnostica praticamente niente) che "ovviamente" noterà proprio un'intossicazione e che altrettanto "ovviamente" deriverà dalle vaccinazioni.
Da quegli esami (senza che ve ne sia ragione), il "professore" diagnosticherà un danno da vaccino (tipicamente "encefalopatia post-vaccinale", entità che non esiste in medicina).
Ed ecco che inizia la trafila di acquisti: integratori, diete, omeopatia, prodotti chelanti, controlli, esami (che ovviamente si dovranno fare dove consiglia il "professore" perché solo lì sono bravi), di nuovo integratori.
Con l'avvertimento che si tratterà di una cura "molto lunga". Questo non scoraggerà certo in genitori. Nel frattempo il "professore" consiglierà di rivolgersi ad una associazione che ha degli avvocati che potranno aiutare la famiglia. Ed ecco che iniziano ricorsi, carte e documenti per chiedere un indennizzo per quel "danno da vaccino" che nessuno si aspettava.

Passa il tempo e gli anni ed i continui acquisti, intervallati da altrettanto costosi controlli del "professore" non cambieranno nulla nel problema del bambino, ormai quasi ragazzo, i soldi spesi saranno tantissimi e lo stesso dal punto di vista legale, soldi buttati (ho ricevuto testimonianze di persone che hanno perso la casa per i debiti contratti con i falsi esperti dell'autismo). Però il ragazzo, essendo cresciuto, andando a scuola e frequentando altri servizi, probabilmente sarà lievemente migliorato in alcuni aspetti, maturato in altri, raggiunto un minimo di socializzazione. E secondo voi, di chi sarà il merito di tutto questo?
Non aggiungo la risposta perché la sapete. E funziona sempre così.

La storia ha un finale triste.
Il ragazzo ormai grande non avrà ottenuto nulla se non il completo impoverimento dei suoi genitori che ormai avranno radicato la convinzione di essere abbandonati dallo stato e di dovere tutta la loro salvezza al "professore" che, assieme agli altri "guru" sono stati gli unici ad interessarsi e capire i problemi del loro ragazzo. Spesso tentano di giustificare il loro comportamento parlando di miglioramenti eclatanti che però, in tutta evidenza, non sono presenti.
Per ogni minimo tentennamento, dubbio, perplessità, ci pensa il gruppo "no vax": nessun dubbio, il bambino era un danneggiato da vaccino e la cura miracolosa (nella lista si troveranno estratti di aglio, prezzemolo, melatonina e cose simili) ha fatto indubbiamente il suo lavoro. Come si fa ad abbandonare questo "tunnel"? È praticamente impossibile.

Ecco come si entra e si vive all'interno della setta "no vax" che, come avrete capito, non ha nessun interesse medico o sociale ma ne ha ben altri e certo non a favore delle famiglie o dei ragazzi con problemi.
Esistono fondamentalmente tre categorie di persone che hanno scelto di vivere di antivaccinismo: medici, avvocati, guru.

Nella quasi totalità dei casi i medici che si dichiarano (o che si mostrano) contro i vaccini sono "medici alternativi" (omeopati, agopuntori, osteopati e simili). Chi si occupa di medicine complementari è quasi sempre un medico che non ha trovato altri sbocchi lavorativi ed accontenta una piccola fetta di mercato, quella che è attirata dall'"olistico", dall'"alternativo" ed ha continuamente bisogno di nuovi clienti.
Per questo si inventa "cure" per l'autismo, metodi per risolvere malattie di tutti i tipi (ovviamente tutte causate secondo lui dai vaccini) e crea un piccolo mercato molto fiorente.
La situazione italiana è diversa da quella di altri paesi nei quali, ad esempio, le associazioni di omeopati si sono sempre schierate a favore dei vaccini (mentre i singoli spesso no), da noi, ufficialmente, le società di omeopatia si sono sempre poste in maniera critica e pseudoscientifica.
Essere contro i vaccini segue la stessa logica, essere "alternativi" al sistema, mostrarsi "contro" ogni regola ed ogni norma scientifica. Una buona percentuale di questi medici è anche impreparata e nelle loro affermazioni traspare una vera e propria incompetenza (non sono rari quelli che prendono notizie, ritenendole attendibili, da siti di false news o di pseudomedicina). Ovviamente queste pseudocure non hanno nessuna utilità ed anzi possono avere alcuni rischi.
È il caso, per esempio, della chelazione o della somministrazione di ormoni o cortisonici. Non sono casi singoli quelli di bambini o ragazzi morti in seguito a queste inutili prescrizioni.
C'è traccia anche di accordi tra medici e farmacie per procurare i prodotti prescritti. Da qualche mese, finalmente, gli ordini professionali hanno iniziato a fare rispettare la deontologia: chi si basa sulla stregoneria per fare medicina è fuori, farà lo stregone.


Più o meno simile il ruolo degli avvocati antivaccino.
In Italia sono pochi e ben conosciuti. Sono in genere avvocati poco noti che provano a raccogliere adesioni di gruppi per guadagnare nella massa (le cause per richiesta di indennizzo sono lunghe, complicate e spesso non portano a nulla). Si dichiarano "esperti di danni da vaccino", si occupano prevalentemente di cause per presunti danni da vaccino e creano a volte associazioni che sono in realtà paravento della loro attività. Sono contattati o contattano direttamente famiglie con bambini o ragazzi con malattie di vario tipo e propongono di iniziare una causa contro il ministero o contro le USL per collegare la malattia alla vaccinazione e quindi ottenere una somma di denaro. Ovviamente promettono grandi guadagni (che si rivelano quasi sempre illusioni) alle famiglie che, stroncate dalle difficoltà e spesso dalle stesse cure proposte dai medici ciarlatani, vedono quel denaro come un sostegno per le loro spese e dichiarano di non percepire nessuna parcella. Ufficialmente, è chiaro.
Ultimamente la situazione è molto più complicata da quando si è notato che il fenomeno fosse diventato dilagante, l'iter per ottenere questi indennizzi infatti è oggi un po' più difficile.

