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lunedì 3 dicembre 2012

Il 70% dei pazienti omeopatici crede nell'omeopatia: ma va?

Il titolo è ironico, ma non per gli omeopati, visto che ricalca il loro "modus operandi" che pur di fare pubblicità alla loro pratica si arrampicano sugli specchi e puntualmente scivolano.
Intanto un avvenimento curioso. Da quando qualcuno ha cominciato a spiegare cos'è l'omeopatia, da un iniziale sguardo di sufficienza, gli omeopati sono passati agli insulti ed agli attacchi isterici (e persino alle minacce, come accaduto a BlogZero), qualcuno li trattava come poveri sfigati, i loro blog erano definiti "blogghetti", "piccoli siti", "fenomeni isolati", un modo per liquidare senza tante contorsioni e minimizzare chi invitava le persone a ragionare.
Qualcosa però deve aver preoccupato gli omeopati (e le multinazionali che producono i rimedi omeopatici) e così anche grandi industrie come la Boiron hanno cominciato a contattare "blogghetti" in maniera mirata, quelli dedicati alle mamme ed ai loro "pensieri" quotidiani e quando l'ho saputo, ho avuto l'impressione che i "blogghetti" qualche fastidio all'omeopatia (alle tasche dell'omeopatia) cominciavano a farlo. Così, in un eccesso di pietà nei confronti dei poveri blogger isolati e disperati che nessuno leggeva, sono state invitate decine di mamme blogger in azienda e queste, con tanto di logo in bella mostra, hanno raccontato la loro "giornata Boiron".
Che bel gesto, naturale e diluito.
Immaginate se domani una delle grandi multinazionali del farmaco invitasse mamme e bambini in azienda facendo vedere le fasi di ricerca e produzione del farmaco, il confezionamento e così via. Cosa si direbbe?
Vergogna! Plagio!! Pubblicità! Inganno!! E se domani pubblicassi un articolo con logo in primo piano ed il titolo "La mia giornata Big Pharma"?

Insomma...la Boiron punta alla pubblicità diretta e lo fa rivolgendosi direttamente ai "blogghetti" che tanto critica con mezzi a dir poco "aggressivi", ricordatevene mamme, quando andate in farmacia. Un altro boomerang, secondo me e, come sempre, un'altra mossa sbagliata dell'industria omeopatica.
Non ne azzeccano una. Compresa la scelta di dipingersi come industria "felice e contenta", che punta tutto sul benessere dei consumatori e dei dipendenti, salvo poi chiudere bottega per risparmiare, lasciando a piedi decine di famiglie, in questo caso la "felicità" è solo dei padroni.

A costo di ripetermi quindi lo riscrivo: se c'è una categoria che prima tra tutte dimostra davvero l'inconsistenza dell'omeopatia è quella degli omeopati.
Non avendo argomenti scientifici da proporre si lanciano in affermazioni trionfalistiche che finiscono per dimostrare, a chi ha un po' di sale in zucca, che si discute del nulla.
L'ultima "sparata" omeopatica si legge proprio nei siti omeopatici, la riporta il dott. Alberto Magnetti, omeopata, che ha una rubrica sull'edizione on line de "La Stampa" e si trova nel sito della Boiron. Si tratta di un sondaggio (loro la chiamano "ricerca" e conoscendo il livello delle ricerche omeopatiche non stupisce) effettuato con un questionario a centinaia di pazienti di medici omeopatici.
Su Lancet? BMJ? Almeno sul Giornale Italiano di Medicina? No, su una rivista di consumatori: "Altroconsumo".
I risultati sono esilaranti, ma gli omeopati buttano tutto nel mucchio, chi vuoi che vada a sindacare...
La Boiron scrive:
"Da questi dati emerge che oltre il 70% dei pazienti si rivolge a un omeopata, il più delle volte seguendo il consiglio di parenti e amici, dopo avere inizialmente affrontato, senza successo, un problema di salute attraverso la medicina convenzionale."
Il titolo della pagina dice "Ecco cosa emerge dall'esperienza dei pazienti che utilizzano i medicinali omeopatici, secondo una ricerca di Altroconsumo". Ma che succede?
Il 70% dei pazienti che utilizzano omeopatia si rivolge all'omeopata? Alla faccia che risultato...che shock...quasi inaspettato. Il dottor Magnetti scrive sul suo blog su "La Stampa":
Dall’inchiesta è emerso che nella maggior parte dei casi (oltre il 70%) ci si rivolge a un omeopata dopo avere inizialmente affrontato il problema attraverso la medicina convenzionale
Potrebbe sembrare che la notizia stoni un po' con i dati più recenti che vogliono l'omeopatia in costante ed importante calo di successo e vendite, invece non stona affatto. La notizia sconvolgente sarebbe che quasi tutti coloro che usano omeopatia vanno dall'omeopata e come lo hanno scoperto? Chiedendo a chi si trovava nello studio di un omeopata!
Si tratta insomma del solito gioco di parole ai quali si appoggiano gli omeopati per darsi pacche sulle spalle e sorridere felici. Un po' come se dicessi: "il 99% dei pazienti che vanno dal medico si affidano alla medicina". Alla faccia della "ricerca".

I questionari sono stati consegnati ai pazienti da medici omeopatici in occasione della loro prima visita (ed un secondo questionario dopo 6 mesi) nel loro ambulatorio. Cioè non si tratta di un questionario consegnato a persone a caso delle quali il 70% va dall'omeopata, ma di domande fatte a chi era già dall'omeopata.

Ah! Le cose cambiano quindi...traduciamo: non è il 70% dei pazienti che si rivolge all'omeopata ma il 70% dei pazienti degli omeopati...va dagli omeopati e di questi la maggioranza ci va su consiglio di amici...umh...ma che fanno, prendono in giro?