Esistono infine una serie di personaggi che gravitano nel mondo dell'antivaccinismo. Alcuni genitori che ormai sono affaristi e che usano le malattie dei figli per guadagnare denaro, persone chiaramente disturbate che si autoeleggono a capo di associazioni o gruppi antivaccino e qualche "guru".
I genitori antivaccino per professione hanno semplicemente abbracciato la moda del momento. Probabilmente prima erano "genitori pro omeopatia" o "pro-Stamina" o avevano creato associazioni di vario tipo con un solo scopo: raccogliere denaro.
Ufficialmente per i bisogni dei propri figli (realmente malati), in pratica per i propri.

I guru antivaccino in Italia si possono contare sulle dita di una mano, questa figura è molto più rappresentata nei paesi anglosassoni dove, se un medico o un professionista si mostra contro ogni conoscenza scientifica diffondendo sciocchezze o falsità mediche, è espulso velocemente dagli ordini professionali. Da noi i guru sono fondamentalmente giornalisti, responsabili di siti web, politici ed attivisti che si auto nominano a capo di qualche movimento, così come si auto nomina "grande scienziato" qualche personaggio in cerca di fama. Assumono il ruolo di "guide" del movimento perché attivi, creano spesso eventi, video, trasmissioni, incontri sull'argomento, si dichiarano apertamente "contro le vaccinazioni" o più velatamente per "la libertà di scelta", si dipingono come "dalla parte dei cittadini" o "dalla parte dei deboli" per recitare il ruolo dell'altruista disinteressato, cercano di rifiutare l'appellativo di antivaccinista ma solo per mostrarsi neutri ed equilibrati, cosa che però non emerge da quanto scrivono e dicono.
Hanno al contrario tutto l'interesse nel creare e mantenere un "movimento" ed un folto seguito perché questo rappresenta anche il loro pubblico, senza il quale non avrebbero alcun seguito, sgomitano quindi per diventare "protagonisti". Il loro interesse economico è sostanzialmente questo.
Non hanno in genere nessuna preparazione specifica, infatti usano tecniche pubblicitarie e tentano di dipingersi come "contro il sistema" o "controinformazione" quando in realtà usano le stesse e le solite banali notizie (quasi sempre bufale) già ampiamente conosciute nell'ambiente.

Attenzione. Il fenomeno antivaccini non è nato oggi e non è un fenomeno legato a internet, è sempre esistito e le sue armi sono sempre le stesse: spargere ansia, paura, diffidenza. Parlerò dei metodi della propaganda antivaccini in un altro articolo.

Propaganda antivaccinista ad inizio 1900.

Il panorama è quindi abbastanza chiaro e potrà confermarlo chi entra in questo ambiente quando noterà che i convegni sono tenuti sempre dalle stesse persone, le cause di risarcimento vedono sempre gli stessi periti ed avvocati, persino ciò che si trova in internet o in libreria avrà come protagonisti sempre gli stessi nomi.
Poi c'è "la massa". L'insieme di persone, spesso di bassa istruzione, a volte semplicemente stupide (sì, esistono gli stupidi), che basandosi su ciò che trovano su internet e facendo ragionamenti semplici e lineari, giungono a conclusioni (ovviamente sbagliate) eclatanti, pensando al vaccino come ad un veleno diffuso dai poteri forti, come fosse un'invenzione nata ieri e venduta nei supermercati. Questi sono i soggetti ingestibili, visto che non sanno sostenere una discussione e non capiscono i fondamenti della statistica ma nemmeno della logica.

Tutti questi personaggi, al netto di chi proprio agisce per stupidità, hanno un obiettivo preciso: i soldi.
Nessun interesse scientifico ovviamente (di scienza nell'antivaccinismo ce n'è poca) ma solo quello economico che per questo richiede partecipazione, una dose di aggressività (per tenere fuori i "curiosi") e proselitismo.

Una mamma (che conosco personalmente) mi ha scritto chiedendo di raccontare cosa le è successo in proposito. Ovviamente mantengo l'anonimato:

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Sono alcuni anni che mi tormenta il dubbio se sia utile o meno raccontare come si entra in contatto coi medici che “consigliano cautela” con le vaccinazioni e poi però ti offrono la cura per disintossicare i tuoi figli, per “togliergli i vaccini dal sangue”.
Questi, dopo aver espresso di non essere contrari alle vaccinazioni, diagnosticano un danno da vaccino a tuo figlio. Vivo il tormento per diversi motivi: primo perché ho la certezza che la loro esistenza è resa possibile solo come riflesso secondario e deformazione del pensiero critico alla base dell’analisi scientifica e secondo perché la scelta di raccontarla mantenendo l’anonimato potrebbe essere un’arma di ulteriore sbeffeggiamento data in mano a chi ama giocare con la salute dei più indifesi.
Premetto che personalmente ritengo che possano permettersi di correre un rischio così serio con tanto ardire, soltanto perché la maggior parte delle persone, fortunatamente e al di là del false balance reso possibile da una cattiva comunicazione, continua ad avere un comportamento responsabile garantendo ancora la salute di tutti, anche di quelli che verranno poi raggirati. Dopo aver riflettuto ho pensato che però andava raccontato, anche se verrà messo in dubbio e accusato di essere una falsità, anche se raccoglierà gli insulti più beceri perché i soldi e la serenità delle famiglie meritano rispetto, perché anche i medici e i ricercatori che lavorano con professionalità e con spirito di abnegazione meritano rispetto e perché i bambini malati hanno diritto alle migliori cure e ad essere protetti e accettati.
Come purtroppo capita a molte persone è capitato anche a noi di dover correre in un pronto soccorso pediatrico per sentirsi dire che le convulsioni che hanno colpito tuo figlio sono conseguenza di una grave malattia e che tuo figlio verrà ricoverato per un tempo indefinito e senza alcuna garanzia che le cose torneranno mai a posto…insomma abbiamo incontrato la sofferenza, quella più terribile, quella che non colpisce te direttamente, ma peggio, tuo figlio.
Come ogni genitore del mondo l’unico sentimento che ti attraversa, anzi che ti travolge, è la disperazione e alla disperazione si accompagna quell'umanissimo desiderio di dare senso alla propria disgrazia...in quegli stessi giorni può capitare di conoscere altri genitori, parenti di bambini ricoverati che in quel preciso e identico momento attraversano anche loro il difficile cammino della malattia: a noi è successo, ed è successo anche che quei parenti li conoscessi da molto tempo. Non sto a raccontare i dettagli delle malattie che sono capitate in sorte a mio figlio o al figlio dei miei conoscenti ma adesso arriva il momento in cui entri in contatto con chi, senza sconsigliare i vaccini, accusa velatamente, ma non tanto, essi stessi di di aver fatto ammalare tuo figlio, senza neanche conoscerlo...
I miei cari vennero contattati dai parenti di quest’altro piccolo paziente perché, in buona fede assoluta, volevano metterci al riparo dai medici “malfattori” di quell'ospedale. Raccontarono perché, non fidandosi dei medici che avevano incontrato in pronto soccorso e che, per inciso, avevano in cura anche mio figlio, erano infine giunti ad un luminare che li aveva portati a conoscenza del losco e infame mondo della medicina malata e che traeva beneficio dall'ingannare genitori disperati; i medici ospedalieri avevano garantito loro che il piccolo bambino non fosse vittima di una reazione a vaccini ma i genitori non erano persuasi e non capivano perché non fosse possibile fare una diagnosi certa per loro figlio che solo poche settimane prima aveva ricevuto i vaccini, così rovistando nelle pieghe lasciate aperte dalla medicina ufficiale, arrivarono ad un medico controcorrente, uno che avrebbe detto loro la verità.
Il luminare in questione, dopo visita privata, diagnosticò una “encefalopatia post- vaccino” e una volta “tolti i metalli pesanti dal sangue del bimbo e seguito una dieta disintossicante” guarì incredibilmente il piccolo paziente, lui aveva indiscutibilmente la verità dalla sua e gli altri erano le menzogna...beh...mi direte, ognuno fa ciò che vuole: vero.
Ciò che trovo invece da condannare è ciò che è avvenuto in seguito: questi parenti, comprensibilmente sollevati e messi a conoscenza delle losche congiure dei medici e della casta delle case farmaceutiche, sono plausibilmente convinti di avere in mano la cura e la risposta per tutti i mali che colpiscono i bambini e così sono venuti a cercare me, prima cercando contatti coi miei parenti per metterli a conoscenza dei fatti loro accaduti e poi cercando direttamente me, ancora ricoverata con mio figlio in ospedale in condizioni critiche, cercando di indurmi a pensare che forse anche il mio caso potesse essere riconducibile ad un danno da vaccini. A nulla valevano i pareri medici e le nostre obiezioni, ormai, agli occhi di questi parenti, i medici erano solo marmaglia e noi meritavamo la stessa occasione data al loro bambino...fino a farsi trovare nel parcheggio dell’ ospedale accompagnati da un avvocato che “se ne intende” e che se avessi voluto, mi avrebbe incontrata anche subito...eravamo disperati, ma non stupidi!
Quando poi scoprii che questi luminari per la prima visita -privata- costano quasi 500 euro e che il protocollo da seguire è lungo e fitto di visite, sempre private, pur consolandoti con le più lusinghiere delle parole per le orecchie di genitori impauriti, e che i medici che hai incontrato - in ospedale - hanno fatto il doppio turno il giorno di Natale per non allontanarsi dai loro pazienti in fin di vita non chiedendoti nulla in cambio e che anzi si siedono lì accanto a te tenendoti in silenzio la mano, capisci che non puoi essere vittima oltre che della sfortuna anche del trucco più vecchio del mondo...no, non ci si può far raggirare da chi manda avanti avvocati a tutelare non i tuoi, ma i propri interessi e quelli di studi privati con prezzi da capogiro anche perché, quando la sfortuna si accanisce con la gente con pochi mezzi, far leva sulla disperazione per togliere anche le ultime risorse a chi già non ne ha per me merita solo un aggettivo…e non è gentile; eravamo disperati, non stupidi.
E rifiutammo.
Mio figlio ora sta bene ed il resto non ha importanza.
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Ringrazio questa mamma per la sua testimonianza. Noterete come, nel suo caso, siano stati proprio i parenti di un altro bambino malato a "consigliare" il "luminare" che ha la cura per i danni da vaccino.
Fortunatamente la nostra mamma si è rifiutata ma probabilmente questo è dovuto ad una buona dose di razionalità, forza d'animo e tentativo di ragionamento. Non va sempre così.