Oltretutto, scoprire che i pazienti omeopatici vadano dall'omeopata, cosa c'entra con il successo di questa pratica? Suonerebbe strano il contrario, per esempio che quasi tutti quelli che usano omeopatia vadano dal salumiere per le prescrizioni, non quello che hanno "scoperto" gli omeopati...

Magnetti intitola il suo articolo "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei" ma c'è sicuramente un errore di stampa ed il collega lo correggerà. L'articolo potrebbe intitolarsi: "Continuano ad aumentare i pazienti mandati dagli amici" per esempio, oppure "i pazienti degli omeopati vanno dagli omeopati" ma se vuol essere corretto e preciso dovrebbe scrivere: "il 30% dei pazienti degli omeopati non credono all'omeopatia"...insomma, non si cava un ragno dal buco.
Ma la parte più bella è quella che analizza i risultati (si tratta sempre di un questionario eh? Nessuna pretesa di scienza e questo lo ammette pure il dott. Magnetti) dopo sei mesi di cure.

Aho, è una strage.
Intanto si analizzano solo malattie autolimitanti e passeggere, quasi sempre stagionali, ma i risultati sono devastanti!
Riguardo ai bambini (neretti miei):

Disturbi della pelle: Peggiorato o stabile: 67%; migliorato: 33%
Disturbi respiratori: Peggiorato o stabile: 51%; migliorato: 49%
Disturbi psicologici (nei bambini? ndr.): Peggiorato o stabile: 36%; migliorato: 64%

E sugli adulti:

Disturbi della pelle: Peggiorato o stabile: 54%; migliorato: 46%
Disturbi respiratori: Peggiorato o stabile: 54%; migliorato: 46%
Disturbi psicologici: Peggiorato o stabile: 52%; migliorato: 48%
Esofago/stomaco/intestino: Peggiorato o stabile: 57%; migliorato: 43%
Muscolo-scheletrici: Peggiorato o stabile: 34%; migliorato: 66%
Allergia: Peggiorato o stabile: 37%; migliorato:63%
Stress/ansia: Peggiorato o stabile: 38%; migliorato: 62%

OmeoTafazzi
Non ho incluso i risultati riguardanti disturbi non specificati ed in neretto solo i disturbi che hanno ottenuto un miglioramento più elevato rispetto ai peggioramenti.
Come si vede i risultati sono del tutto casuali ed a dir poco disastrosi, esattamente quello che succede in natura, puoi migliorare o peggiorare ma se non fai nulla rischi di stare peggio. I risultati poi, non sono oggettivi ma "percepiti", quindi molti dei miglioramenti potrebbero pure non essere reali. Un disastro che un medico omeopata non ha esitato a divulgare (la Boiron in quanto azienda si fa semplicemente pubblicità).

I miglioramenti quasi sempre non riescono a raggiungere nemmeno la metà dei casi, cioè, quando con una cura riesci a fare migliorare a stento la metà dei tuoi pazienti, non stai curando quella malattia. Da notare anche che i "malanni" che hanno ottenuto un certo miglioramento sono quelli più condizionabili dal tempo (ansia, allergie, dolori muscolari), ovvero quelli che possono passare anche senza assumere nulla.

Se non è prova di inefficacia questa...e l'hanno pubblicata loro eh? Poi ditemi che gli omeopati non sono autolesionisti...
Chiudo copiando il finale dell'articolo del dott. Magnetti, che commentando questo splendido questionario ha scritto:
questi tipi di valutazione si avvicinano maggiormente a quelli che, secondo me,  rispettano al meglio le caratteristiche dell’approccio omeopatico cioè gli studi osservazionali. Questi ultimi esprimono maggiormente il concetto di effectiveness, cioè quanto un trattamento funziona nella pratica clinica, quindi in modo reale sul territorio, rispetto al concetto di efficacy che misura quanto il trattamento funziona in studi clinici o studi di laboratorio.
Studi osservazionali? Efficacy? Effectiveness?!
Il collega crede che l'"effectiveness" di un trattamento si possa scoprire con un questionario lasciato nello studio di un omeopata, quattro domande e via, abbiamo lo studio osservazionale pronto, una valutazione superficiale  con le domandine di "Altroconsumo", un esperimento alla "volemose bene" insomma...
Siamo a posto...
Il quadro come si vede è desolante. Stiamo parlando di cure, non di estrazioni del lotto. Se nella maggioranza dei disturbi (in pazienti che credono all'omeopatia...) non migliora nemmeno la metà dei pazienti, quale migliore dimostrazione che state somministrando acqua fresca? E gli omeopati per sapere l'"effectiveness" delle loro medicine si basano sui questionari di Altroconsumo, ma complimenti...

Perché gli omeopati non sanno presentare dati seri invece di appoggiarsi ai questionari di "Altroconsumo" che alla fine riescono pure a dargli torto?
Non possono ed a loro non resta che continuare con questo livello di "scienza" autorelegandosi nelle riviste in edicola, accanto agli oroscopi.

Io più che di effectiveness, parlerei di  facciatosteness.

Alla prossima.

51 commenti:

  1. Secondo me la frase è abbastanza chiara. Il 70% dei pazienti si rivolge all'omeopatia dopo aver tentato con la medicina tradizionale. Il dato che vantano (e che dovrebbe mostrare la "crescita" dell'omeopatia) è che il 70% dei pazienti prima andava dal medico normale, e adesso dall'omeopata.

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  2. Il dato che vantano (e che dovrebbe mostrare la "crescita" dell'omeopatia) è che il 70% dei pazienti prima andava dal medico normale, e adesso dall'omeopata.

    Il "piccolo" problema è che la risposta è data da persone che si trovavano dall'omeopata, quindi TUTTI si stavano rivolgendo all'omeopatia.

    Se domani facessi la stessa domanda ai miei pazienti potrò concludere forse che il 100% dei pazienti si rivolge a me per risolvere i suoi problemi di salute?
    Beh, come pubblicità non sarebbe male...