Sono però le cose che reputo più importanti e fondamentali in questo campo. Il dolore, la disperazione, spesso la rassegnazione, sono le cose che rendono più debole e facilmente raggirabile una persona. Se si tratta della salute dei figli questo diventa ancora più valido. Non è facile spiegare e fare capire che non esiste nessun "luminare" con la cura di presunti danni da vaccino (che sono quasi sempre inventati!) ma non è facile neanche riportare alla ragione un genitore in preda al panico.

Per questo chiedo uno sforzo a tutti i genitori che stanno subendo o hanno subito una cosa del genere.
Ragionate, pensate e ripensate, fatelo per i vostri figli, non vendeteli agli avvoltoi. La salute e la dignità di vostro figlio non meritano di essere messe nelle mani di un ciarlatano che ingrassa con i vostri soldi. Dovete sapere anche che è possibile segnalare all'ordine dei medici (se medico) ed anche denunciare, chi vi ha rubato soldi e speranze.
Fatelo.
Ragionate.

Alla prossima.

giovedì 31 agosto 2017

Funziona o sembra funzionare? Perché certe ciarlatanerie sembrano ottenere successi.

In tutti questi anni, uno degli aspetti che più mi ha incuriosito era quello relativo alle testimonianze dei presunti "guariti" da terapie alternative.
Ho già parlato di effetti come quello placebo in caso di terapie "blande" (come l'omeopatia o l'agopuntura) e per malattie banali, ma se ci sono delle testimonianze che colpiscono in maniera particolare, sono quelle relative a guarigioni da gravi malattie (cancro, ad esempio). Anche di questo ho già parlato, lo ripeto brevemente: la stragrande maggioranza delle persone (almeno tra quelle che ho potuto analizzare) che dichiarano di essere guarite da gravi malattie grazie a cure non scientifiche è in realtà vittima di truffe quando non complice del truffatore.
L'ho detto altre volte: se all'inizio pensavo che le "guarigioni" miracolose fossero frutto del caso o dei rari episodi di guarigione spontanea, posso dire che vi è evidenza che quasi tutte siano frutto di manipolazioni, di falsità e veri e propri "trucchi" per raccontare una storia che non corrisponde alla realtà.
Negli anni ho fornito tanti esempi di questo modo di "vantare" i successi di una cura alternativa.
Il testimone diventa complice consapevole o meno del ciarlatano e così è sfruttato a scopi pubblicitari. Ma è possibile che una persona malata si offra per una cosa così indegna? Spesso i "testimoni" producono nuovi testimoni. Se ho visto un video di una guarigione per me "miracolosa", diventerò, consapevolmente o meno, diffusore di quel "miracolo" perché ne parlerò bene, in maniera entusiasta.
Sì ed in questo articolo proverò a spiegarne qualche motivo.
Molti dei testimoni sono in perfetta buonafede, sono davvero convinti di essere guariti grazie alla cura alternativa, sono assolutamente certi che questo sia avvenuto. Perché succede? Esistono varie ragioni, ne elenco alcune:

Effetto placebo

Consiste nell'ottenere beneficio con l'uso di una sostanza che non ha efficacia terapeutica.
Il solo "fare qualcosa", prendersi cura di una malattia, ottiene un effetto benefico che può andare dal lieve miglioramento alla guarigione. Noto da tempo, l'effetto placebo è affascinante ma non può essere usato come medicina perché difficilmente controllabile, soggettivo, diverso per durata ed intensità. Inoltre, molte volte, il beneficio è solo "psicologico" (il paziente si sente meglio ma la malattia procede normalmente) e quindi può anche essere rischioso affidarsi solo al beneficio placebo. Si conosce anche un effetto "nocebo". Il paziente, se è convinto che una sostanza faccia male, anche se questa è inerte, avvertirà un peggioramento o un malessere.

Questo vale per le malattie banali, "autolimitanti" (cioè che passano da sole) o non gravi, ma può valere, entro certi limiti, anche per le malattie gravi. Curarsi, in qualsiasi modo, meglio se con dei "rinforzi" fa stare meglio. Si può assumere acqua, zucchero, un cerimoniale o una pozione, non importa, l'effetto placebo non solo ci convince di stare realmente meglio ma attiva la produzione di sostanze nell'organismo che possono procurare euforia, benessere, serenità o agire direttamente sulla malattia. Questo naturalmente è ben diverso dal dire che l'effetto placebo può "guarire" una malattia fisica (nel caso dell'ansia o delle malattie psicosomatiche questo può avvenire, naturalmente) ma può permettere di percepire un reale miglioramento delle proprie condizioni, di migliorare la qualità di vita e di apparire in buone condizioni. Un esempio su tutti è quello dell'omeopatia. Assumere pastiglie di semplice zucchero non può avere nessun effetto fisico (i granuli omeopatici sono costituiti da 1 grammo di zucchero, quantità praticamente inoffensiva), né positivo né negativo. Ma usarle come cura, rinforzandole con un preciso cerimoniale (l'omeopatia prevede una successione di riti molto precisi), farlo con uno scopo (guarire una malattia) può davvero migliorare il nostro stato di salute. È chiaro che non sarà certo la caramella di zucchero a farlo, ma la nostra convinzione di prenderci cura di noi. L'effetto placebo è un "bias" (ovvero una convizione errata) che colpisce tutti. Si è visto ad esempio che già la mancanza di effetti negativi (quello che succede con l'omeopatia, ad esempio) viene percepito come "effetto positivo". L'aspettarsi un risultato procura già la sua percezione, a prescindere se ci sia o meno.

Effetto spot

Succede che è lo stesso guaritore a proporre al suo cliente di testimoniare a favore della pseudocura. Gli chiede di raccontarne i lati positivi, gli effetti ed il suo stato. Il malato, davanti a questa proposta, si sente al centro dell'attenzione, coinvolto, un esempio per gli altri e questo diventerà l'occasione per esaltarsi, sentirsi per forza di cose migliorato (chi gli chiederebbe di testimoniare se fosse peggiorato?). Sentirsi al centro dei riflettori significa per il paziente ricevere incoraggiamento e aiuto lo fa sentire più forte, sostenuto, spinto verso il successo, non a caso, anche in medicina, la malattia è spesso raccontata (esistono siti e blog di gruppi o di singoli che compilano un diario on line della loro malattia), in una sorta di esorcismo fisico e psicologico che ha lo scopo di sfogare le proprie difficoltà. A volte è lo stesso guaritore a suggerire al paziente le cose da dire, i dati da mostrare e l'atteggiamento da mantenere. In alcuni video (uno l'ho spiegato qui) il paziente racconta del successo della pseudocura senza rendersi conto che sta invece raccontando di essere migliorato perché sottoposto alle cure standard, in una sorta di estasi ipnotica che lo trasforma da paziente a testimonial pubblicitario per il ciarlatano. La maggioranza dei pazienti che racconta la sua storia è in assoluta buonafede, si tratta semplicemente di persone (spesso deboli) che hanno trovato nel ciarlatano una spalla e non vogliono abbandonarla, una truffa bella e buona, con l'aggravante di approfittare del truffato per truffare altri.


L'ombra proiettata sul muro

Dissociarsi dal proprio corpo per escludere il problema.
Il paziente, per vari motivi, "dissocia" il suo pensiero dal suo fisico. Per paura, depressione, stanchezza, abbandono, non considera più il suo corpo come parte integrante della persona ma lo vede come estraneo, come se parlasse con l'ombra di sé stesso proiettata su un muro. Questo comporta che il fisico, malato, chiede di fare qualcosa, di curarsi, di sforzarsi, la mente, parlando con l'ombra, è distaccata, non fa nulla, si abbandona al decorso naturale della malattia. In questo modo il paziente cerca delle giustificazioni per un comportamento ingiustificabile (per una malattia molto grave "non fare niente" non è certo la soluzione migliore), vive due vite: quella del malato e quella della persona che vede un malato. Le scelte sono diverse e dipendono dalla cultura personale, dall'ambiente, dal contesto sociale. Si assiste ad un forte ricorso alla fede religiosa, un abbandono ad una entità superiore che "deciderà per noi", in alcune persone si assisterà ad una completa inerzia che dura fino a quando le condizioni fisiche non saranno irrimediabilmente compromesse, in altri ambienti si ricorre a pratiche diverse (meditazione, yoga, cure alternative) ed ognuno di questi comportamenti è giustificato dal paziente con un'accettazione dello stato in cui si è.
Raramente il paziente ammetterà di stare male, sarà evasivo sulle sue condizioni, nasconderà accuratamente la sua malattia, sembrerà quasi indifferente al dolore provato. In parole povere non è lui a stare male ma "il suo corpo". Questa dissociazione è molto frequente, anche in persone con notevole razionalità, ma mentre in molti si "abbandonano" alle terapie standard, altri si affidano a false cure (anche consapevolmente!) in una sorta di "autodistruzione" programmata.
Un comportamento del genere giustifica i presunti "miglioramenti" da falsa cura. Il paziente "reale" si rende conto di fare qualcosa che non gli giova, ma questo lo terrorizzerebbe, per questo motivo si abbandona al paziente "ombra" che invece sta bene, che sta migliorando tantissimo e che ottiene risultati eccezionali dalla finta cura. Questo spiega anche perché coloro che si affidano a false cure non ammettono "intrusioni", anzi le respingono con rabbia perché questo potrebbe far riaffiorare in loro la "lucidità" del paziente malato che dovrebbe ammettere una sofferenza e, probabilmente, una sconfitta. Stanno meglio, a prescindere da qualsiasi cosa.

La truffa

Un imbroglio, anche per chi è convinto di avercela fatta.
Non è per niente raro il caso di pazienti che seguono cure alternative e che si credono guariti perché così ha fatto credere il guaritore. La realtà è ben diversa, nessuna guarigione o miglioramento, il guaritore fa riferimento a qualcosa di positivo per parlare di successo quando al contrario la situazione clinica è peggiorata. Un esempio è quello dei "markers". In alcune malattie tumorali esistono degli esami del sangue (si chiamano "markers", più o meno "segnalatori") che possono indicare un peggioramento o un miglioramento della malattia, degli esempi sono il PSA (markers che riguarda la prostata) o il CA125 (che riguarda altri organi, come le ovaie, l'intestino, la mammella). Il grande limite di questi valori è che non sono per niente "diagnostici", un loro eventuale aumento infatti non significa per forza che ci sia una malattia o un peggioramento della stessa, così, viceversa, una loro diminuzione non significa che si assista ad un miglioramento. Il guaritore, davanti ad un insuccesso della sua cura, se trova un valore di un marker diminuito parlerà di "chiaro miglioramento", se lo troverà stabile dirà che "abbiamo fermato la malattia", induce cioè il suo cliente a credere alle sue parole basandosi su dati oggettivi ma che non hanno significato, è per questo che il ciarlatano sfugge ai controlli, chi, competente, leggesse le carte, capirebbe subito il valore di quei "miglioramenti". Il cliente naturalmente, non essendo un addetto ai lavori, si convince e cade nella truffa.
Una cosa del genere l'abbiamo vista nel caso della "cura Stamina". Quando a Davide Vannoni (inventore della pseudocura) è stato chiesto di inserire nella sperimentazione (che poi non è avvenuta) la SMA (una delle malattie che diceva di poter curare), ha rifiutato perché "nessuno strumento sarebbe adatto a mostrare i miglioramenti" (cosa ribadita dal suo socio Andolina), qualcuno potrebbe pensare: "ma se neanche uno strumento rileva un miglioramento minimo, come farebbe a rilevarlo un uomo che è sicuramente meno oggettivo della fredda macchina?". È semplicemente un modo per sfuggire al controllo.
Altri casi di truffa si basano sull'inganno diretto. Il guaritore non ammette l'inefficacia della sua cura e contro ogni evidenza parla di "successo", consiglia al paziente degli esami che non hanno alcuna attendibilità o che non mostrerebbero nessun dato interessante e così via, tutto calcolato per vendere bene la sua merce. In questo modo il paziente è spesso convinto di avercela fatta, di migliorare, di ricevere incredibili benefici dalla pseudocura quando in realtà le sue condizioni peggiorano. Non è raro incontrare persone che parlano di grandi benefici mentre sono in ospedale in condizioni pietose (alcuni casi li ho raccontati qui) ed è evidente che dentro ogni guaritore c'è l'anima del bravo venditore di aspirapolveri: convincere ad acquistare malgrado l'inutilità dell'articolo proposto.