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  3. Perfetto come sempre e, come sempre più spesso t'accade, esilarante (anche se forse da ridere c'è poco, ma fanno tutto loro!).

    Segnalo un piccolo refuso:
    <<
    Potrebbe sembrare che la notizia stoni un po' con i dati più recenti che vogliono l'omeopatia in costante ed immportante [...]
    >>
    leggasi "importante".

    Alla prossima: ora mi siedo e attendo i commenti dei troll!

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  4. Se te chiedessi ai tuoi pazienti quanti prima di venire da te si fosero rivolti a un altro medico potresti. Il 100% si è rivolto a te, ma, per esempio, il 30% prima andava da un altro medico. Quindi, in teoria, hai un 30% di pazienti nuovi. O almeno, io ho subito capito questo leggendo quella frase.

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  5. credo sia più che normale che i pazienti partano con medici "tradizionali" in quanto putroppo sono la maggior parte dei medici tradizionalisti...
    appena nasce un bimbo gli viene assegnato un medico pediatra (tradizionalista) gli vengono fatti i vaccini...poi cresce e troverà un medico di base probabilmente tradizionalista..se avrà la sfortuna di andare in ospedale troverà un medico tradizionalista...
    quindi reputo normale che una persona che si cura con l'omeopatia prima si sia curato con la medicina tradizionalista.

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  6. se parli ad un paziente che si cura con la medicina tradizionalista probabilemente non ha mai provato le cure omeopatiche oppure non si è trovato bene.
    ma purtoppo probabilmente non le ha mai provate e di conseguenza le giudica a priori sbagliate...
    ovviamente ci sono medici e medici..sia nella medicina tradizionale che quella omeopatica..bisogna purtoppo aver foruna, e di conseguenza trovo normale che la maggior parte di persone che si cura con medicine omeopatiche sia stato consigliato da persone vicine...

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  7. Quello che forse qualcuno non ha ancora capito è che la frase: "il 70% delle persone si rivolge all' omeopatia/crede nell'omeopatia" è sbagliata! Non Si tratta di come interpretare la frase, la frase proprio è una menzogna, in quanto basata su una voluta male interpretazione di quello che è solo un questionario.

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  8. appena nasce un bimbo gli viene assegnato un medico pediatra (tradizionalista)

    il mio pediatra era omeopata, anche se non unicista. Fail.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. in realtà sono tutti giochi di parole...come quello di sommare i dati delle persone i cui sintomi sono rimasti invariati a quelle che i cui sintoni sono peggiorati...

    se leggiamo sul sito della boiron questi dati sono diversi, perchè a loro fa comodo che sia basso il fattore "peggiorativo"
    se leggiamo qui invece essendo sommati con i valori "costanti" si vuole far leggere che siano molti di più i paziente peggiorati

    esempio:

    qui sul blog
    Disturbi della pelle: Peggiorato o stabile: 54%; migliorato: 46%

    sul sito boiron
    peggiorato:13% - stabile 54% - un po' migliorato 29% - è migliorato di più 4%

    sono giochi di parole...
    se leggi il blog è negativo..se leggi il sito della boiron è positivo..in quanto solo il 13% hanno avuto problemi, gli altri sono costanti o migliorati

    ---

    avevi un medico omeopata e sei ancora vivo?? allora forse non sono tutti ciarlatani!

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  11. Allergia: Peggiorato o stabile: 37%; migliorato:63%

    Ma vogliamo scherzare ?? 6 anni fa quando ho provato con l'omeopatia dopo due settimane di sofferenza sono dovuto ricorre con urgenza al cortisone.

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  12. continuo a non afferrare il gioco di parole: per me il significato è "la frazione di pazienti che arriva all'omeopatia dopo aver provato la medicina tradizionale è il 70%, il 30% rimanente è andato dall'omeopata prima di fare qualunque altro tentativo". Detto magari in modo ambiguo, ma decisamente diverso da "solo il 70% dei nostri pazienti crede a quello che facciamo". In effetti il dato allarmante potrebbe essere il 30%: vuol dire che quasi un terzo dei pazienti non pensa nemmeno alla medicina tradizionale come prima soluzione

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  13. @Roberto G: Ma scusa tu dal medico ci vai per migliorare o per rimanere stabile? A parte certe malattie gravi (e non stiamo parlando di quelle) se tu rimani stabile vuol dire che la cura NON ha funzionato.

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  14. per me il significato è "la frazione di pazienti che arriva all'omeopatia dopo aver provato la medicina tradizionale è il 70%, il 30% rimanente è andato dall'omeopata prima di fare qualunque altro tentativo".

    E' chiaro, lo è anche per me. Non lo è per chi ha intitolato l'articolo:

    Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei

    Per caso in quell'articolo mi è sfuggito qualche dato che mostri un successo (aumentato) dell'omeopatia in Europa?

    Inoltre, somministrando il questionario a pazienti di uno studio di omeopatia, che altre risposte si potevano aspettare? Qualcuno mi fa degli esempi in proposito?
    ...ed evito di commentare come una cosa del genere sia considerata una "ricerca" medica.

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  15. se chi va dall'omeopata non ha trovato sollievo dalla medicina moderna, i casi sono due: o avevano davanti un incompetente, o la causa non è biologica.

    Effetto Placebo anyone?

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  16. perdona, medbunker, ma questa volta sembra proprio che le cose siano diverse: quanto è scritto nell'articolo ha come significato "il 70% della gente che si rivolge a noi lo fa perché la medicina ufficiale non ha risolto il suo problema". sul fatto che poi questo dato sia credibile e/o significativo possiamo anche discutere (quando controllore e controllato coincidono io mi fido sempre poco dei dati), però il significato non è quello che hai immaginato tu

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  17. il significato non è quello che hai immaginato tu

    Scusami, lo ripeto: io non ho dato nessun significato alle conclusioni della ricerca, che mi sembrano piuttosto chiare ed elementari e non hanno bisogno di "significati", ho semplicemente (oltre a discutere dei risultati, secondo me imbarazzanti), riportato ciò che ne hanno tratto il dott. Magnetti e la Boiron. Se per te la loro conclusione è corretta va bene, per me è ridicola e fuorviante.