Il fantasma su internet

Sono tante le testimonianze diffuse su internet, di persone che si dichiarano guarite grazie ad una "cura alternativa" ma che invece non ce l'hanno fatta. Il truffatore fa testimoniare una persona comunicandole la guarigione (che invece non c'è), la malattia fa il suo corso ed il "testimone" muore ma il suo video resta lì, continua a girare, testimoniando qualcosa che è in realtà una triste finzione.
Di questi video, seguendo il tema da anni, ne conosco almeno una decina. Alcuni di essi sono usati ancora oggi come "prova" di efficacia di una cura, quando il protagonista è purtroppo invece deceduto da anni.

Bias di conferma

Esaltare ciò che conferma il nostro desiderio, minimizzare ciò che lo smentisce. Se una persona sta male e per curarsi usa una stregoneria, basterà elencare i benefici (reali o inventati), spesso minimi, avvertiti eliminando ogni aspetto negativo della vicenda. Questo avrà due effetti: sulla stessa persona, sostenendola nelle sue scelte e sugli altri che resteranno stupiti dei risultati e quindi potrebbero diventare essi stessi sostenitori della scelta "sbagliata". Sarà poi il tempo ed il normale decorso della malattia a fare la differenza. Lo stesso può percepire un osservatore. Se esistesse un caso (ammettiamo vero) di guarigione da una grave malattia con una cura "nuova" bisognerebbe prima di tutto controllare quante persone hanno seguito la stessa cura senza successo (così si fa negli studi scientifici). Se a questa cura abbiamo sottoposto 1000 persone e di fronte ad una guarigione (non per forza dovuta alla cura) ci sono 999 insuccessi potremmo parlare di cura inefficace. Vi sfido a trovare una sola statistica seria (per esempio: "la mia cura è stata somministrata a 100 persone, di queste 90 sono sopravvissute, 10 no"), non lo faranno mai.
Per questo è importante anche il contesto, per questo servono i dati, i numeri, la precisione, la serietà, altrimenti si gioca semplicemente una partita nella quale non vince nessuno, anzi, vince solo il truffatore.

Tutte queste motivazioni hanno ovviamente lo scopo di "vendere un prodotto", sono l'ufficio marketing del ciarlatano che deve diffondere il suo mezzo di sostentamento.
Non a caso, quando sottoposte a controllo, tutte le false pratiche mediche, cadono miseramente, non riescono a dimostrare nulla. Oggettivamente non esiste alcuna pratica non scientifica che abbia mai mostrato di funzionare e si può dire che le pseudocure, tutte, funzionano solo su internet. Ricordate inoltre che i ciarlatani non hanno alcun limite né pietà.

Ho elencato solo alcuni dei meccanismi che spiegano i "trucchi" dei ciarlatani, l'argomento è complesso e non è possibile approfondirlo completamente (l'ho fatto nel corso degli anni) ma è anche molto affascinante e delicato.
È bene ribadire che in nessun caso (parliamo di malattie gravi) uno di questi "rimedi" possa guarire o migliorare una malattia (i fatti, i dati e gli studi parlano chiaro), si tratta di "strategie" psicologiche per affrontarla, hanno azione sulla psiche dell'individuo ma non ne hanno (o ne hanno pochissima) sull'evoluzione della malattia. Per questo motivo, se avete un problema serio da affrontare, rivolgetevi al vostro medico, chiedete spiegazioni, confrontate le varie possibilità ma non fuggite, non serve a nulla se non a nascondere una realtà.

Alla prossima.

venerdì 21 luglio 2017

VaxLegend: I vaccini? Inutili, le malattie stavano già scomparendo.

Chissà quante volte avrete sentito ripetere questa leggenda usata dagli antivaccinisti. Le malattie sarebbero scomparse (o già tendevano a scomparire) prima dell'avvento delle vaccinazioni e quindi non sono i vaccini ad aver eliminato o limitato le tante malattie infettive che affliggevano l'umanità.

È una vecchia credenza che circola proprio nei gruppi antivaccino da sempre e, nei secoli, è arrivata fino a noi. Questo valeva nell'ottocento, l'avvento di fogne ed acqua corrente ha cambiato radicalmente la vita (e la salute) delle persone. Ma è assolutamente evidente come fu proprio l'avvento dei vaccini a cambiare definitivamente la salute di tutti noi. Prima di essi le malattie infettive erano diffusissime e così le morti per causa loro. Basta guardare i grafici, proprio così. Gli stessi che vi fanno vedere quelli che sostengono questa bufala.

Solo che bisogna anche saperli leggere (e non guardare quelli manipolati). Due cose che forse chiariscono il dubbio. Le "condizioni igieniche" diverse possono essere quelle tra i giorni nostri e l'ottocento o il periodo prima della seconda guerra mondiale ma non si può parlare di condizioni igieniche differenti confrontando i dati di oggi con quelli degli anni '70 o '60, quando erano chiaramente molto simili. Non solo fogne ed acqua corrente ma già nel dopoguerra esistevano medicine, antibiotici, sistemi di sorveglianza e strade pulite, farmaci e nettezza urbana. Inoltre, proprio guardando i grafici della storia delle epidemie, si vedrà che non si è assistito ad una diminuzione di casi "graduale", ma netta, improvvisa. Se migliorano le condizioni igieniche in maniera tale da cambiare la storia di una malattia infettiva, ovviamente, questo cambiamento sarà graduale (non è che dall'oggi al domani tutta la popolazione sarà fornita di acqua corrente o si costruiscono fogne per tutta la nazione, questi sono progressi che durano decenni), al contrario, proprio perché sono iniziate le campagne di vaccinazione il calo dei casi di malattia è drastico, improvviso. Basterebbe inoltre notare che la diminuzione delle malattie non è stata contemporanea. Alcune sono diminuite negli anni '50 (come la polio), altre negli anni '60 (morbillo) e prima ancora, come nel caso della difterite, il crollo dei casi si è avuto attorno agli anni '30. Condizioni igieniche e fogne non compaiono ogni 20 anni e nemmeno a convenienza di chi vuole manipolare i dati.
Proviamo a vedere qualche esempio pratico.

Il morbillo in Inghilterra e Galles, come in tutta Europa aveva un'incidenza molto alta. Come quasi tutte le malattie infettive si assiste ad un andamento "ciclico", si infettano molte persone che quindi svilupperanno gli anticorpi. Per qualche tempo, quindi, il virus si presenta con un'incidenza minore (larga parte della popolazione è stata già infettata), con il tempo che passa si formano nuovi gruppi di persone da infettare (i nuovi nati per esempio) e così scoppia un'altra epidemia. Si vede benissimo nel grafico sotto. Ma succede qualcosa. È introdotta la vaccinazione antimorbillo. I casi diminuiscono fino a diventare pochi e, a prescindere da nuovi nati o nuovi gruppi da infettare, le epidemie non avvengono più. Questa è l'immunità di gregge, anche i più piccoli per essere vaccinati o quelli che non possono esserlo per altri motivi, non avranno la malattia perché attorno a loro sono quasi tutti protetti.

Fenomeno simile negli Stati Uniti:

Una nazione che protegge gran parte della popolazione, indirettamente protegge tutti, anche chi non può vaccinarsi. Un esempio "grafico" interessante è quello che successe in Germania. Ricorderete che la Germania era divisa in due parti, una ad est (appartenente al cosiddetto "blocco sovietico") ed una ad ovest (più "europea"). La poliomielite era una delle piaghe più terribili del mondo. Con l'avvento dei vaccini, la Germania est introdusse la vaccinazione di massa nel 1960, quella ovest nel 1962 e successe questo:



I casi di poliomielite crollarono esattamente con l'introduzione rispettiva del vaccino. Due anni prima in Germania Est perché, due anni prima, fu introdotta la vaccinazione. Sarebbe davvero una strana ed improbabile coincidenza quella che vedrebbe le "condizioni igieniche" cambiare esattamente al momento di introduzione del vaccino, in un momento diverso nei due territori confinanti ed improvvisamente avrebbero fatto praticamente sparire la malattia.
Se questo non convince non so cosa dire. Lo stesso accadde in Italia. Qui posso farvi vedere un trucco usato dagli antivaccinisti per stupire. Faccio un'affermazione: i casi di poliomielite stavano diminuendo già prima dell'introduzione dei vaccini, come mostra questo grafico:


Guardate cosa vi ho fatto credere... I casi di polio in Italia erano effettivamente in diminuzione già prima dell'avvento dei vaccini. Condizioni igieniche? Non si sa ma il dato è evidente. Molto meno evidente se però vediamo tutto il grafico, non solo quello che ho voluto farvi vedere per condizionare le vostre opinioni. Ecco il grafico storico:


In Italia, già nel 1956 si iniziò a vaccinare per la poliomielite (con il vaccino Salk), nel 1966 la vaccinazione divenne obbligatoria. Come vedete, è vero che nell'ultima parte del grafico (quello che trovate in molti siti antivaccino) si vedrà una diminuzione ma è un trucco. Dopo ogni picco c'è una diminuzione (per i motivi che ho spiegato prima, è epidemiologia pura) e già negli anni precedenti l'introduzione dell'obbligo si era assistito ad una diminuzione proprio grazie al nuovo vaccino. Se si guarda prima dell'introduzione dei vaccini si noterà che sempre, anche senza picco epidemico, i casi erano tantissimi, anche nelle fasi di "diminuzione". Parliamo degli anni '60 (l'epoca della mia nascita), quando le condizioni igieniche della nostra nazione erano assolutamente paragonabili a quelle di oggi, quando è inventato il primo computer e l'uomo è andato sulla Luna (ops...non mi dite che...)
Un altro trucco usato per manipolare la realtà usa sempre dei grafici. Come questo (dal libro "Dissolving illusions", dati USA):

Mortalità per morbillo.