    Riscrivo il titolo dell'articolo di Magnetti, così spero sia più chiaro se il "significato" alla ricerca l'ho dato io o lui:

    "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei"

    Mi spieghi dov'è scritto (o da cosa si evince) in quella ricerca che l'omeopatia "continua ad aumentare il successo"?
    Grazie.

    RispondiElimina
  18. Aggiungo: se vuoi calcolare (o controllare) correttamente il gradimento dell'omeopatia, il questionario lo distribuisci per strada, in un ambulatorio omeopatico o dovunque (random)?

    Se, come è successo, distribuisci un questionario in un ambulatorio di omeopatia, cosa c'è di strano nel riscontrare che quasi tutti quelli che trovi si stiano rivolgendo all'omeopatia? Cosa ti aspettati di trovare di diverso?
    Me lo spieghi (spiegate) per favore?
    :)

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  19. Il fatto che sia stata scritta un'affermazione senza nessuna base di verità è a mio parere allarmante!
    Allora chi accetta un affermazione come questa dovrebbe accettare anche un'affermazione tipo: il 70% delle persone ha vinto al lotto grazie ai miei consigli.
    Chi me lo dice? Lo dico io!
    Argomentazione circolare quindi FALLACE!
    Poi per carità ogni persona è libera di credere a quel che vuole; la verità però è un'altra cosa.

    PS: Questa propaganda mi ricorda molto quella usata da un noto politico italiano... andranno a lezione dallo stesso guru?
    Soprattutto vorrei sapere per chi vota chi crede a queste cose, dato che il suo voto influisce pure su di me...

    RispondiElimina
  20. Il fatto che sia stata scritta un'affermazione senza nessuna base di verità è a mio parere allarmante!

    Insomma.
    Chi ha un minimo di basi scientifiche (ma anche di cultura generale) può comprendere tranquillamente che quelle affermazioni e quel titolo sono bufale.

    Anche questa frase della Boiron è "sottilmente fuorviante":

    Da questi dati emerge che oltre il 70% dei pazienti si rivolge a un omeopata, il più delle volte seguendo il consiglio di parenti e amici, dopo avere inizialmente affrontato, senza successo, un problema di salute attraverso la medicina convenzionale.

    Non è vero che il 70% dei pazienti si rivolge ad un omeopata...ma che il 70% dei pazienti di uno studio di omeopatia si rivolge ad un omeopata...
    Una differenza netta e sostanziale.

    Riesco a spiegarmi?

    RispondiElimina
  21. Tu ti sei spiegato benissimo. Ma io, (e apparentemente altri) leggendo l'articolo ho interpretato quel "pazienti" come, appunto, pazienti di medici omeopati. Non persone in generale. Per questo contesto che il significato che tu dai alla frase, "il 70% delle persone si cura con l'omeopatia" non sia in quella frase. Insomma, il test è poco serio e chi ha scritto l'articolo ne ha ricavato una conclusione che non sta nei risultati. Ma secondo me, anche te hai ricavato un significato che non sta nell'articolo.

    RispondiElimina

  22. comunque davvero continuo a non capire
    ho tolto un punto tra le virgole che non serve e che allunga troppo la frase rendendola forse interpretabile (anche se non capisco il perchè)

    "Da questi dati emerge che oltre il 70% dei pazienti si rivolge a un omeopata, dopo avere inizialmente affrontato, un problema di salute attraverso la medicina convenzionale."

    tradotta significa che:
    il 70& dei pazienti che si cura con medici omeopatici è arrivato a tali cure visto che la medicina tradizionale NON ha funzionato

    il restante 30% si cura con l'omeopatia senza interpellare la medicina tradizionale

    a me sembra chiarissima come frase!

    ipotizzo che una persona tenga alla sua salute..quindi se quel 30% e quel 70% usano le cure omeopatiche è perchè si sentono soddisfatti...mentre quel 70% non era soddisfatto delle cure tradizionali...il 30% usa l'omeopatica come cura senza nemmeno passare per le cure tradizionali

    questo è quello che scrive la boiron!

    il titolo dell'articolo
    "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei"
    è per il fatto che il 70% dei pazienti omeopatici è passato dalla cura tradizionale a quella omeopatica (ipozzo con successo visto che sono pazienti omeopatici)

    poi se parliamo su che basi è scritto l'articolo questo puù essere discusso...ma il senso è chiaro!
    poi se ogni persona lo vuole girare a suo favore....
    ovviamente è palese che il numero di pazienti che si cura con la medicina tradizionale è maggiore purtoppo di quella omeopatica...ma qui si parla solo di pazienti che hanno deciso di passare da cura tradizionale a cura omeopatica......


    poi bisognerebbe capire con le cure tradizionali che percentuali ci sono? cosi' si potrebbe fare un confronto....però bisogna anche indicare quali sono gli effetti collaterali delle cure tradizionali...


    RispondiElimina
  23. il titolo dell'articolo
    "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei"
    è per il fatto che il 70% dei pazienti omeopatici è passato dalla cura tradizionale a quella omeopatica (ipozzo con successo visto che sono pazienti omeopatici)


    Mi risponderesti a questa domanda, per favore?

    Su 100 pazienti di un ambulatorio omeopatico, quanti, secondo te, scelgono di usare l'omeopatia al posto (o dopo) una cura "standard"?

    Grazie.

    RispondiElimina

  24. puroppo non esiste un'ente che possa cofrontare le stesse cure...

    io per esempio ed altre persone di mia conoscenza abbiamo cominciato ad usare i rimedi omeopati e funzionano decisamente...parlo di medici unicisti...non di santoni!

    poi l'incompetente c'è sia tradizionalista che omeopatico...

    poi è ovvio che non escludo a priori la medicina tradizionale ma finchè sono in salute con l'omeopatia spendendo poco e curandomi davvero..allora perchè cambiare?

    per esempio per la cura dell'ipotiroidismo la medicina tradizionali ti da solo un farmaco che da solo effetti collaterali....l'omeopatia da dei rimendi naturali che funzionano e non hanno effetti collaterali...e nel giro di un mese sistemano i valori. ..mentre la medicina tradizionale voleva aggiungere altri farmaci per curare gli effetti collaterali del primo farmaco...
    qui si parla della salute...quindi non si può escludere nessuna cura che faccia bene...la cosa importante è che funzioni e che non provochi effetti collaterali..che sia chimica o naturale la cosa importante è che funzioni davvero!

    RispondiElimina
  25. su 100 pazienti
    70 prima si curavano senza successo di una cura tradizionale

    quindi su 100 pazienti omeopatici 70 prima usavano le cure tradizionali

    sicuramente 30 persone la usano al posto della tradizionale
    mentre il restante 70 è appena passato, in passato usava la tradizionale ora l'omeopatica

    ho risposto?

    RispondiElimina
  26. finchè sono in salute con l'omeopatia spendendo poco e curandomi davvero..allora perchè cambiare?

    Finché sei in salute non devi curarti, è semplice. Se ti "curi" con l'omeopatia stai spendendo soldi inutili. Padronissimo di farlo, i soldi sono i tuoi.

    ..l'omeopatia da dei rimendi naturali che funzionano e non hanno effetti collaterali...e nel giro di un mese sistemano i valori.

    Falso. L'omeopatia non ha alcun potere terapeutico.
    In ogni caso ti avevo già chiesto di leggere il regolamento del blog prima di commentare. Evidentemente non l'hai fatto, siamo al secondo avvertimento.

    Chiedo di nuovo:

    Mi risponderesti a questa domanda, per favore?

    Su 100 pazienti di un ambulatorio omeopatico, quanti, secondo te, scelgono di usare l'omeopatia al posto (o dopo) una cura "standard"?

    Grazie.

    RispondiElimina
  27. ho risposto?

    No.
    Non ho chiesto la storia terapeutica delle persone o il loro passato, ho chiesto:

    Su 100 pazienti di un ambulatorio omeopatico, quanti scelgono l'omeopatia al posto della medicina per curarsi?

    Basta un numero.

    RispondiElimina
  28. avevi un medico omeopata e sei ancora vivo?? allora forse non sono tutti ciarlatani!

    Il pediatra era omeopata non unicista, ma i miei mi hanno fatto prendere tutti gli antibiotici necessari, essendo infermieri potevano permettersi di spingere un po' di più e per fortuna capire un po' di più della classica casalinga di voghera

    RispondiElimina
  29. svango le balle anche io, ma sinceramente credo anche io che ci sia un fraintendimento. anche io dalla frase comprendo il significato "sette persone su dieci che si affidano all'omeopatia lo fanno dopo aver consultato un medico tradizionale". che può anche essere tradotto in "tre persone su dieci che si affidano all'omeopatia lo fanno senza prima provare a consultare un medico tradizionale". alquanto preoccupante.
    ma a dire il vero, nell'articolo si dice una cosa simile a quella del titolo di questo post, la riga successiva a quella in cui si parla del 70%, nello specifico: "Del resto, il 76% di chi ha risposto al questionario dichiara che suggerirebbe l’omeopatia, sicuramente o probabilmente". cioè solo il 76% dei pazienti dell'omeopatia ci credono a tal punto da consigliarla, anche solo "probabilmente". è scritto lì.

    comunque, per onestà intellettuale, bisogna dire che roberto g ha perfettamente ragione e il buon salvo ha fatto qualche errore con i numeri. anche se ne ha fatti di più roberto, mettendo a confronto la riga per gli adulti di salvo con la riga del PERCEPITO DAL GENITORE (lo scrivo in maiuscolo perchè non saprei come altro far notare l'assurdità di questa valutazione). diamo pane al pane e vino al vino.
    per gli adulti, le percentuali precise sono queste
    15% peggiorato
    39% non è migliorato
    46% è un po' migliorato
    0% è migliorato di più (adoro la terminologia tecnica)
    quindi, ogni 20 persone, per intenderci, tre sono peggiorate mangiando zuccherini (eh, si sa che i dolci fanno venire i brufoli), 8 non hanno avuto alcun cambiamento esattamente come se avessero bevuto acqua fresca e ben 9 hanno trovato a distanza di 6 (sei) mesi un "po'" di miglioramento.
    risultati sconcertanti. quasi quasi mi omeopato anche io.

    RispondiElimina
  30. Salvo, la punteggiatura, soprattutto nella frase che tu hai quotato della Boiron e' chiara. Ed il significato diverso da quello che hai capito tu. Secondo me confondi le virgole con i punti, come ti hanno fatto notare tanti altri utenti.

    Alla luce di questo fraintendimento il primo quarto dell'articolo e' decisamente fuori luogo.

    Certo, il titolo del giornale e' fuorviante. Su questo sono pienamente d'accordo. E' un classico del giornalismo avere titoli sensazionalistici che poco hanno a che fare con i contenuti reali.

    E sono ovviamente anche d'accordo sul valore del sondaggio (non riesco a chiamarlo ricerca) e delle valutazioni.

    Secondo me se correggessi la prima parte nessuno avrebbe nulla da obbiettare. Capita a tutti di sbagliare.