Ecco, è evidente, il morbillo stava già scomparendo prima dell'introduzione del vaccino (segnata nel disegno con una freccia). Che quindi sarebbe inutile.
Se non fosse che quel grafico riporta la mortalità da morbillo (decessi ogni 100.000 casi). Il grafico ci dice che, progressivamente, negli anni muoiono meno persone, non che ci sono meno casi ed ovviamente non sono considerati i casi di complicanze (anche gravi, come le encefaliti o la PESS) che non comportano sempre morte ma gravissimi danni. L'introduzione del vaccino ha cambiato anche la mortalità, probabilmente diminuita anche grazie alle condizioni igieniche migliori, alle cure, possiamo vederlo anche in Italia, dove nel 1971 avvennero 435, nel 1981 105, nel 2011 solo 4 (quest'anno siamo a 3). Ha sicuramente inciso l'igiene ma nel 1971 e nel 1981 le condizioni igieniche delle città erano praticamente identiche a quelle di oggi.
Se il morbillo causa una morte su 2000 casi, questo succederà indipendentemente dal vaccino. Il vaccino infatti non è una cura, non "salva dalla morte" ma evita i casi (alcuni dei quali possono morire). Se infatti controlliamo il grafico dell'incidenza del morbillo, scopriremo qualcosa di interessante:

Incidenza del morbillo (USA).
L'incidenza della malattia crolla drasticamente dopo la comparsa del vaccino anti morbillo. È più o meno la stessa cosa che succede oggi. Quando vedete grafici di questo tipo in siti antivaccino controllate, nella quasi totalità dei casi sarà riportata la mortalità (quante persone muoiono per quella malattia) da malattia, non l'incidenza (quanti nuovi casi ci sono nella popolazione in un determinato tempo).

Incidenza di morbillo in Gran Bretagna

Il nostro interesse è quindi quello di vedere se vaccinare riduce i casi di malattia perché questo comporterà, oltre ad una minore incidenza del numero di malati, anche una minore incidenza di complicazioni (ricordiamo che la morte è la complicazione estrema). Un esempio, quello che nel mondo è successo con la pertosse.
Pertosse (intero pianeta): incidenza (colonne azzurre), tasso di vaccinazione (linea rossa)

Nei picchi di morbillo che abbiamo visto in questi mesi (in Italia, ad esempio), molti tra i contagiati erano adulti (o giovani adulti), pochi i bambini. Perché, visto che le condizioni igieniche sono simili per tutti? Perché gli adulti sono meno vaccinati dei bambini, il vaccino antimorbillo è stato introdotto (in Italia), negli anni '80 per diventare diffuso poco dopo il 1990.
Le cose vi tornano meglio?
Un ultimo indizio. L'ultima grande epidemia di morbillo avvenuta in Italia, è avvenuta nel 2002. In quel caso, con migliaia (circa 40.000) casi di malattia, ci furono anche 6 morti. Sei bambini morti. Non so quanti di voi vivessero nel 2002 senza fogne o acqua corrente ma se anche questo non bastasse a convincere che le condizioni igieniche non c'entrano nulla (anzi, c'entrano poco) non so cosa fare.
L'efficacia dei vaccini è stata ovviamente determinata per tutti quelli esistenti ma bisogna riflettere sul fatto che non è ovviamente possibile capirlo prima (non si possono infettare volontariamente le persone per testare il vaccino) ma solo dopo che questi sono usati. Un esempio sul campo è quello dell'epatite B. In nazioni dove la malattia era endemica (Taiwan, ad esempio), la vaccinazione estesa, ha fatto passare i casi dal 9,8%  di bambini HBsAg positivi nel 1984 (inizio della vaccinazione della popolazione) allo 0,7% del 1999.

La leggenda delle malattie che stavano scomparendo già prima delle vaccinazioni è quindi una pericolosa illusione, diffusa da chi vuole sminuire il ruolo di questi importanti farmaci e conta sulla superficialità di giudizio di chi legge.
A metà degli anni '70 in Giappone si sospese la vaccinazione antipertosse (per allarme sui presunti effetti collaterali, ingiustificato), i casi passarono da 393 e nessun decesso nel 1974 a 13.000 e 41 decessi nel 1979. Tra il 1974 ed il '79, vi sarebbe stato un peggioramento improvviso dell'igiene o, molto più semplicemente, mancava il vaccino?

Casi simili sono stati frequenti nella nostra storia, come per la difterite in Russia che, in una fase di calo improvviso di vaccinazioni, tra il 1992 ed il 1995 causò 
125.000 casi e 4.000 morti (sì, quattromila).

Conclusioni.

Vaccinare è un'opportunità eccezionale. Esistono delle malattie infettive, alcune contagiose, alcune molto gravi e persino letali. Con una puntura, somministrata a milioni di persone nel mondo, da decenni, possiamo proteggerci. Quello che abbiamo fatto, d'altronde, da quando è stata scoperta la possibilità di vaccinarci, usare uno scudo contro malattie infettive, spesso solo fastidiose, a volte molto pesanti, rare volte mortali. L'importante è saperlo e non pensare che i virus o i batteri ci evitino per simpatia. Lo sapevano i nostri genitori, perché non hanno avuto la nostra stessa fortuna: i morti li vedevano con i loro occhi. Ecco cosa succedeva in Australia nel 1960:


La fila per vaccinare i bambini per la poliomielite. Perché la fila? Semplicemente perché è ovvio, logico, istintivo, proteggere chi vogliamo più bene dalle malattie. Un istinto che può essere messo in crisi da chi diffonde paure, ansie e psicosi che non hanno motivo di esistere. Veri terroristi.

Queste persone, fingendo di parlare per interesse dei nostri figli, in realtà parlano per interesse personale. Non si chiede ai genitori di fare chissà cosa ma di fare la cosa più normale che esista: proteggere i figli.

Niente di più.

Alla prossima.