    RispondiElimina
  31. Mah, io accetto tutte le critiche ma continuo a non capire cos'è che non andrebbe, sarò duro di comprendonio, ma finché non capisco dov'è che avrei sbagliato ne discuteremo per mesi inutilmente.
    Ci riprovo passo passo:

    C'è una "ricerca" i cui risultati e conclusioni credo siano chiari a tutti (ovvero che i pazienti degli omeopati, per il 70% sono arrivati all'omeopatia dopo aver "provato" la medicina standard), ci siamo?
    Il fatto che il questionario sia stato consegnato a pazienti di omeopati è chiaramente un "errore" metodologico fondamentale, è chiaro che chi è dall'omeopata sia "seguace" di questa pratica.

    La Boiron dice, abbastanza correttamente, (nel titolo della pagina) che quelli sono risultati ottenuti da pazienti omeopatici, a prescindere da cosa voglia dire questa cosa (è chiaro che una percentuale più o meno elevata di pazienti di omeopati siano passati dalla medicina standard), Boiron la usa come "notizia" da riportare, quando per me è un dato inutile e senza importanza, ma ok. Ci siamo?

    Qui è tutto corretto secondo voi o ho scritto qualcosa che non va?

    Bene, andiamo all'articolo di Magnetti sulla Stampa, che ha un titolo:

    "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei"

    Questo ha riscontri con i risultati della "ricerca" (che è la stessa di Boiron)? Secondo me no, anzi, è evidentemente fuorviante, a prescindere dalla validità della "ricerca" stessa.
    Qui va bene o ci sono "errori"?

    Oltre a questo fatto del 70% e dei titoli, notate altro che non va?
    Spiegatevi in modo chiaro perché anche rileggendo non riesco a capire cosa non vi quadri. Sarà la stanchezza.

    Grazie!

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  32. Se mi posso permettere: la "ricerca" evidenzia che il 70% dei pazienti omeopatici prima è passato dalla medicina tradizionale, il 30% no. Il che può essere anche interessante, ma non ci dice niente su quanti siano i pazienti che complessivamente usano l'omeopatia rispetto al totale complessivo dei pazienti, nè sull'andamento di questo valore. Per cui come si fa a dire che "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei"? Altra cosa sarebbe stata una ricerca che, fatto 100 un campione casuale di malati, avesse consentito di riscontrare un aumento del ricorso all'omeopatia. Ma non è questo che è stato fatto.

    Quindi mi pare che il succo del ragionamento di Salvo sia chiaro, così come chiara mi pare la forzatura nell'"interpretare" i risultati di questa indagine fatta dagli omeopati.

    Ciò premesso, trovo anch'io che il titolo "Il 70% dei pazienti omeopatici crede nell'omeopatia: ma va?" non esprima il vero senso della questione. Le ciambelle non vengono mica tutte con il buco....

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  33. Probabilmente non è molto chiaro perchè manca un dato, ed è quello che mette in relazione il 70% dei pazienti che sono passati all'omeopatia dopo aver provato la medicina seria con quelli che alla medicina vera sono rimasti.
    Faccio un esempio con numeri "ad minchiam": da un medico vero ci sono 1000 pazienti, dopo qualche giorno 7 di questi pazienti passano a farsi curare (si fa per dire) dall'omeopata che aveva 3 pazienti che dal medico serio non ci erano neanche andati, a questo punto l'omeopata si trova con 10 pazienti e il 70% di questi proviene da un medico vero.
    A questo punto l'affermazione "Continua ad aumentare il successo dell'omeopatia tra i cittadini europei" non vuol dire un fico secco se non la rapporta al numero dei pazienti totali.
    Nell'esempio che ho riportato a passare all'omeopatia erano 7 su mille ma quanti erano l'anno prima?
    Spero di aver chiarito

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  34. Giacomo ha espresso con altre parole esattamente quello che volevo dire

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  35. Quindi il "problema" sarebbe nel titolo del post? Lo chiedo seriamente e senza polemica, perchè se prendo un granchio è bene farmelo notare, spiegandomi dove avrei sbagliato. Comunque il titolo è chiaramente ironico (l'ho pure scritto) e sarebbe riferito proprio all'articolo di Magnetti che presenta la "ricerca" come una prova del successo delle diluizioni terapeutiche.

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  36. Secondo me gli omeopati dovrebbero preoccuparsi molto, poiché il 30% di quelli a cui hanno somministrato il questionario era nei loro studi per motivi non legati all'omeopatia tra cui:
    * bisogni corporei (se vai in un bar rischi di dover comprare per forza qualcosa solo per andare il bagno);
    * tentativi di avance verso la assistente omeopata;
    * diffusione del verbo di Geova;
    * ricerca di buoni sconto sulle immancabili riviste;
    * furti di suppellettili.

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  37. Una rivista come "Altronsumo" perô é veramente caduta in basso ... Meno male che non sono piú socio ...

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  38. Non è soltanto il titolo. Ad esempio, quando dici: “Il 70% dei pazienti che utilizzano omeopatia si rivolge all'omeopata? Alla faccia che risultato...che shock...quasi inaspettato” oppure “La notizia sconvolgente sarebbe che quasi tutti coloro che usano omeopatia vanno dall'omeopata e come lo hanno scoperto? Chiedendo a chi si trovava nello studio di un omeopata!” o anche “non è il 70% dei pazienti che si rivolge all'omeopata ma il 70% dei pazienti degli omeopati...va dagli omeopati” o ancora “L'articolo potrebbe intitolarsi: [….] "i pazienti degli omeopati vanno dagli omeopati" ma se vuol essere corretto e preciso dovrebbe scrivere: "il 30% dei pazienti degli omeopati non credono all'omeopatia"...” dai a quei due valori (70% e 30%) un significato che non si ritrova in nessuna delle fonti che citavi. Se era ironico, non è molto chiaro; se non era ironico, a mio parere è sbagliato.

    Prendiamo ad esempio la seconda parte della frase “non è il 70% dei pazienti che si rivolge all'omeopata ma il 70% dei pazienti degli omeopati...va dagli omeopati”; non è corretta: il 70% dei pazienti omeopatici proviene dalla medicina tradizionale; il 30% no; il 100% dei pazienti omeopatici va dall’omeopata.

    Le somme delle percentuali sull’efficacia delle terapie non le ho fatte…..

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  39. Senza contare poi che quel 70% che è passato dal medico "tradizionale" all'omeopata magari lo fa solo per il disturbo specifico, per "tentare" qualcosa.

    Faccio un esempio: il signor Rossi si è sempre curato con farmaci tradizionali, tuttavia la sua allergia al polline lo fa sempre soffrire in primavera e ricava scarsi benefici dagli antistaminici o comunque soffre.

    Dopo una primavera particolarmente "feroce" un amico gli consiglia l'omeopatia o legge qualcosa su internet, decide quindi di affidarsi ad essa per la sua allergia.
    Magari si sente meglio la primavera successiva (le primavere non sono tutte uguali, dipende dalle temperature, dalle piogge ecc...)ed ecco che per curare la sua allergia continuerà a usare il rimedio omeopatico (almeno finché non beccherà un'altra primavera "feroce").

    Ciò non toglie che non è detto che per altri eventuali problemi userà prodotti omeopatici invece dei farmaci convenzionali.

    Certo se poi l'omeopata riesce a convincere il paziente anche a smettere di fumare...

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  40. si bhe...poi lo si sa è scritto qui e ovvimente non viene cancellato dall'amministratore del blog...in quanto non è considerato offesa e probabilmente è normalità!

    si va dall'omeopata in quanto ladruncoli, testimoni di Geova , per provarci con l'assistente, per cercare buoni sconti e per una pisciatina....

    Nelle carceri infatti uno dei programmi è la disintossicazione da medici omeopatici...

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  41. Ho fatto un giro sui due link delle mamme ignoranti, il secondo non porta a nessun articolo (probabilmente è stato tolto per vergogna) il primo nei commenti la sedicente mamma omeopata è stata massacrata da gente che per fortuna ha un minimo di conoscenze (tra l'altro molti citano questo blog).
    C'è speranza per l'Italia :)

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  42. A parte la confusione generale Salvo, davvero non capisco come puoi accettare i commenti di ROBERTO G dove parla di ipotiroodismo ecc... senza scrivere nulla di sensato...

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  43. Salvo, penso anche io che in effetti è solo un problema di quell'interpretazione della frase "il 70% dei pazienti si rivolge all'omeopata", poiché negli articoli è specificato anzitutto che si tratta di "studio" (LOL) effettuato su pazienti dell'omeopatia. Per il resto il discorso fila liscio, l'errore di Boiron è sbandierare questi dati come trionfalistici, il problema è che se uno non sa leggere quei dati il significato che gli darà è quello che vuole Boiron.

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  44. in effetti, trattenendo il respiro e andando in deficit di ossigeno per raggiungere determinati livelli di non-raziocinio (tipici di chi si beve qualsiasi troiata legga in rete), l'abbinamento del proclama "l'omeopatia in rialzo" e "il 70% dei pazienti degli omeopati ci vanno dopo essere stati dal medico tradizionale", può dare l'impressione che il 70% dei pazienti della medicina ufficiale si rivolgano all'omeopatia, in cerca di qualcosa più efficace. è una "forzatura", ma conosco molta gente che fraintenderebbe in questo modo e non mi sentirei di escludere che questo fraintendimento sia stato proprio cercato.
    poi, naturalmente è ovvio che il questionario sia stato fatto tra i pazienti degli omeopati, visto che deve rappresentare una fotografia di essi. ovvio anche che non dica assolutamente niente sulla diffusione dell'omeopatia.

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  45. Il problema a mio avviso non è il titolo, ma quanto si sostiene nel blog.

    Come si fa a estrapolare da questa frase: "Da questi dati emerge che oltre il 70% dei pazienti si rivolge a un omeopata, il più delle volte seguendo il consiglio di parenti e amici, dopo avere inizialmente affrontato, senza successo, un problema di salute attraverso la medicina convenzionale."

    quest'altra: "Il 70% dei pazienti che utilizzano omeopatia si rivolge all'omeopata?";

    come ha proposto qualcuno, mi viene veramente da pesare che sia stata fatta con la metrica del periodo. Un po' come la storia di Martin che per un punto perse la capa...
    per inciso la frase riportata è unicamente interpretabile così:
    "Da questi dati emerge che oltre il 70% dei pazienti [che vanno dall'omeopata] si rivolge a un omeopata dopo avere inizialmente affrontato (senza successo) un problema di salute attraverso la medicina convenzionale (il più delle volte seguendo il consiglio di parenti e amici)".

    Informa unicamente su come è composto il "pubblico" di una certa categoria di imbonitori (in questo caso gli omeopati).
    poi se l'articolo sostiene che l'uso dell'omeopatia è in crescita (e magari: vorrebbe dire che la gente sta tutto sommato bene), che non dia alcun dato sulla effettiva diffusione nel territorio nazionale, si tratta di estrapolazioni non riconducibili all'articolo stesso.
    ma come non è riconducibile all'articolo stesso (ne interpretando, ne analizzando, ne leggendo i dati forniti) sostenere che "Il 70% dei pazienti che utilizzano omeopatia si rivolge all'omeopata"

    Lo stesso articolo di Altroconsumo scrive: "E veniamo a quanto ci ha risposto chi ha partecipato alla nostra inchiesta. Nella maggior parte dei casi (oltre il 70%) ci si rivolge a un omeopata dopo avere inizialmente affrontato il problema attraverso la medicina convenzionale, rivolgendiosi a un medico di base o a uno specialista. Non mancano casi (17%) in cui prima dell'omeopatia si è tentata un'altra pratica non convenzionale (agopuntura, fitoterapia o altro)."
    Anche qui il testo è chiaro.

    PS: mi correggo, nel testo di "Altroconsumo" è riportata una statistica (non verificabile, non spiega da dove salta fuori) che sostiene: "Per quanto poco provato, certo è che gli utilizzatori di questa medicina
    sono molti (circa 10% in Italia)."

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  46. @ROBERTO G:
    qui sul blog
    Disturbi della pelle: Peggiorato o stabile: 54%; migliorato: 46%

    sul sito boiron
    peggiorato:13% - stabile 54% - un po' migliorato 29% - è migliorato di più 4%

    sono giochi di parole...


    la somma di peggiorato (13%) e stabile (54%) non puo’ dare 54% (peggiorato o stabile) e nemmeno la somma di un po’ migliorato (29%) e migliorato di piu’ (4%) puo’ essere diversa dal 46% (migliorato)...se questi sono errori di calcolo, banali e grossolani, non si puo’ parlare di giochi di parole ma solo di rappresentazioni complementari di un’unica realta’, se viceversa i numeri riportati sono corretti , l’incongruenza delle somme indica due diverse realta’ ovvero ancora nessun gioco di parole. Non ho ancora letto tutto l’articolo e tutti i commenti ma un altro aspetto tutt’altro che secondario e che precede i numeri e’ la definzione delle catagorie: peggiorato, stabile, migliorato. Se queste non sono definite in base a criteri oggettivi si rischia di discutere, numeri alla mano, del sesso degli angeli

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  47. Sinceramente la cosa che più mi lascia allibita (e della quale nonostante l'abitudine non riesco a farmi una stramaledetta ragione) è entrare in una farmacia e sentire il farmacista che ti consiglia il rimedio omeopatico perchè è "più dolce".
    Si parla di un professionista che è stato formato e preparato in maniera scientifica.
    La stessa persona che ti guarda come fossi un povero pezzente quando gli rispondi che l'omeopatia non ti interessa.
    Ancora non ho trovato nessuno che mi dicesse quanto grave è finanziare Big Pharma (cioè la stessa che ti mette in tavola il pane, parliamone) ma confido succederà presto.
    Lo stesso che ti guarda come se fossi un povero ignorante che non capisce.
    Stare a dirgli che hai una laurea con lode in geologia e che qualcosina di termodinamica e chimica magari le sai è tempo perso.
    Sinceramente temo che il sottovalutare l'omeopatia porterà sempre più a episodi del genere. Che ritengo molto ma molto gravi.
    E ripeto da persona incazzata a riguardo: secondo me non è possibile.
    Vogliono legittimare l'omeopatia? Ok ma non nelle farmacie. Concedano licenze apposite per negozi dedicati. La persona ammalata e vulnerabile deve entrare in farmacia e trovare un professionista serio, si fida di lui e quindi non esiste che il farmacista consigli l'omeopatia.
    Con questo sia chiaro non voglio assolutamente dire che tutti i farmacisti appoggino l'omeopatia, ne voglio offendere nessuno, semplicemente qui in giro per il veneto episodi simili mi sono successi troppo spesso.
    Scusate lo sfogo.

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  48. C'è una cosa più interessante che nessuno ha notato. Nel sondaggio riportato da Altroconsumo si dice che il 76% dei pazienti si dichiarerebbe in qualche modo soddisfatto. Andando a leggere meglio quel 76% sono quelli che alla domanda "suggerirebbe l'omeopatia" hanno risposto "probabilmente sì" o "sicuramente sì".

    Innanzitutto questo in realtà indica una compliance piuttosto scarsa (nel settore in cui lavoro io, terapie antiretrovirali abbiamo compliance sempre superiori al 90%), ma soprattutto se si va a leggero oltre si scopre una cosa interessante: ai pazienti che hanno espresso soddisfazione è infatti stato chiesto di indicare quali aspetti li avessero più soddisfatti, e ovviamente quello che è andato per la maggiore non è stato, che so io, l'efficacia della terapia, bensì il rapporto col medico.

    Al di la delle cazzate olistiche questo manda un messaggio importante ai medici veri: siate più simpatici :-)
    È vero anche che, come abbiamo visto anche in passati articoli, un "medico" che ti promette cure facili e superefficaci, facendo affermazioni rassicuranti e spesso ingiustificate risulta sicuramente più simpatico di uno che ti mette davanti alla cruda realtà e che magari ti propone una cura lunga e difficile dandoti le vere percentuali di guarigione, tuttavia è anche vero che gli omeopati si sanno "vendere" meglio. Come farebbero altrimenti ad attirare pazienti senza poter mostrare alcuna efficacia?

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  49. Al di la delle cazzate olistiche questo manda un messaggio importante ai medici veri: siate più simpatici

    Sono d'accordo.
    Però è anche vero che la bravura di un medico non si può giudicare in base alla sua simpatia e che ognuno ha il suo carattere. Ho conosciuto medici bravissimi ma odiosi dal punto di vista caratteriale ed altri mediocri che però solo per essere geniali dal punto di vista comunicativo ed empatico avevano un grande successo.

    Poi queste cose sono aspetti personali. Se prendi il medico che in quel momento ha la giornata no sarai sfortunato dal punto di vista "emozionale" ma se è bravo che t'importa?
    Ed aggiungo: a volte è il pregiudizio ed il carattere del paziente che irrigidisce i medico che abbiamo di fronte, se fossimo tutti più sereni (lo so, utopia) migliorerebbe anche questo aspetto del rapporto medico-paziente, anzi, perché non facciamo un patto: pazienti più simpatici e medici più simpatici, lancio una campagna?
    :)

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  50. ***
    e sentire il farmacista che ti consiglia il rimedio omeopatico perchè è "più dolce".
    ***

    più dolce?
    hembè?
    scuma ma: dice qualcosa di sbagliato???

    non mi risulta esistano altri "farmaci" costituiti di solo zucchero!

    :-))))

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  51. Parole sante, Salvo, quoto con tutto me stesso.
    Utopia per utopia, però, alla campagna aggiungi la possibilità di dedicare il tempo necessario ad una visita eludendo la tempistica imposta dall'Azienda...

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